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The WOLLYing Dead – Day 1 – #freewolly

Questo articolo ha oltre sei mesi di vita, quindi, mi raccomando, verifica le informazioni contenute in quanto potrebbero essere ormai obsolete.

Il mondo sta cambiando, la zona si sta riempendo di zombie, io sono stato scippato del portafoglio, due signore della borsetta, una ragazza dell’iPhone poi i ladri in casa mia, 2 volte (senza riuscire a rubare nulla) è chiaro che il virus si sta diffondendo ma, le autorità latitano, nessuno si è fatto vedere nonostante le chiamate.

Ho deciso che il luogo più sicuro, per ora, è la prigione.

Ieri notte ho provveduto a sigillare tutte le finestre, chiudendo le tapparelle di ferro motorizzate, ho chiuso la porta blindata e messo il chiavistello non prima di essere andato a controllare che il portone principale fosse ben chiuso e sigillato.

Ho preparato anche delle candele che se tutti zonmbinano bisognerà essere pronti alla mancanza di corrente.

Stamane sveglia alle 7 e 08, era tutto buio in prigione, in effetti avere tutte le tapparelle abbassate non agevola l’ingresso della luce.

A tentoni accendo una luce e alzo leggermente la tapparella per vedere se ci sono zombie nel cortile, per fortuna non se ne vede traccia.

Faccio le mie solite cose, mi doccio, mi lavo i denti, do i croccantini ai mici da guardia, alzo 2 tapparelle in soggiorno guardo fuori e neanche davanti ci sono zombie.

Mi vesto, riabbasso la tapparella in camera ed esco per fare un sopralluogo.

Durante il sopralluogo mi accorgo che fuori c’è ancora vita e allora entro nel bar, mi faccio un cappuccino e parlo con la barista che sembra essere un’umana.

Faccio rifornimento di generi di prima necessità, le sigarette, e mi riavvio circospetto verso la prigione.

Mi fermo a controllare con attenzione la recinzione che ieri pomeriggio uno zombie ha scavalcato e trovo dei punti deboli, quindi rientro in prigione e abbasso anche le tapparelle che avevo lasciato alzate.

Bisogna abituarsi al buio e a non vedere fuori, la vita in prigione sarà dura, almeno agli inizi.

 

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Published inAttualità, costume e società

Un commento

  1. Qui al Sud viviamo così da tempo immemore… anche se abiti al 7° piano chiudi tutti (i ladri si calano dai terrazzi)

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