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Sicurezza a Milano, lettera aperta al Prefetto di Milano – Francesco Paolo Tronca

Questo articolo ha oltre sei mesi di vita, quindi, mi raccomando, verifica le informazioni contenute in quanto potrebbero essere ormai obsolete.

Gentilissimo Signor Prefetto,

Le scrivo questa mail, sperando non venga archiviata o non letta, perché sono stanco e demoralizzato.

Ho avuto l’onore di servire come Ufficiale di complemento dei CC, 137° corso AUC e, sebbene siano passati molti anni, ricordo molto bene gli insegnamenti ricevuti alla scuola Ufficiali dei Carabinieri in via Aurelia, a Roma.

Le scrivo in quanto Lei è il rappresentante del Governo nel territorio in cui abito, Milano.

L’anno scorso, in questo periodo, sono stato scippato, mi sono entrati in casa (fortunatamente mentre stavo rientrando e quindi sono scappati senza rubare nulla), dopo pochi giorni hanno svaligiato un appartamento nella casa vicina, hanno scippato una ragazza del suo smartphone e l’hanno sbattuta per terra e sono successi diversi altri episodi di microcriminalità. (Tutti attribuibili alle stesse persone, e non Le dico quali perché voglio evitare le solite accuse di razzismo).

Sono stato al commissariato di Polizia, ho fatta la denuncia, ho fermato un’auto della polizia, ho parlato con dei poliziotti motociclisti al bar, ho parlato con dei carabinieri motociclisti, ho raccontato loro la situazione e mi hanno fatto pena e tenerezza. Stanno male loro più di noi, mi hanno detto che le, poche, auto sono sempre in intervento e devono per forza di cose dare la precedenza al pronto intervento e non hanno mezzi e uomini per portare sicurezza a tutti. So benissimo cosa significa, ricordo che sotto i mondiali di calcio del ’90 accumulai 130 ore di straordinario. (12 solo all’inaugurazione), sono consapevole delle difficoltà delle forze dell’ordine, che io amo alla follia, e sono triste per la loro rassegnazione.

So anche cha a Milano mancano circa 2000 tra carabinieri e poliziotti e so anche bene che il Ministro degli interni, Angelino Alfano, aveva fatto delle promesse mai mantenute.

Da alcuni giorni, puntuali come la morte, sono tornati, appena fa buio, verso le 17 e 30, li vediamo per strada a controllare i cancelli, i portoni, i citofoni, venerdì alle 19 mi ha telefonato mia sorella, terrorizzata, per dirmi che 3 di questi signori l’hanno seguita e le hanno anche urlato contro, ha fatto in tempo a entrare nel cancelletto e chiuderlo, poi sono arrivate altre persone e questi sono scappati a gambe levate, ieri mio padre mi ha detto che li ha rivisti e quando si sono accorti si sono prima nascosti e poi sono scappati a gambe levate.

Lo so che le statistische che pubblicate sulla microcriminalità dicono che è in calo, ma mi permetta di dubitarne fortemente per svariati motivi:

1) sono esternazioni politiche
2) la gente è stufa e non denuncia più nulla
3) la gente non si sente più protetta dallo stato (volutamente minuscolo)
4) la gente si sente presa per i fondelli

Lei ha la possibilità di parlare con il Ministro Alfano e credo anche con il Presidente del Consiglio Renzi, chieda loro, visto che non ci mandano i 2000 uomini delle forze dell’ordine, cosa dobbiamo fare, per favore.

Noi viviamo con l’antifurto perennemente attivo, anche quando siamo in casa, dormo con un bastone vicino al letto e vorrei sapere cosa dobbiamo fare.

Da ufficiale dei carabinieri della riserva, preferirei che fosse lo Stato a prendersi cura della mia sicurezza, ma se lo stato se ne frega ci permetta di utilizzare altri strumenti, lo stato può tranquillamente dire che ha fallito e che non è in grado di assicurarci la sicurezza e può delegarla a noi cittadini.

Proponga di emanare una legge in tal senso, forse capiranno che lasciare da soli i cittadini, senza la protezione delle forze dell’ordine, non è questa grande idea.

Grazie per la sua attenzione

Cordialmente

Paolo Valenti

PS: non è una minaccia, questa lettera la pubblico anche sul mio blog, paolovalenti.info, come lettera aperta.

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Published inAttualità, costume e società

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