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ROI nella comunicazione OnLine

Questo articolo ha oltre sei mesi di vita, quindi, mi raccomando, verifica le informazioni contenute in quanto potrebbero essere ormai obsolete.

Se state cercando la formula per calcolare il ROI nella comunicazione OnLine questo post non vi darà la soluzione, ci sono fior fiore di professionisti e ricercatori che potranno insegnarvi come fare o per lo meno vi aiuteranno a trovare una forma di valorizzazione del ROI nella comunicazione OnLine verosimile.

In questo post voglio semplicemente proporre alcuni spunti di discussione sull’effettivo ROI nella comunicazione OnLine (inclusi i social network) con la speranza di creare più confusione che certezze.

Cos’è il WEB

Il Web è uno strumento bellissimo e potentissimo, poco costoso e non particolarmente difficile da utilizzare, ma per questo motivo ha un enorme controindicazione che spesso molti sottovalutano o non conoscono affatto: le bugie hanno le gambe corte.

Approcciare al Web è  molto facile dal punto di visto tecnico e tecnologico, ha costi decisamente bassi se paragonati ai mezzi di comunicazione tradizionali, ma elimina le barriere, non c’è un centralino che filtra le chiamate, non ci sono i muri delle aziende, non ci sono i km da percorrere, basta un click e in pochi minuti viene pubblicata una richiesta, una critica, un complimento.

Il ROI nella comunicazione OnLine, non può prescindere da queste valutazioni.

Cosa cerca l’utente

Il frequentatore del web e dei social network non cerca un freddo risponditore automatico o una risposta standard ad una domanda, cerca informazioni, confronto e soluzioni a problemi e se le aspetta in tempo zero e si aspetta che a dargli la soluzione o la risposta sia una persona non un ufficio.

L’azienda che pubblica meraviglie del proprio prodotto, se questo prodotto non ha tutte quelle meraviglie, in pochi attimi diventa la barzelletta della rete, nel migliore dei casi.

Molti sostengono che alla fine le lamentele o le operazione tipo John Ashfield non hanno alcun effetto sulle reali attività delle aziende coinvolte e questo può essere anche vero in questo momento ma è altresì vero che ormai sempre più consumatori prima di acquistare un prodotto si rivolgono alla rete e soprattutto alla propria rete di “amicizie” online per chiedere consigli ed informarsi su prodotti e aziende, e questo modo di agire ha crescita esponenziale.

Sono poi presenti casi di aziende che, grazie alla presenza sul web, hanno visto crescere le proprie vendite con percentuali a due cifre nonostante la crisi.

Quando volete calcolare il ROI nella comunicazione OnLine tenete presente tutte queste analisi.

Cosa significa tutto questo e cosa ha a che fare con Il ROI nella comunicazione OnLine?

 

Ritengo sia molto importante e molto legato al calcolo del  ROI nella comunicazione OnLine, perché la struttura di molte aziende è molto chiusa all’esterno è fatta di uffici che rispondono, quando rispondono, con fredde comunicazioni standard, aziende che difficilmente ammettono i propri errori se non costretti da avvocati o da associazioni di consumatori, aziende che comunicano in un solo modo, io verso tutti e mai al contrario, aziende che non hanno la minima idea di cosa sia la trasparenza, aziende quindi non in grado di comunicare efficacemente sul web o sui social network.

Queste aziende, prima di cominciare ad investire nella comunicazione sulla rete e sui social network e calcolare il ROI dell’investimento, dovrebbero prima valutare quanto costerà loro rendersi “trasparenti”,modificando le proprie abitudini, formando i dipendenti e i collaboratori per comunicare in modo diverso.

Dovranno poi decidere quanto saranno disponibili a leggere e soprattutto ad accettare le critiche verso i propri prodotti, arrivando anche a modificarli ammettendo gli eventuali errori commessi in fase di progettazione.

Tutto questo ha un costo, in alcuni casi molto elevato ed è un costo che può essere quantificato abbastanza precisamente e può essere piccolo o importante in base a come l’azienda è strutturata e deve essere incluso nei costi di investimento per calcolare il ROI nella comunicazione OnLine.

In quest’ottica mi sembra che diventi importante aggiungere ai già ottimi consulenti di comunicazione online presenti sul mercato anche qualche consulente tradizionale esperto nell’analisi di bilancio e nell’analisi dei costi di modifica delle strutture preesistenti.

Spero di aver creato un poco di confusione in più e di poter far nascere un dibattito anche su questi temi che ritengo siano utili per tutti, aziende e consulenti.

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Published inIl Wolly pensiero

8 Comments

  1. Argomento interessante su cui ho un post in bozza da un po’ di tempo e riflessioni stimolanti.

    Purtroppo non sono molte le aziende disposte ad affrontare un cambiamento così radicale nel segno della trasparenza. La reazioni più comune è la fuga. Per questo si rendono necessari delle “tappe di avvicinamento”, che spesso non possono non essere guidate dall’esterno dell’azienda, proprio perché chi è all’interno non avrebbe gli spazi di manovra per farlo.

    • mi fa piacere sia stimolante e anche io credo nel percorso step by step, guidato dall’esterno altrimento sarà fuga o sperpero di quattrini senza ottenere risultati.

    • ladegri ladegri

      Difficilissimo e snervante tentare un approccio dall’interno. Confermo. Ma affidare la gestione all’esterno non è per tutti.
      Esistono aziende così complesse e stratificate che non potrebbero mai essere comprese e “digerite” fino in fondo da chi non le abbia vissute a lungo e internamente. Il “consulente” in questi casi diventa una semplice enciclopedia umana dei SN, un juke box di dati, analisi e scenari, ma la strategia e – soprattutto – la gestione devono necessariamente restare in house.
      Non sto dicendo che sia l’atteggiamento giusto o vincente, dico solo che in certi casi l’unica strada possibile è farsi male, correre da soli e cadere, ma sulle proprie gambe.

      • infatti nel post parlo anche di un consulente tradizionale esperto in riconfigurazioni aziendali, che dovrebbe lavorare insieme all’azienda e capisco perfettamente la tua obiezione che ritengo estremamente attuale e vera.

  2. Paolo, sebbene l’acronimo ROI sia di uso abbastanza comune ormai, magari non tutti i lettori che si avvicinano qui sanno di cosa si tratta.
    Due righe per definirlo e descrivere cosa indica, credo ci starebbero bene.
    Sul resto sono d’accordo con te. Ci sono dei costi impliciti che difficilmente vengono stimati con obbiettività che possono pregiudicare il numeratore del rapporto, cioè il reddito prodotto dall’investimento.
    Che è quello che conta alla fine…

    • In realtà se metti il mouse sul primo ROI, quello con i puntini sotto, ti appare una breve descrizione del significato 🙂

      • Orco can! Sono proprio un distratto digitale! 😀

        • no direi piuttosto che il metodo che ho scelto è poco intuitivo quindi ricomincerò a mettere le note.

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