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Referendum 2009

Questo articolo ha oltre sei mesi di vita, quindi, mi raccomando, verifica le informazioni contenute in quanto potrebbero essere ormai obsolete.

Visto che l’informazione si sta dibattendo in interessantissimi dibattiti su chi è Noemi e se il Berlusca se l’è trombata o no, parlerò ai miei due affezionati lettori  dei tre quesiti refendari al quale siamo chiamati a dare una risposta.

Vorrei ricordare che il referendum, è l’unico strumento di democrazia diretta a nostra disposizione quindi è un peccato che a nessuno interessi spiegare cosa saremo chiamati a decidere.

I primi due quesiti, sono uguali solo che uno si rivolge alla Camera dei Deputati e l’altro al Senato della Repubblica.

In pratica vengono eliminate le coalizioni, il premio di maggioranza viene dato solo alla lista che ha ricevuto più voti. In pratica rientra dalla finestra il bipartitismo voluto da Segni con l’introduzione dell’Uninominale (poi abrogato).

Questi 2 quesiti sono quelli che mi creano maggior difficoltà nella scelta perchè se è vero che il bipartitismo porterebbe a governi più stabili è anche vero che sarebbe un governo dove le minoranze più o meno ampie non sarebbero mai più rappresentate.

Il mio voto al momento propende per il SI sono al 51% propenso a votare SI.

Il 3 quesito è altrettanto interessante, non permettendo la candidatura in più collegi, tanto per intenderci non ci sarà più l’effetto Andreotti che nelle varie liste otteneva centinania d miglia di preferenze facendo eleggere persone sconosciute.

In pratica se vince il SI le candidature dovranno essere forti in ogni collegio perchè nessuno potrà essere aiutato da una candidatura civetta di un nome famoso.

In questo caso voterò SI al 99%.

Mi piacerebbe conoscere anche il vostro pensiero perchè nei confronti dei primi 2 quesiti sono veramente in dubbio.

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Published inIl Wolly pensiero

12 Comments

  1. io voterò no ai primi due e si al terzo. Perchè non sono per gli estremismi. Come sempre succede con i referendum, dicendo no ad una cosa, si finisce per accettarne un’altra, quando difficilmente tutto è o bianco o nero. Io di certo cambierei la situazione attuale, ma non con quello che propongono. 🙂

  2. Diciamo che la penso (per una volta) proprio come te.
    Cioè il bipartitismo, soprattutto con i partiti e i politici che abbiamo in Italia, mi convince solo in teoria, ma nella pratica non troppo.
    Soprattutto per il fatto che la governabilità non si deve ricercare nel sistema elettorale, ma nelle alleanze, nelle idee e nella serietà delle persone.
    È un po’ come l’idea peregrina di voler allargare le porte, nel calcio, per rendere più divertenti le partite, o obbligare la F1 ai pit stop per rendere le gare meno noiose.
    Ciò che dovrebbe essere, invece, fatto per garantire più stabilità, è dare ai parlamentari il vincolo di mandato: sei eletto nel “partito dei fichi” e lì resti, altrimenti decadi da parlamentare, perché l’elettore ti ha eletto in *quel* partito e non al gruppo misto o peggio.

    Riguardo il terzo quesito, sarebbe giusto che non ci fossero nomi civetta, ma mi puzza parecchio che i partiti siano d’accordo: mi sa che alla fine il risultato del referendum verrà stravolto a favore dei soliti noti…

  3. al terzo quesito voterò senza dubbio si, per quanto riguarda i primi due sinceramente non so ancora. Bisogna riflettere molto molto bene. Il bipartitismo puro puro mi convince fino ad un certo punto. E penso che tu abbia spiegato molto bene nel post cosa si andrebbe a perdere o cosa si potrebbe guadagnare.

  4. Ancora una volta le aspettative di una seria riforma elettorale vengono disattese. Pur infastidito dai proclami di chi vorrebbe far fallire il referendum (ed io non sopporto proprio chi incita al non voto, anche se ormai l’hanno fatto praticamente tutti in almeno un referendum), voterò no ai primi due quesiti, più per ragioni ideologiche che pratiche, perchè temo che in questo modo la sinistra possa finire a fare la brutta copia della destra, anche se questo rischia di farci perdere qualcosa in fatto di stabilità. Sì invece per il terzo quesito, anche se immagino che possa essere un fuoco di paglia se vinceranno i sì ai primi due.

  5. Riccardo Riccardo

    Buongiorno a tutti, scopro solo ora questo sito e finalmente trovo con immenso piacere punti di vista diversi che discutono civilmente! Ringrazio la “quasi totale mancanza di informazioni sul referendum” per avermi portato a cercarne sul web.

    Il mio voto: NO, NO , SI

    Motivazione ai primi due “dubbiosi” quesiti:
    Nonostante ritengo che l’attuale situazione italiana necessiti quanto mai di un forte bipartitismo per portar a compimento le famose, e mai fatte, riforme strutturali, non ritendo l’attuale maggioranza in grado di guidarci attraverso dolorose ristrutturazioni del sistema paese. Il mio voto mira a non rafforzare ulteriormente l’attuale posizione di forza.

    Mi ritengo maggiormante allineato con posizioni di centra destra su materie come l’economia, welfare e sicurezza ma, da economista, non posso non gridare a gran voce alla scandalosa gestione dell’attuale governo.

    Riccardo

  6. Nino Nino

    anch’io sono tra gli indecisi e ho un altro dubbio…..è veramente giusto votare una riforma con un no o un si?
    Se venisse fuori un…..NI? cioè un si alla camera e un no al senato cosa si avrebbe come risultato?stabilità alla camera e garanzia di democrazia al senato? o sarebbe l’ennesima riprova che facciamo le pentole e mai pensiamo ai coperchi?
    ciao, un saluto a tutti gli italiani all’estero , che si dibattono con le schede in mano già da qualche giorno, e un augurio a tutti gli italiani in generale.

  7. La verità è che il pluralismo è finito con la morte delle ali estreme. Viviamo in un’epoca storica in cui è già impresa ardua distinguere il centro-destra dal centro-sinistra… di chi sono le voci politiche da tutelare? Quelle di partiti di protesta come la Lega e l’Idv? Non credi sia molto peggio consegnare puntualmente la maggioranza di governo ai capricci di un piccolo partito?

    Non per pubblicità ma solo per confronto ti invito sul mio blog: ho cercato di mettere insieme un po’ di concetti sull’argomento. Un saluto.

  8. bacci bacci

    Chiedo di conoscere se l elettore possa legittimamente rifiutarsi di ritirare due delle tre schede previste, ossia se l elettore possa limitarsi a ritirarne solo una di esse e quindi esprimersi soltanto su uno dei quesiti referendari.
    In caso affermativo, gradirei inoltre conoscere a quali norme positive si possa fare riferimento nel caso in cui il Presidente di seggio si rifiuti di aderire alla richiesta.
    Ringrazio per la cortese attenzione ed invio cordiali saluti.
    15 giugno 2009

  9. Carlo Carlo

    Questo referendum è una trappola. Se vincesse il NO, allora rimarrebbe la legge “porcata” di Calderoli. Se vincesse il SI, questa sarebbe abrogata, ma entrerebbe in gioco il premio di maggioranza non alla coalizione, ma al partito che avrebbe più voti, che quindi governerebbe da solo. Nella nostra storia non tanto lontana, un fatto del genere è già successo: alle elezioni del 1924, grazie alla legge Acerbo (premio di maggioranza al partito con più voti) del 1923, Mussolini prese il potere e non lo lasciò più per 20 anni … con tutte le conseguenze liberticide fino alla catastrofe finale della guerra. Io quindi, pur non essendo leghista, non prenderò le schede per il referendum e darò quindi il mio contributo affinchè non si raggiunga il quorum. In Wikipedia si legge quanto segue: « L’approvazione di quella legge fu – questa la tesi sostenuta da Giovanni Sabbatucci, pienamente condivisibile – un classico caso di “suicidio di un’assemblea rappresentativa”, accanto a quelli “del Reichstag che vota i pieni poteri a Hitler nel marzo del 1933 o a quello dell’Assemblea Nazionale francese che consegna il paese a Petain nel luglio del 1940”. La riforma forni all’esecutivo “lo strumento principe – la maggioranza parlamentare – che gli avrebbe consentito di introdurre, senza violare la legalità formale, le innovazioni più traumatiche e più lesive della legalità statuaria sostanziale, compresa quella che consisteva nello svuotare di senso le procedure elettorali, trasformandole in rituali confirmatori da cui era esclusa ogni possibilità di scelta”. »

  10. Gianni Gianni

    Salve a tutte/i,
    mi ritrovo in quasi tutte le riflessioni di <b<Riccardo. è evidente l’estrema difficoltà a decidere per i primi due quesiti in particolare (1) se ritirare le schede e, se si, (2) come votare; cioè quali significati hanno queste scelte ?

