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Di startupper & C.

Questo articolo ha oltre sei mesi di vita, quindi, mi raccomando, verifica le informazioni contenute in quanto potrebbero essere ormai obsolete.

Disclaimer: quello che segue è solamente il racconto della mia esperienza, non ha nulla di generalizzabile, non ha valenza statistica, sono solamente mie considerazioni basate sulla mia ristretta (in termine di numeri) esperienza.

Negli ultimi anni ho avuto a che fare con circa una quarantina di startupper, vi racconto subito la fine così, se preferite, vi evitate di leggere il resto; nessuna startup di questi startupper ha mai visto la luce.

Dopo avervi spoilerato la fine della storia ora ve la racconto, almeno sapete già che questa volta non è stato il maggiordomo.

Nella mia, scomoda, posizione ricevo spesso richieste da parte degli startupper e TUTTE le volte mi rendo disponibile per ascoltare le loro proposte.

Il canovaccio della conversazione è identico al 100% e come avrebbe detto mia nonna – “sembrano fatti con lo stampino” –

S = startupper

W = wolly

S – Ciao, sono pinco pallino, ho messo in piedi un progetto fantastico che fa – cosa simile ad altro già esistente – ma noi lo facciamo molto meglio, abbiamo per 10 modelli di business diversi rispetto a loro che ne hanno uno solo.

W – Ottimo posso vedere come funziona il servizio?

S -No, non è online, poi ti spiego.

W -Raccontami l’idea cosi’ posso capire.

S -Blablablablabla.

W -Scusa non ho capito nulla.

S -Non posso andare nei dettagli, sai ho già presentato questa idea a (numero a caso) di investitori, ma quelli non capiscono niente , non capiscono che questo è il nuovo (nome di sito famoso a caso) e che varrà milioni di dollari in brevissimo tempo.

W -Bene e dato che non posso vedere il servizio, dato che non posso sapere cosa fa, perché mi hai contatto?

S -La nostra idea, (c’è sempre dietro un gruppo numeroso di cervelli pensatori) è che tu ci realizzi tutto, ma non gratis che mica siamo i soliti che se ne approfittano.

W -Bene, mi fa piacere, però per farvi un preventivo devo sapere quello che dovrei fare e dovrei vedere quello che è già fatto, per me firmare un NDA non è un problema.

S -No aspetta, non mi sono spiegato bene, non vogliamo un preventino, ti offriamo un’opportunità molto più interessante.

A questo punto escono due tipi di opportunità, diciamo che la prima me l’hanno proposta il 60% delle volte e la seconda, pure. (lo so, precisetti che non siete altro, lo so che 60+60 fa 120%, ma qui oggi pettiniamo le bambole)

Proposta 1: tu fai il lavoro, lo metti a posto, apporti le correzioni che chiederemo, paghi l’hosting e poi quando cominceremo a guadagnare o venderemo la startup di daremo qualcosa.

Proposta 2: tu fai il lavoro, lo metti a posto, apporti le correzioni che chiederemo, paghi l’hosting e poi noi ti diamo l’1% delle quote della società se la apriremo.

W -Bene ora spiegami, per favore, voi cosa ci mettete, io ci metto circa 30/80k di lavoro (dipende dai progetti proposti).

W -Quanto avete già investito?

W -Qual è il business plan?

W -Quando si pensa di guadagnare?

Etc.etc.

Al 100% la risposta è sempre stata unica, non abbiamo investito niente, non abbiamo realizzato niente, non abbiamo un business plan perché non serve a niente e perché su internet si guadagna con la pubblicità e con quello che pagheranno gli utenti per utilizzare il servizio, capito?

S -Noi ci mettiamo l’idea che senza di quella non si fa nulla.

W -Spiegami meglio, per favore, e dimmi se ho capito bene; io ci metto il lavoro, i soldi, l’hosting, voi non mettete niente, se va bene voi guadagnate e io prendo le briciole se va male voi non perdete niente e io perdo tutto, per voi mettete l’idea.

