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Il lato oscuro della Blogosfera

Questo articolo ha oltre sei mesi di vita, quindi, mi raccomando, verifica le informazioni contenute in quanto potrebbero essere ormai obsolete.

La  BlogoPalla non è solo luce non è fatta solo di innovatori e persone dedite al miglioramento è anche il luogo oscuro dello sfruttamento.

Alcuni lanciano iniziative “editoriali” (spesso senza nenache registrare la testata) sfruttando gli autori e pagandoli dai 3 ai 5 euro a post (quando li pagano) nascondendosi dietro alle scuse più divertenti ma, in prevalenza la scusa è sempre una, la pubblicità non rende così tanto.

Nel lavoroci sono sempre state 2 categorie, gli imprenditori che sono quelli che si beccano il rischio di intraprendere e i collaboratori/dipendenti che non hanno nulla a che fare con il rischio di impresa.

La situazione al momento attuale è delle più ridicole, i collaboratori dipendenti partecipano al rischio di impresa con collaborazioni da fame, senza però godere degli eventuali frutti e senza avere una tutela di fatto.

Voi avete qualche idea in proposito?

Update: Donato segnala un suo vecchio post.

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Published inIl Wolly pensiero

10 Comments

  1. l’altro lato della medaglia del crowdsourcing

    @wolly vuoi che ti cito un po’ d’esempi di sfruttamento della blogopalla ops scusa del prendere nota della saggezza delle folle 2.0 tutte dedite a condivisione della conoscenza per il gusto di condividere? 😉

  2. Effettivamente, per esperienza personale, posso dire che anche Blog molto influenti in Italia (e che quindi guadagnano cifre da capogiro) pagano miseramente i propri collaboratori.
    E’ anche vero però (non sto difendendo queste persone, è solo un mio pensiero) che apparire con il proprio nome su un portale visitato da migliaia di utenti al giorno è sicuramente un onore che non ha prezzo 🙂 (per tutto il resto c’è Mastercard 😀 )

    • Mah… Io ai tempi ero napolux di napolux.com non napolux di downloadblog 🙂

  3. mi pare che non solo in questo tipo di imprenditoria si scarichino alcuni rischi di impresa sui dipendenti senza però condividere adeguatamente parte dei guadagni…

  4. Questo è il motivo per cui ai tempi ho mollato downloadblog. 3 euro a post (e a sentire in giro su molti network sono questi i compensi) li faccio con adsense se scrivo un post al giorno sul mio blog: tanto vale arricchire di contenuti me stesso e il mio blog e non quello di altri.

    La “fama” (chiamiamole visite) sono arrivate solo con il post di chiusura della collaborazione che mi ha portato un centinaio di visitatori se non ricordo male. 🙂

    Per il resto non scopri nulla di nuovo. Ci sono blogger che scrivono per 3 euro al post e c’è gente che lavora per 4-5 euro all’ora perché non trova altro come dice naevus 🙂

  5. la mia soluzione la sai. neanche la nomino 🙂

    • Io non la so. 😛 Qual è?

  6. SMSSMS

    Hai davvero ragione…Ma tu chiedi un’idea per gli imprenditori o per i collaboratori? Io penso che i collaboratori debbano prendere prima i soldi e poi fare gli articoli…Questo sicuramente risolvera’ qualche problema 🙂

  7. Ciao, beh, lo scrivere per 3€ al post su qualche sito prestigioso è più per la fama, il fatto stesso di scrivere per quel sito, che per i soldi. Anche perché che siano 3 o 5€ al post insomma… La differenza praticamente non è poi tanta… A presto!

    • che siano 3 o 5 per qualsiasi sito scrivi è sfruttamento 🙂

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