    (1) Circa il ritiro delle schede alcuni commenti in rete mi hanno ricordato saggiamente che i padri della costituzione avevano stabilito un quorum per i referendum affinchè l’eventuale modifica alle leggi derivante dal suo passaggio fosse la scelta “effettiva” della maggioranza degli italiani e non di una minoranza e già questo dovrebbe insegnarci parecchio sui primi due quesiti (!).
    Purtroppo da anni ormai si è distorto questo iniziale significato usando l’astensione e quindi il quorum come fosse un terzo voto oltre al SI e al NO.
    Concludendo, circa l’astensione, la scelta è a mio parere, tra questi due significati: (1A) mi astengo semplicemente perchè non posso o ho difficoltà a votare oppure (1B) mi astengo perchè voglio usare strumentalmente il mio non voto per annullare i due referendum, di cui magari non sono riuscito a capire il contenuto e/o le conseguenze (?).
    Ovviamente accetto il primo (1A) e non il secondo (1B) che sarebbe una “non scelta” perchè se la maggioranza degli italiani decide che un referendum non deve passare non decide ne indica se la legge oggetto del referendum è giusta o sbagliata (!).

    (2) Circa il voto SI o NO al primo e secondo referendum invece è evidente a tutti la “non soluzione” ai problemi principali e più gravi causati da questa legge e definiti da tutti, anche da chi l’aveva scritta, “corretta” e approvata. La prima e più importante correzione sarebbe stata quella della scelta diretta dei candidati, ma pare non sia possibile interevenire referendariamente (qui vedo anche io la necessità di una riflessione e un intervento da parte di persone altamente qualificate e sensibili ai temi democratici e costituzionali).
    Come cittadini votanti quindi come votare ?, quale “messaggio” è possibile dare col voto ?
    E’ proprio qui il dilemma: il voto è una (2A) scelta o un (2B) semplice messaggio ?
    Ancora una volta dobbiamo, io credo, distinguere due significati, uno (2A) originario e uno (2B) “distorto”: nel primo caso (2A) “decido” mentre nel secondo (2B) “indico”.
    “Decido” se indico un voto che a mio parere risolve un problema, trova una soluzione.
    “Indico” se la mia intenzione è invece non di dare una soluzione, ma mi attende che poi altri, leggendo e interpretando il mio voto, intervengano modificando la legge nella “direzione” da me indicata col voto. In questo caso però sappiamo bene come il voto venga successivamente interpretato dalla nostra classe politica che è capace di giungere tranquillamente a posizioni “convinte” ma diametralmente opposte !?
    In questo caso quindi si colloca, credo, il suggerimento che serpeggia in diversi blog (a proposito fate una ricerca con “referendum semialterno” – 471 risultati – poi fatene una con “referendum semialterno -mancabelli -wizler -giulio -manchex. (@) .aliceposta.it” – 13 risultati – e date un’occhiata ai commenti dei nomi qui citati, interessante il copia/incolla sgrammaticato ?!).
    Quale significato può avere il voto semialterno ? Non è chiaramente una decisione (è infatti un voto che porta poche differenze tra Camera e Senato e complica ancor più poi i “pesi” e gli equilibri tra le due camere). Non è nemmeno, credo, facilmente interpretabile come “indirizzo, direzione” da dare ai politici per invitarli a fare loro, successivamente, le modifiche alla legge elettorale perchè fortemente contraddittorio e troppo ambiguo.

    Concludendo i primi due quesiti mi sembrano un’occasione mancata, uno sforzo che spreca risorse superiori a qualunque risultato soddisfacente ottenibile, una scelta del “male minore” (molto minore!) rispetto ad un male peggiore, ma in nessun caso risolve ne tantomeno può dare indicazioni utili.

    Sto ancora pensando cosa fare… (“1=NO 2=NO 3=SI” oppure “1-Camera=NO 2-Senato=SI SI”, oppure … ?)
    Buon voto e buona domenica a tutte/i.
    Gianni

  11. Vincenzo Vincenzo

    Purtroppo si sa, più il popolo è ignorante, più i governi sono forti. Lo dicevanoi Adolf, Stalin, Benito e tanti altri. Io mi chiedo: mia suocera, che non sa scrivere e ha 70 anni, aveva capito cosa era sto referendum? purtroppo la risposta è scontata e fa tanto male. Mi a suocera però è un caso estremo. Possiamo parlare di Massimo allora. che ha 35 anni, muratore, ha fatto la terza media a stento. Massimo aveva capito il referendum? Quanti Massimi e suocere abbiamo in Italia? E Calderoli, grassone bruttissimo tra l’altro, ora esulta.. dice che gli Italiani hanno voluto non raggiungere il quorum. Che tristezza.

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