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Organizzare un BarCamp

Questo articolo ha oltre sei mesi di vita, quindi, mi raccomando, verifica le informazioni contenute in quanto potrebbero essere ormai obsolete.

Complici le esperienze del 1° e del 2° Wordcamp. apriremo una discussione sul format del 3°WordCamp sui temi che seguono:

  • Abolizione del Wi-FI  fino a che non cambierà la Legge Pisanu, anche perchè se qualcuno vuole navigare ha a disposizione le chiavette delle varie compagnie telefoniche.
  • L’inizio sarà spostato verso le 10, 10 e mezzo.
  • Il formato BarCamp sarà stravolto creando delle aree tematiche (come sperimentato da Gigi)  con speech preapprovati per mantenere sempre elevato il livello, magari creando un comitato di volonterosi che vaglino le varie presentazioni.
  • Discuteremo anche di un ticket d’ingresso per poter avere un buffet (quest’anno visto il caldo se ne è sentita la mancanza)  e coprire le spese. Il ticket certo diminuirà l’affluenza ma meglio 5 persone interessate che 10 a fare casino.
  • La giornata di venerdi verrà replicata, i percorsi tematici creati il venerdi sono stati un successo, e gestiremo in modo diverso i tempi, per esempio la tavola rotonda avrebbe avuto bisogno di ancora un ora per il dibattito con il pubblico.

In attesa di aprire un luogo per la discussione potete anche esprimervi qui 🙂

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19 Comments

  1. Gatto Nero Gatto Nero

    “Speech preapprovati”? Che tristezza.
    E’ il comitato di scelta, chi lo sceglie? Gli sceglitori di sceglitori?

    • Il comitato lo scelgo io insieme al team di wordpress-it, se non ti sta bene puoi sempre fare delle tue proposte oppure non partecipare.
      ciao

    • Mmmmm, non sono molto convinto: così diventa una open conference. Invece l’idea del barcamp è che tu solleciti una community a condividere conoscenza e conversare attorno alle cose che sono state condivise. Magari si potrebbe mettere un sistema di valutazione per scoraggiare quelli che arrivano la mattina e pensano: ma si, lo faccio anche io un intervento improvvisato, tanto siamo tra amici 😉

      • Potrebbe essere un idea, il problema è mantenere elevato il livello degli speech e nel limite del possibile anche in tema, sabato è stato fatto uno speech che inneggia a possibili comportamenti illegali, cosa che vorrei evitare a priori.
        Poi, seguendo l’esempio di Gigi, le tavole tematiche sono un esperimento molto interessante, perchè permettono un maggiore approfondimento.
        ciao

  2. Sul wi-fi si può tranquillamente fare la pre-registrazione usando gli sms come abbiamo fatto a Roma: in questo modo si riesce a gestire in modo abbastanza semplice. Ovviamente, questo presuppone il fatto che poi ci sia un rete effettivamente funzionante. Ad ogni modo sono d’accordo con te su una cosa: moltissime persone arrivano con la chiavetta, quindi il wi-fi diventa meno importante che in passato.

    • Devi trovare chi lo gestisce e alla fine è uno sbattimento, al wordcamp 2008 c’era il wifi e su 200 partecipanti ho dato via solo 20 paia di username password e devo tenermi cmq la documentazione e devo mettere una persona alla registrazione.

    • al massimo farò una convenzione con un operatore telefonico e gli farò vendere le chiavette al wordcamp 🙂

  3. Cercherò di essere il più breve possibile… 🙂

    1) Uhm… sinceramente, non mi convince: per auto-citarmi, l’assenza di WiFi stimola l’alcolismo (anche se venerdì non ho bevuto alcunché di alcolico); considerando la scelta come un modo di evitare l’isolamento dei partecipanti, non credo abbia avuto successo — proprio in ragione del fatto che molti si sono dotati di chiavette, il 1° e/o il 2° giorno. Se non ricordo male, allo SportCamp 2008 Elena aveva ottenuto la sponsorizzazione di un operatore telefonico che ha fornito chiavette di capacità limitata (a uso gratuito) e che scadevano al termine della giornata, per evitare appropriazioni indebite e consentire comunque una connettività al BarCamp. In assenza di società che sponsorizzino hotspot gratuiti, magari persino facendo un favore alla sede ospitante (solitamente esistono contratti che non gravano sui luoghi pubblici che si dotano di WiFi), potrebbe essere una buona idea.

    2) Piuttosto, servirebbe un periodo più ampio per le registrazioni: in tutti gli eventi come BarCamp et similia (e non solo, anche al Facebook Developer Garage) si finisce per cominciare in ritardo proprio per non aver considerato i problemi di raggiungimento delle sedi per chi viene da fuori. Meglio, IMHO, dilatare le registrazioni dalle 9:00 alle 10:30… anziché finire comunque per cominciare non prima di quell’ora.

    3) Sì e no… ovvero: come ho avuto modo di commentare, la giornata di venerdì è stata quella più lontana dall’idea di WordCamp e più vicina a un BarCamp generalista. E se non sbaglio gli interventi erano stati decisi con largo anticipo. Personalmente avrei cassato tutti gli interventi extra-WordPress (cioè il 90% degli interventi della prima giornata, per quanto tutti decisamente interessanti): per evitare di fare il cagacazzi – e conoscendo quasi tutti i relatori – mi sono evitato la battuta Ma qualcuno ha mai usato WordPress?, eppure mi era balenata l’idea di alzare la mano e domandarlo. È vero che in Italia il novero degli eventi per sviluppatori è molto limitato (forse giusto il PHP-Day e difficilmente ci sarà un’altra edizione), ma parlare di marketing 1.0/2.0/3.0/4.0/Git etc. non è propriamente on-topic. A questo proposito, ben vengano gli interventi pre-approvati. Se si tratta di dare spazio a speech fuori tema… assolutamente no, per quanto mi riguarda!

    4) Ben venga un ticket attorno ai 10€/15€ (di più comincerebbe a essere eccessivo), ma non tanto per il buffet: alle condizioni di cui sopra – perché, sempre per fare il cagacazzi a posteriori, di sentire speech auto-referenziali e pure a pagamento non ho proprio l’intenzione – si potrebbe ottenere una chiavetta prepagata per il WiFi e/o un supporto plastificato per il badge — l’idea di farlo stampare a casa è stata, invece, molto intelligente! Per il cibo, al più si potrebbe pensare a una zona più vicina a bar/tavole calde/etc. o, meglio ancora una sede già provvista di bar (come quella dell’anno passato, la sala-conferenze della BlogFest 2008, etc.).

    5) Questo sinceramente mi lascia perplesso… ovvero, non ho capito quali fossero i percorsi tematici… e, prescindendo da BuddyPress e dall’ultimo speech di Adriano e WordPress come framework, se devo intuirli mi sembra che con WordPress poco/nulla abbiano a che fare. Il ché, s’intenda, va benissimo. Ma per un BarCamp Milano. Un po’ meno per un WordCamp… 🙂

    • Federico la giornata di vernerdi si intotolava “Thank God it is friday” e come ben specificato il WordCamp, come barcamp era il sabato.
      Il venerdi, sempre come specificato, era una conferenza vera e propria.
      Per il resto per evitare quelli che fanno solo social la discrminante è il biglietto d’ingresso, il discorso wi.fi invece, come ho specificato, è che riguarda così poche persone che è inutile perdere tempo a mettere in piedi tutta l’infrastruttura, ormai quasi tutti hanno una chiavetta.
      Allo sportcamp non c’erano chiavette, c’era un hotspot che usava una sim.
      Grazie mille dei suggerimenti,
      ciao

      • Sì, d’accordo (anche se si è sviluppata in modo molto simile a un BarCamp, il ché è pure un bene)… ma era una conferenza extra-WordPress. Il ché va benissimo. Ma, IMHO, in un altro contesto. 😉

        • Infatti è stata fatta il giorno primo 🙂
          ciao

  4. Manca un punto chiave: I Barcamp li organizzano solo i milanisti 🙂

    A parte gli scherzi, la Pisanu è una rottura di palle infinita, quindi ti capisco.

    Sul format sia chiaro che quello che abbiamo sperimentato a Roma è stato indotto da una constatazione che provo a riassumere:
    Quando abbiamo organizzato il Barcamp InnovatoriPA, pensavamo di trovarci in 15 (il Barcamp era molto contestualizzato su un ambito e su un tema, quello della Pubblica Amministrazione).
    Quando poi ci son state le adesioni, mai e poi mai avremmo immaginato di arrivare a 190 iscritti ma, soprattuto, a 50 richieste di intervento.
    Il problema si è manifestato in tutta la sua “pericolosità” a 15 giorni dall’evento quando ci siamo resi conto che non ci stavamo dentro e che non potevamo garantire un “palco a tutti”.
    Ecco che l’idea è stata quella di organizzare delle agregazioni per temi PROPOSTE, ripeto PROPOSTE, ma soggette a flessibilità e variazione dal basso, come si addice a ogni Barcamp.
    Ne è venuto fuori un format che ha avuto il plauso di tutti, ripeto di tutti. Leggete i post in giro per capire come noi stessi che lo abbiamo organizzato siamo rimasti sorpresi.
    In pratica si è diviso il camp in 4 sessioni da 2/3 ore ciascuna e si è divisa la lavagna degli interventi in griglie: 10 x 4 se non ricordo male.
    4 erano le sessioni e 10 i temi per sessione.
    All’inizio di ogni sessione un facilitatore (autocandidatosi) prendeva il microfono e in due minuti spiegava il tema del tavolo (tavoli da 10 persone), invitando chi volesse a farne parte. E così via.
    I tavoli si son riempiti e i temi si sono sviluppati subito.
    Altro elemento, una piattaforma di instant blogging dove dai tavoli si postava subito sul social network: http://www.innovatoripa.it.
    E’ andata bene e la gente ha cambiato tavolo, cambiato tema, a volte si è assistito a tavoli killer (tipo quello del processo alla PA tenuto da Belisario e Marzano) dove si è assistito a una vera apoteosi, con la gente che mangiava mentre lavorava.
    Le presentazioni, invece, è stato proposto di precaricarle sul web, sul social network o su slideshare o su scribd.
    Poi si è condito il tutto con una serie di interviste che possano raccontare progetti o stimolare discussioni.
    Nessuno vuol dire che questo è il format giusto, ma già Wolly ci sta pensando, Luca Perugini per il 26 Giugno a Milano anche (sostituendo tavoli con stanze), Flavia per CXC a Prato il 26 Giugno. Che vuol dire?
    Forse che l’orizzontalità e la mancanza di presentazioni molto “referenziali”, forse, ripeto forse, è ben vista.
    Apriamo pure il dibattito. Io stesso son stato accusato a volte di privilegiare format a tema e non stimolare il “cazzeggio da Barcamp”, ma per questo c’è già Matera o no?
    Non sempre deve essere una Woodstock, lasciamo pure che ognuno scelga i format migliori.
    IMHO, Barcamp è sinonimo di informalità, disintermediazione, socializzazione, contenuti e discussione…..ognuno lo faccia come crede.
    Se esistesse un solo format, allora staremo qui a discutere di una contraddizione.
    Ho scritto di getto, sorry per gli errori.

