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Questa è una storia vera, purtroppo

Questo articolo ha oltre sei mesi di vita, quindi, mi raccomando, verifica le informazioni contenute in quanto potrebbero essere ormai obsolete.

Post da NON leggere se siete impressionabili.

Nel 1968 nasceva una bella ragazza, aveva un padre una madre e una sorella di circa 7 anni più grande.

La famiglia classica famiglia borghese benestante, il padre imprenditore, dall’esterno sembra una bella famiglia.

All’età di sei anni la ragazza nata nel ’68 perde tutti i capelli e tutti i peli del corpo (alopecia) e comincia a portare una parrucca.

Questa ragazza è una ragazza molto sensibile e non riesce a capire perchè in famiglia si litighi sempre, perchè si urli in continuo e perchè la sorella venga a volte picchiata e spesso punita.

I medici non riescono a capire il perchè di questa malattia anche se sospettano sia di natura nervosa.

Verso i dodici anni comincia a fare uso di eroina, ruba in casa ma nessuno si accorge di niente.

Una parente della stessa età se ne accorge e ne parla con i suoi genitori che poi parlano con i genitori di lei.

La ragazza viene messa in un centro di disintossicazione e dopo qualche anno riesce ad uscire guarita.

Dopo il diploma va a lavorare nell’azienda di famiglia dove già lavora la sorella e viene messa a fare poco più della sguattera, maltrattata e considerata meno di uno zero eppure è una ragazza vivace, intelligente e creativa.

Dopo qualche anno va in vacanza a Bali e visto che ci sta bene rimane li per molti mesi, quando è costretta a tornare le sono ricresciuti i capelli e i peli e i medici sentenziano che era perchè a Bali era tranquilla e non era oppressa dalla sua sensibilità, naturalmente non le fù permesso di tornare a Bali.

Dopo alcuni anni terribili vissuti in azienda e dopo la fine della sua relazione si mette con un altro ragazzo, purtroppo questo ragazzo fa uso di eroina.

Nessuno se ne accorge, lei ricomincia e rimane incinta.

La sua famiglia la butta fuori dall’azienda e non vuole saperne di lei.

Tutti e due vanno in comunità con la loro bambina, i genitori di lui rimangono vicini.

Lui purtroppo mentre sta disintossicandosi decide di porre fine alla sua vita e si impicca.

Lei riesce a disintossicarsi e con i genitori ricuce i rapporti.

La figlia ha sei anni e va a scuola per la prima volta.

Torna a casa e trova la madre morta, stanca di vivere a 42 anni nonostante l’amore per la propria bimba.

E’ una storia triste e tremenda e purtroppo vera, spero che questa ragazza del ’68 abbia finalmente trovato la pace che non ha mai avuto in questa vita e confido nell’amore di Dio che la accolga e la coccoli e le dia tutto ciò che in vita le è stato negato.

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Published inIl Wolly pensiero

3 Comments

  1. Pace all’anima di questa donna… speriamo che adesso sappia occuparsi della bimba come merita questa innocente creatura.
    Ciao,
    Emanuele

  2. Aveva la mia stessa età.
    Purtroppo è inspiegabile come le persone più vicine a chi ha problemi di questo tipo non si accorgano di questi segnali macroscopici e non facciano niente per aiutarli.
    Come in questo caso, può capitare addirittura che siano la causa stessa dei problemi e che facciano di tutto per amplificarli.
    Ricordo ancora due ragazzi della mia leva scomparsi parecchi anni fa, poco più che ventenni e un altro più giovane di cui ho perso le tracce.

    Il primo era il classico bulletto che rubava merendine ai compagni delle elementari: iniziò a fumare giovanissimo, alle medie già si faceva di eroina nel bagno del circolo Acli, qualche anno più tardi morì di overdose.

    Il secondo era il classico ragazzo belloccio a cui non mancava niente, aveva scelto il carabiniere come professione, perse la testa per una ragazza conosciuta in Sardegna dove era di stanza, venne mollato dopo un periodo insieme, lo trovarono impiccato.

    Il terzo aveva un fratello maggiore tossicodipendente che faceva dentro e fuori dalle comunità di recupero. Lui seguì le orme del fratello, iniziando prima a usare droghe leggere e poi arrivando all’eroina: la sorella invece era la classica brava ragazza casa, chiesa e oratorio, che riusciva a mantenersi lontana da qualsiasi cattiva frequentazione.
    Questo ragazzo è poi diventato un frequentatore abituale delle comunità, come il fratello.

    Forse, se al loro fianco avessero avuto qualcuno che si accorgesse del loro disagio e in grado di aiutarli, oggi sarebbero ancora qui e avrebbero una vita *normale*, anche se continuo a chiedermi come sia possibile arrivare a intervenire quando ormai è troppo tardi.

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