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Io sono fascista

Questo articolo ha oltre sei mesi di vita, quindi, mi raccomando, verifica le informazioni contenute in quanto potrebbero essere ormai obsolete.

Questa è un’affermazione che ancora sento e che mi stupisce moltissimo.

Ho 44 anni e quindi non ho vissuto il fascismo sulla mia pelle però faccio parte di una delle ultime generazioni che ha avuto la possibilità di parlare con chi quel periodo l’ha vissuto.

Ho studiato quel periodo a scuola, ma la storia viene scritta dai vincitori e quindi ho preferito negli anni parlare con chi quel periodo l’ha vissuto veramente.

Il custode del palazzo dove vivevo era un fascista, volontario in Africa e lo è rimasto tutta vita e mi ha parlato per ore ed ore della sua esperienza.

Da giovane si arruolò volontariamente nelle truppe che combattevano in Africa come meccanico e da li nascono molti dei suoi racconti.

Mi raccontava con gioia del fatto che avevano poca acqua e cibo e loro comunque tiravano avanti, mi raccontava dei carri e degli aerei di legno per fuorviare le ricognizioni aeree degli alleati, mi raccontava dei suoi commilitoni morti, uccisi mentre espletavano le loro normali funzionalità corporali, morsi dove non batte il sole da serpenti velenosissimi, mi ha raccontato anche che pur essendo un meccanico è stato più volte volontario in missioni sui carri e una volta il carro che lui guidava è stato colpito e tutta la torretta asportata e tutti i suoi compagni morti, tranne lui che si trovò seduto su un carro completamento aperto.

Mi ha raccontato della prigionia nei campi inglesi e tutte queste cose me le raccontava con gioia, con gli occhi luccicanti.

Dai suoi discorsi mi sono fatto una mia opinione, non poteva seriamente pensare che quello che mi raccontava lui lo vedesse veramente positivo, non riesco a credere che qualcuno potesse amare un regime che ti mandava a morire senza acqua, senza cibo senza latrine e senza armi ho pensato che lui ripensasse alla sua giovane età ad un’ebbrezza e ad uno stato di potenza(falsa) che in menti semplici e poco acculturate possono far presa.

Mio nonno invece era un artigliere, caporale, e lavorava alla contraerea presso lo stadio di San Siro a Milano. Mio nonno era un pacifista convinto, a lui interessava solo poter portare avanti la sua piccola officina e vedeva i fascisti come un ostacolo alla sua vita con sua moglie e i suoi figli e al suo lavoro. Odiava la guerra e vedendo i tedeschi segnare con un cerchio fatto con il gesso i cannoni ad ogni apparecchio abbattuto, scrisse sul suo cannone “non feci mai male ad anima viva”. Lo scrisse senza pensarci su troppo proprio perché ammazzare gli altri non rientrava nel suo vivere e questa cosa gli creò non pochi problemi; il capitano tedesco lo cercò subito per ammazzarlo, ma per fortuna, il capitano italiano riuscì ad intercettare mio nonno e a nasconderlo, riuscì anche a trovare il modo per non farlo passare per disertore anche se per tre mesi non si presentò al pezzo, fino a che il capitano tedesco non fu trasferito.

Nel frattempo mio nonno fuori dagli orari di servizio continuava a lavorare nella sua officina e una sera il gerarca di zona si presentò da lui per intimargli di smettere di lavorare perché doveva dedicarsi alla causa del fascismo e ovviamente mio nonno che di politica e di fascismo non ne voleva sapere nulla, si rifiutò e questo tizio colpì mio nonno con un bastone e mio nonno reagì duramente malmenandolo pesantemente. Ha vissuto per mesi con il terrore di essere ammazzato o deportato, ma il gerarca di zona era sicuramente un pavido (per fortuna) e non raccontò mai ciò che successe, probabilmente per paura delle conseguenze da parte dei suoi capi nei suoi confronti.

Naturalmente questi sono solo due esempi di quello che ho ascoltato ma sono esemplificativi di quegli anni e mi hanno aiutato a formarmi una mia opinione e cioè che essere fascisti, credere, combattere e obbedire ad un sistema che non ti dava da mangiare, da bere, da vestire, che ti trattava come un servo sciocco che voleva inserirsi nella tua vita privata e gestirla per te non può essere interessante per persone che abbiamo un minimo di amor proprio, rispetto per se stessi e naturalmente per gli altri quindi quando leggo o sento “io sono fascista”, scuoto il capo pensando a quella persona che non ha idea di quello che si perde e non gli dedico neanche un secondo del mio tempo, perché sarebbe tempo perso e dandogli un minimo di importanza potrei far crescere in altri la convinzione che forse, però …

NO, non si può essere fascisti se sei una persona civile e rispettosa di te stesso e degli altri.

P.S.: Abito nella casa che fu di mio nonno e quando svuotammo la soffitta trovammo moltissimi tesserini militari italiani, mio nonno non mi raccontò mai che verso il finire della guerra nascose alcuni militari italiani per evitare di farli catturare, me lo disse mia nonna.

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Published inAttualità, costume e societàIl Wolly pensiero

2 Comments

  1. Arrivata qui ,per un’altra strana ricerca che, stavo facendo in rete
    (se vai nelle statistiche capirai…)
    ma è un’altra questione.
    Mi sono ritrovata nel tuo blog,che conosco,che strano,sai,io credo alle coincidenze 😉

    Sono sempre stata convinta che;uomini come tuo nonno,come il mio, sono i veri vincitori di una guerra stupida ,schifosa,non voluta da gran parte del popolo,ma,subita.
    Purtroppo subita sulla pelle di milioni di morti.
    Il comportamento corretto ,come quello descritto in post ,ha fatto si che ci si potesse salvare.
    Speriamo nel domani,ma non ho grandi certezze….visti i tempi che viviamo.

  2. Ci sono etichette pesantissime, che tanti in politica sfoggiano con fin troppa disinvoltura , e senza conoscerne realmente il significato. Fascista e comunista sono due di queste “etichette”, sbandierate in maniera inconsapevole e pericolosa da troppi.

    Saluti libertari
    Liberlex

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