Salta al contenuto

10 motivi per non realizzare software open source

Questo articolo ha oltre sei mesi di vita, quindi, mi raccomando, verifica le informazioni contenute in quanto potrebbero essere ormai obsolete.

L’open source sta vivendo, da anni, una fortuna e una crescita invidiabile, però ora vi dico perché non dovete sviluppare in open source.

1) Open source non è sinonimo di gratis.

Chiunque utilizza un software open source è convinto che debba essere gratis e ti tempesterà di richieste da realizzare in tempo zero gratis, e le pretenderà.

2) Open source e collaborazione

L’open source è nato per condividere, riutilizzare e per collaborare.

Collaborare non significa solamente scrivere codice, significa tradurre, creare tutorial, dirti grazie, ma nessuno fa niente di niente pretendono tutti un codice perfetto senza bug, gratis e lo pretendono subito.

3) Open source è la roba degli altri

Usano tutta roba open source, non hanno mai collaborato a nessun progetto, scrivono una cosetta, o un tema o quello che volete che si appoggia ad un software open source e appena scoprono che qualcuno lo ha utilizzato partono le minacce di adire le vie legali.

4) Se c’è in vendita un plugin o un tema a 30USD, meglio trovarlo crakkato e poi andare a chiedere assistenza e quando ti viene detto che l’assistenza per i temi premium viene erogata dai venditori, ti rispondono che loro non l’hanno comprato e che pretendono assistenza.

5) Mi fai questa modifica? Perché non apri un github pubblico così posso aiutarti?

Fu così che nell’arco di 10 minuti fu aperto il github pubblico, che è li ancora bello e intonso da 11 mesi.

Gli altri 5 hanno un costo, a gratis ne ho messi 5, aggiungete voi a piacere!

Ho una newsletter che parla di WordPress

This is the archive

Iscriviti alla mia Newsletter

Published inSliderSussurri dalla rete

Un commento

  1. n+1: il tempo perso a scrivere il manuale è, appunto, perso. Nessuno lo legge e pretendono che gli dici come si usa il programma, uno ad uno e per e-mail (e solo perché non sanno il tuo numero do telefono, senno’…).
    n+2: “Senti, avrei urgente bisogno che il tuo programma facesse anche $Funzione_A_Caso”. Realizzi la funzione, perché magari hai un pomeriggio libero, e quando ne notifichi il rilascio: “Ah, ok. Ora sono un po’ impicciato, la provo e ti faccio sapere”. Non lo saprai mai.
    n+3: qualsiasi comportamento inatteso si presenti all’utilizzatore ha come diagnosi “il tuo programma ha un problema”. Poi dopo 35 e-mail di richiesta dettagli e spiegazioni, scopri che (a piacere): ha 943 versioni di Java installate; il programma richiede una scheda grafica e il suo computer non ha neanche il video; non ha letto il manuale (e se l’ha letto non l’ha capito) ed il programma fa esattamente quello che dovrebbe, ma non è quello che lui voleva/ha capito.
    n+4: (successo veramente) ti scrive un “pacchettizzatore” per distribuzioni open source per dirti che non può includere il tuo programma nella sua distribuzione perché la licenza non è chiara. Dopo aver impiegato qualche giorno per chiarire licenza e per inserire un avviso che il programma prende alcune cose da Internet (perché “non è corretto che l’utente non sia avvisato” parole testuali, il fatto che sia scritto nel manuale non conta…) il tuo programma sarà accodato per l’inserimento nella distribuzione. Qualche settimana dopo il tizio si dimentica di tutto ed il tuo programma torna fra i “non inclusi ma ci piacerebbe” ed è lì da 19 mesi.
    n+5: (anche questa successa veramente) sulla collaborazione “ma nei modi e nei tempi che decido io”. Ti scrive un tizio e subito dopo il messaggio “bello il tuo programma, è da tanto che volevo farne uno uguale ma non ho mai trovato il tempo” prosegue con: “ho guardato il tuo codice e…” segue sfilza di “ottimizzazioni/correzioni/miglioramenti” che praticamente non servono a nulla, ma fanno tanto “io so’ più smart di te”. Al successivo rilascio, succedono due cose: o si accorge che non hai seguito i suoi consigli, e allora parte la filippica sul tono “eh, ma se non segui i consigli degli esperti…”, oppure accidentalmente hai toccato una riga di codice nello stesso file che lui ti ha indicato come “migliorabile” e allora parte la rimostranza “eh, ma allora devi citarmi per gli utilissimi consigli”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: