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Perchè la blogosfera non ha alcuna credibilità [era il caso Esselunga]

Questo articolo ha oltre sei mesi di vita, quindi, mi raccomando, verifica le informazioni contenute in quanto potrebbero essere ormai obsolete.

Gran parte della Blogosfera e dei frequentatori di social network sono fedeli seguaci del Pensiero Unico Dominate™(PUD™) e cioè sono dei megafoni del quotidiano Repubblica.

L’anno scorso una cassiera denunciò Esselunga, dichiarando che si era pisciata addosso perchè le fu negato il permesso di andare in bagno e dichiarò anche di essere stata picchiata negli spogliatoi.

I sindacati subito si sono mobilitato con picchetti e manifestazioni stile anni ’70 e repubblica sparò a zero contro il fascista Caprotti1.

Immediatamente i blogger del PUD™ cominciarono a vomitare insulti ed accuse contro Esselunga, chiedendo anche di boicottare i negozi del gruppo.

Naturalmente i Sindacati, Repubblica e i blogger del PUD™ avevano già emesso la sentenza, COLPEVOLE.

Capita però che il PM chieda l’archiviazione perchè la cassiera aveva inventato tutto.

Questa è l’ennesima dimostrazione di come i Blogger del PUD™ siano in malafede e di come non abbiano la capacità di pensare con la propria testa.

Sarei molto felice di leggere ora su tutti quei blog e su tutti i socialcazzi vari le scuse al sig Caprotti e all’Esselunga ma so già che non avverrà, bisognerebbe essere intellettualmenti onesti per farlo.

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  1. il padrone di esselunga []
Published inIl Wolly pensiero

11 Comments

  1. Nanuciao Nanuciao

    Non ho capito perchè debba essere considerato in malafede un blogger, o anche un semplice lettore, che è venuto a conoscenza di quella notizia. L’unica in malafede lì è stata, secondo quanto accertato dalla giustizia, la cassiera.

    E allora, perchè dovrebbe essere colpa della blogosfera?
    Sarebbe forse la prima volta che un lavoratore part time in un supermercato viene vessato?
    E perchè non ci si dovrebbe indignare in casi del genere?

    Chieda scusa la cassiera, non la blogosfera.
    E smettiamola di attaccare i blogger per colpe che non hanno, solo perchè il più delle volte portano una voce di verità, voce che di certo non si può trovare al Tg1 o al Tg5, tanto per dire…

    • mi sembra ovvio che abbiamo 2 concetti di onestà intellettuale molto diversi ed inconciliabili.

      • Nanuciao Nanuciao

        O si è onesti, o non lo si è. Come una notizia, che può essere vera, o falsa: non c’è una vita di mezzo.
        Dare la colpa alla blogosfera di una menzogna nata altrove, per me è comportarsi da disonesti, un sistema come un altro per screditare voci che dicono cose scomode, o anche solo antipatiche…

        • a me sembra si parli più di rettifica che di “chiedere scusa”. Ossia, vista la veemenza con cui venne rilanciata la notizia, con tanto di prese di posizione drastiche, campagne di boicottaggio etcetera mi sembra più che comprensibile chiedere quantomeno di rilanciare la notizia che smentisce il fatto in quanto “non accaduto”. Non è onestà intellettuale questa?

  2. io ho arricchito l’Esselunga tutto l’anno scorso indipendetemente dalla cassiera. La qualità/prezzo era migliore di una cassiera che aveva voglia di rompere le palle 😛

  3. che la blogosfera non sia attendibile non mi pare una gran novità. nel caso specifico, però, siamo al salto mortale multiplo, perché ora sta passando il messaggio che la cassiera, Rep e la blogosfera si siano inventati tutto. Invece no. Il caso è stato – più semplicemente – archiviato. Ma va capito il perché. Scrive il gip che le indagini «hanno consentito di ricostruire in termini sufficientemente precisi l’episodio»: la cassiera «ebbe a richiedere per circa un ora e mezza di essere sostituita alla cassa dovendosi recare in bagno», permesso che le fu negato (dunque non mentiva); per il giudice però «a tale condotta non può essere ricondotta alcuna fattispecie di reato». È vero che non poté andare alla toilette per il «no» dei superiori, ma niente di male, era nel loro diritto farlo. Quanto all’episodio dell’aggressione, definita dal giudice «più inquietante» – quindi ci fu, anche questa – «l’autore del fatto non è stato identificato e pertanto va accolta la richiesta di archiviazione». Mi pare ci sia una bella differenza anche nella interpretazione dei fatti che sta emergendo qui