    • alla prima occasione me lo spieghi per benino a voce 🙂

  5. @Federico Moretti: cerchiamo di non spargere notizie false e tendenziose. Il phpDay (senza trattini) non verrà abolito. Anzi continuerà (grazie ai 150 partecipanti di quest’anno) nella nuova versione a pagamento.

    poi alcune considerazioni sparse:
    wordcamp a pagamento: sono disposto a spendere anche 100 € per l’ingresso a patto che sia equivalente o superiore agli altri wordcamp mondiali. Il che significa: SOLO TALK TECNICI SU WORDPRESS. Niente fuffa commerciale, niente fuffa sul marketing, niente fuffa in generale. Pagare si, ma pagare per qualità (di contenuti). E di conseguenza per garantire la qualità ben venga una pre-moderazione degli interventi e la creazione di una qualche scaletta.

    barcamp in generale: se vogliamo stare ad analizzare il sesso degli angeli su cosa è e cosa non è un barcamp basta ricordarci cosa sono (all’estero)/erano (in italia). Non-conferenze dove chiunque può portare propri interventi. Peccato che l’insieme che definisce “chiunque” è limitato da interventi che dovrebbero essere: verticalizzati sull’argomento del barcamp, ad alto livello (quindi ci si aspetta massima competenza), ed informali (niente presentazione aziendali e/o di prodotti). Il barcamp è nato per dare ad un pubblico professionale l’equivalente dei foocamp di O’reilly, non per dare la parola (sul non-palco) a chiunque… 😉

    poi ben vengano i barcamp cazzeggio come matera o romagna. Basta definire dall’inizio che lo scopo di quel barcamp è il cazzeggio e le aspettative di tutti saranno soddisfatte. 😉

  6. Eccomi… Vado punto per punto.

    Abolizione del Wi-FI
    Male. E non solo perché non ho una chiavetta Internet. Vabbè, colpa di Pisanu…

    L’inizio sarà spostato verso le 10, 10 e mezzo.
    Io che sono un puntuale nato non approvo, ma capisco che non tutti si alzano alle 6 come me per essere puntuali ad un barcamp (di sabato poi…)

    Il formato BarCamp sarà stravolto creando delle aree tematiche (come sperimentato da Gigi) con speech preapprovati per mantenere sempre elevato il livello
    Favorevole. Ma si perderebbe lo spirito del barcamp e parlerebbero sempre i soliti noti, quando in teoria dovrebbe esserci spazio per tutti, anche lo sfigato che comunque vuole fare uno speech.

    In altri wordcamp come fanno?

    Discuteremo anche di un ticket d’ingresso per poter avere un buffet (quest’anno visto il caldo se ne è sentita la mancanza) e coprire le spese.
    Favorevole. Sai come la penso.

    La giornata di venerdi verrà replicata
    Bene, alla fine mi è piaciuta, salvo qualche intervento un po’ soporifero

    • In altri wordcamp come fanno?

      Quello ufficiale e quelli americani sono tutti organizzati a conferenze e credo anche quelli inglesi.
      ciao

    • L’inizio sarà spostato verso le 10, 10 e mezzo.
      Io che sono un puntuale nato non approvo, ma capisco che non tutti si alzano alle 6 come me per essere puntuali ad un barcamp (di sabato poi…)

      Come hai potuto notare anche tu, purtroppo solo una piccola minoranza è arrivata puntuale.
      ciao

  7. […] su WordPress. Poi si può discutere su tutto … già sono emersi ottimi spunti … sulla qualità degli speech, sul biglietto d’ingresso, sulle convenzioni con i locali limitrofi al luogo […]

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