S -Si certo, mica vorrai che se va male ci smeniamo dei soldi, se va male amen.

W -Ti ringrazio tantissimo per la fantastica opportunità che mi hai concesso, ma purtroppo in questi giorni ho judo e quindi non posso seguirvi.

Concludo con delle profondissime riflessioni:

Le idee non hanno alcun valore se non le realizzi e non puoi star li ad aspettare il cretino di turno che prende le tue idee, le realizza a sue spese per poi far guadagnare te che non hai fatto nulla e che non credi per primo nella tua idea, perché se ci credessi venderesti la macchina, la moto il motorino e non faresti proposte così cretine a nessuno!

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Published inAttualità, costume e società

9 Comments

  1. Giuseppe Iannaccone Giuseppe Iannaccone

    Ciao,
    molto interessante l’ argomento. Ho letto l’ articolo su startupitalia.eu dove, però, non ho visto altri commenti.
    Posto la mia domanda qui:
    “Oltre all’ idea, all’ entusiasmo e al fervore…che cosa si aspetta un professionista come te da uno startupper?”
    Come si vengono incontro i due mondi? In generale, idea ed execution come si incontrano?
    Ciao e grazie,
    Giuseppe

    • Secondo me il vero discrimine è il quanto uno creda al proprio progetto e quanto sia disposto a rischiare di suo e con questo non intendo solo soldi, per esempio se si è disposti a lasciare il proprio lavoro e dedicarsi anima e corpo solo al progetto.
      Personalmente non prenderei mai in considerazione un progetto dove l’ideatore se ne occupa a tempo perso fuori dagli orari di lavoro, il primo a crederci e avolerci investire tutto deve essere lo startupper.

  2. Giuseppe Iannaccone Giuseppe Iannaccone

    Ciao e grazie per la risposta.
    Ok, tutto giusto. Ma allora quando scatta la molla “economica”?
    Per come ho inteso il tuo pensiero, se vi sono i presupposti da te prima descritti, esistono condizioni per le quali si possa pensare ad una partecipazione alle quote societarie. O sbaglio?
    Chi si occupa dell’ execution di solito ha una doppia opportunità e che io credo sia un vantaggio davvero importante: una volta capita l’ idea, può partecipare alla start-up con una quota se il progetto gli piace, o fare un preventivo per il solo sviluppo.
    Come va va, l’ execution vince sempre.
    Quindi, visto che l’ idea non esclude execution ed execution non esclude l’ idea,
    non sarebbe meglio dire: ciao, io mi occupo di sviluppo di portali/servizi/siti/SEO e se la tua idea mi piace diventiamo soci al 20,30,40,50,60%…etc? Non è più semplice?
    Ovviamente non parlo di tutti quei casi in cui lo start-upper si fa tutto in casa.

    • Non è il nostro core business, noi di base mettiamo in piedi le nostre idee 🙂
      Se ci contattano valutiamo sempre tutto, ma non andiamo a cercare.

  3. Giuseppe Iannaccone Giuseppe Iannaccone

    Ovviamente non parlavo di te e della tua azienda nello specifico, ma in generale di quello che succede in giro per le nostre città digitali 😉
    Però dalla tua risposta c’è la conferma di ciò che ho detto prima!!!
    Ciao!

    • In USA fanno proprio come dici tu 🙂

      Vanno a cercare i progetti giusti.

  4. Sembra quasi che le “idee” vengano solo a gente che non sappia come realizzarle.

    • Io vedo molte idee realizzate e molte di più non realizzate, spesso chi crede di avere un’idea in realtà non ce l’ha o non ci crede abbastanza.

    • Giuseppe Iannaccone Giuseppe Iannaccone

      E’ una questione di numeri: Se il 10% sa realizzarle (magari le proprie), esiste un 90% di idee mai realizzate. Questo a prescindere dalla bontà o meno dell’ idea.

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