    • I fatti sono: Condanna preventiva da parte di sindacati, alcuni giornali(i soliti del PUD™) e alcuni blogger(sempre quelli del PUD).
      A circa un anno di distanza,, ARCHIVIAZIONE neanche assoluzione.
      Tutto il resto caro Simone Stenti è cialtroneria o malafede, cercare di manipolare i fatti per cercare di voler aver ragione a tutti i costi è da bar dello sport o da tifosi, i fatti sono quelli che ho esposto e sono inconfutabili, sorry.

      • Oh, guarda che – appunto – si tratta di archiviazione e non assoluzione (verso ESSELUNGA). Che poi per un’ora e mezza si vieti a una dipendente di andare in bagno e non si trovi l’aggressore (che significa che c’è stata) sarà pure da bar sport, ma al mio bar son cose gravi. Vuoi dimostrarmi che la Rete è popolata da cialtroni? Esempi ce ne sono a pacchi. Ma, con tutto il rispetto Wolly, non è che lo si può dimostrare con una cialtronata.

    • Nanuciao Nanuciao

      Ma tu guarda quante cose saltano fuori se si ha voglia di scavare a fondo nelle questioni.
      Se invece l’unico fine era dare contro ai blogger e a Repubblica, bastava fare un post come quello di
      Wolly – senza preoccuparsi di verificare niente e senza spiegare la differenza che c’è fra archiviazione e assoluzione – e il risultato lo si ottiene facile facile…
      In pratica, lo stesso comportamento di cui lui sta accusando gli altri bloggers… si vede che è una
      malattia che ha contagiato pure lui…

      • «A seguito di indagini accurate ed esaustive il pubblico ministero ha avanzato richiesta di archiviazione nei confronti del direttore del supermarket Esselunga di viale Papiniano e di quattro suoi collaboratori in relazione ai reati ipotizzati di lesioni, violenza privata e maltrattamenti ai danni della dipendente», si legge del decreto di archiviazione. In un altro passaggio del documento il giudice rileva che «La pubblica accusa ha anzitutto accertato l’inesistenza di comportamenti vessatori ai danni della dipendente», Maria Del Rosario Bolognesi Garanzatua. Quest’ultima, assunta dal 2004 come cassiera part-time due volte la settimana nel punto vendita milanese di proprietà del gruppo di Bernardo Caprotti, aveva denunciato di essersi vista negare, il 2 febbraio dell’anno scorso, il permesso di alzarsi dal posto di lavoro per andare in bagno. Poi, dopo che i sindacati e i media avevano dato risalto alla vicenda, la donna aveva allargato le sue accuse indicando di essere stata aggredita, il 28 febbraio, presso la toilette del supermercato. A questa nuova denuncia era seguito uno sciopero e un presidio davanti al supermarket. «Le problematiche, pure esistenti, che la vittima diverse volte aveva evidenziato e che apparivano collegate a disagi sul luogo di lavoro, anche con riferimento al rapporto con clienti, sono state bene poste in luce dalla dottoressa Cinzia Capitanio, psichiatra presso il CPS (Centro Psico Sociale) di zona 18, che ha avuto in cura l’interessata dal 1997 al 2007 e appaiono strettamente collegate ai disturbi psichici e allo stato di sofferenza psicologica della parte lesa, esattamente diagnosticato», rileva tra l’altro il giudice sulla base di quanto accertato dal pubblico ministero, inquadrando la vicenda.

  4. Wolly scusa, o sono in malafede o sono incapaci di pensare con la propria testa, ma non entrambe

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