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Social media spammer

Questo articolo ha oltre sei mesi di vita, quindi, mi raccomando, verifica le informazioni contenute in quanto potrebbero essere ormai obsolete.

Social media spammer è uno dei job title che ora vanno per la maggiore, solo che non lo trovi su Linkedin e non riesco a capire perché nessuno se lo auto attribuisca.

Disclaimer: Per scrivere questo post sono stati maltrattati molti social media spammer. Se pensi che stia parlando di te ci sono ottime possibilità che io stia parlando, proprio, di te. Le opinioni espresse in questo articolo sono le mie opinioni. (Questa mi ha fatto sempre ridere, non ho mai espresso le opinioni di topolino) Se avete lamentele da fare o se questo post non vi interessa o se credete che sia inutile perché tutti dobbiamo mangiare, non prendetevela con me, io ho chiesto se era il caso di scriverlo e mi hanno risposto di sì.

Non sto scrivendo un trattato su come si deve fare il social media (competenza a vostro piacere), parlo solamente di quello che mi fa venire il latte alle ginocchia e io odio il latte alle ginocchia.

Con la diffusione dei computer, e con il fatto che per accenderli non ci voglia poi molto, molte persone si sono trovate, a loro insaputa, anche collegate a internet. Da li ad aprire account su Facebook, Twitter, Diaspora & C. è stato un attimo. Da quel momento avere un account su uno o più social è diventato sinonimo di esperti di social media.

Social media spammer

Social media spammerIl social media spammer lo incroci, spesso, nei gruppi Facebook, il suo terreno di pesca preferito.

Ha sempre un evento fighissimo, ha sempre una promozione imperdibile, ha sempre una causa umanitaria alla quale non puoi dire di no.

Il social media spammer scrive, sui circa trecento gruppi Facebook a cui è iscritto, lo stesso messaggio:

Ciao ‪#‎nomedelgruppo, devo reclutare blogger/influencer per evento di presentazione di tutte le novità in termini di ‪#‎settoreacasofigo di un grande player dell’‪#‎grandeazienda?!?.

Come è facile notare nessun gruppo è in tema con quello di cui parla il fantastico evento di presentazione, il testo gioca sull’ego di chi legge, cercano influencer e blogger e se li cerca su 300 gruppi e prende quelli che si candidano, in pratica essere un influencer/blogger è questione di auto nomina.

Saltano immediatamente all’occhio alcune incongruenze:

  • Scrivi nel gruppo “amanti del Lego™” e cerchi esperti di energia nucleare.
  • Chiedi di essere contattato/a da influencer, ma se ti contattano loro, che influencer sono?
  • Se il tuo evento è così figo, perché getti le reti nel gruppo “cioccolato al latte anti carie” per trovare influencer nel campo “farine biodinamiche di Ciulac’k”?
  • Perché se il tuo evento è così figo non sei stracolmo di gente interessata che ti implora di poter partecipare?

Se ti interessa ho la risposta alle tue domande, social media spammer.

Risposte per il social media spammer

La prima risposta è anche la più ovvia, non sai fare il tuo mestiere, questa risposta, ovviamente, è valida se partiamo dal presupposto che tu sia una persona onesta e non un truffatore e vediamo più avanti il perché.

Te lo spiego meglio, se non hai la ressa al tuo evento fantastico è perché non sei stato capace di creare una strategia efficace per far conoscere il tuo mega evento e non hai saputo mettere in atto le tattiche corrette per realizzare la tua strategia. Ovviamente può anche darsi che l’argomento del tuo evento sia fuffa pura, ma anche la fuffa ha i suoi estimatori.

La seconda risposta è che non sai fare il tuo mestiere.

Non conosci il settore di riferimento del tuo progetto, non conosci le persone specializzate in quel settore, insomma, inutile fare tanti giri di parole, non sai fare il tuo mestiere.

Il social media spammer si offende

Capita, molto raramente, che lo spam che il social media spammer inietta in uno dei tanti gruppi ottenga delle critiche.

Il social media spammer è abituato a grandi pesche, butta le sue reti a strascico e aspetta che i pesci vengano a se.

Nella maggior parte dei gruppi, scusatemi il tecnicismo, gli sfigati e le sfigate faranno a gara per contattare in privato il vate (non il water closet) e per sapere quando e dove presentarsi. Degli sfigati e delle sfigate, parlo più avanti.

Però, c’è un però, ora ha spammato nel gruppo sbagliato e non senza alcuna mancanza di tatto, viene fatto presente al social media spammer che la sua pratica è esecrabile e sbagliata. Il social media spammer ribatte un po’ facendo presente che così si uccide il marketing, poi si arrende, prima cancella il testo con un laconico grazie a tutti, grazie di che, poi cancella le tracce del suo operato cancellando tutto.

Fortuna vuole che il mare sia grande e quindi la pesca andrà a buon fine in altri scogli.

Curiosità: lo sapete che la pesca a strascico è attività dannosissima per l’ambiente, dato che distrugge tutto?

Quello che ho detto che vi dicevo dopo

Fino ad ora ho dato per scontato che il social media spammer fosse una persona onesta, vediamo l’altro caso, il social media spammer disonesto.

Al social media spammer disonesto non interessa per niente il cliente e il suo business, l’unica cosa a cui punta è dimostrare al cliente che i soldi spesi per ingaggiarlo siano giustificati.

Quindi a questo social media manager interessa:

  • Riempire la sala, non importa se si parla della pesca al merluzzo di Tatooine e le persone presenti siano esperti di taglio e cucito, di segugi e cavalli e di centrali eoliche, quello che conta è che siano in tanti.
  • Avere più post possibile da mettere in rassegna per il cliente, poco importa se saranno di  blog che parlano di viti e bulloni, di custodie per gli occhiali e di musica melodica italiana,  poco importa che siano pagine Facebook che parlano dei campioncini di profumo con ben 23 fan, poco importa, al social media spammer disonesto interessa solo giustificare al cliente i soldi che prende.

Lo so quello che state dicendo, se il cliente è scemo è colpa sua.

Sì, avete centrato il problema, il cliente è scemo, incompetente e probabilmente con un budget ridicolo e quindi può aspirare solo a social media spammer disonesti, dio li fa, poi li accoppia, anche se, forse, era meglio: dio li fa e poi li accoppa.

Darwin, pensaci tu.

Pillole di social media

Scrivo un paio di suggerimenti, che poi mi dite sempre che critico e basta.

  • Portare miglioramenti al business del cliente, il che significa scegliere le persone realmente interessate e competenti nel settore del cliente.
  • Creare una strategia, condivisa dal cliente, tutta dedicata a migliorare il business del cliente e mettere in atto tutte le tattiche necessarie, mirate a soddisfare la strategia.
  • Evitare gli influencer auto nominati, quelli che rispondono alle chiamate urbi et orbi, in teoria dovrebbero essere i primi ad essere scartati, senza se e senza ma.
  • Gli influencer auto nominati non portano nessun vantaggio al cliente e utilizzeranno il vostro invito per scrivere sul proprio blog, oscuro e sconosciuto, o sulla propria paginetta Facebook, che sono stati invitati a mega evento e lo utilizzeranno per accreditarsi presso il prossimo social media spammer, creando danno al cliente attuale e futuro.
  • Crearsi un database di persone, ottimamente profilate, e invitarle direttamente e personalmente all’evento.
  • Capire che il lavoro è una cosa seria, qualunque esso sia e che non esistono scorciatoie, esiste solo studio, impegno, impegno e ancora impegno.

Concludo con una chicca, che dovreste scolpire nella pietra, non è mia, è di Marco Massarotto.
Era il 2007 o il 2008 e anche allora vedersi con Marco per bere un caffè era un’impresa.

Quel giorno c’era un bel sole, ci siamo incontrati ai giardini di Porta Venezia, stavamo bevendo un frullato, seduti sui tavoli di legno.

Naturalmente Marco aveva il mac aperto perché doveva finire un’offerta, secondo me lavora anche quando dorme.

Mi spiega cosa sta preparando e si trattava di un lavoro di una nicchia particolare.

Vorrei ricordarvi che era il 2007/2008, gli influencer non erano ancora nati, i social media erano alle origini e la rete era piccola.

Gli chiesi come avrebbe fatto a trovare le persone esperte di quello specifico settore e lui me lo spiegò:

Mi metto a cercare su internet, cerco siti, blog, forum e me li leggo me li studio, se i forum sono solo ad iscrizione mi iscrivo, seguo le discussioni, cerco di scoprire quali sono gli attori più preparati, quelli che godono della fiducia degli altri, poi li contatto uno ad uno, gli spiego il progetto e quasi sempre partecipano.

Facile, no?

Poi ci si domanda perché ora esiste doing che da lavoro a centinaia di persone e che soddisfa centinaia di clienti.

Non ci sono segreti, non ci sono scorciatoie, c’è solo tanto lavoro, rispetto per il cliente, rispetto per i partecipanti e niente spam.

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