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L’incoronazione di Obama e l’Italia

Questo articolo ha oltre sei mesi di vita, quindi, mi raccomando, verifica le informazioni contenute in quanto potrebbero essere ormai obsolete.

C’è una  cosa che mi piace sempre degli USA e delle loro incoronazioni, il fatto che sono incoronazioni.

Una cosa che proprio non mi è mai piaciuta del sistema di governo dell’Italia è il fatto che abbiamo 2 presidenti (Repubblica e Governo) ed entrambi sono eletti dal Parlamento.

Per me sarebbe un sogno avere un unico Presidente e soprattutto ELETTO direttamente dal POPOLO SOVRANO.

Il Sogno continua con il giuramento (incoronazione) di fronte al POPOLO SOVRANO.

Ecco questa è proprio una cosa che invidio alla democrazia USA.

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Published inIl Wolly pensiero

8 Comments

  1. Il presidente del consiglio dei ministri viene nominato dal presidente della repubblica non viene eletto dal parlamento. Questa impostazione a due camere e una separazione tra la presidenza della repubblica e il potere esecutivo ha una serie di motivazioni di tipo istituzionale, storico e politico.

    L’impostazione americana è bene diversa e non si può cercare la stessa cura a due mali diversi.

    • Luca non volevo scrivere tutta la procedura perchè in realtà il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del consiglio dopo avere sentito tutti i gruppi parlamentari che danno le loro nomine e dopo essere nominato deve ricevere la fiducia dalle camere 🙂 e senza la fiducia nessun governo 🙂

  2. Personalmente non amo molto la democrazia diretta. Il fatto è che in Europa – e in particolare nei paesi mediterranei e latini, più la Francia – abbiamo una pericolosa storia di bonapartismo, di caudillismo, di sfruttamento populista dei bassi sentimenti politici del popolo e di abuso dell’elezione diretta.

    Ecco perché preferisco una democrazia rappresentativa piuttosto “lontana” dagli umori tragicomici dell’italiano medio, sempre pronto a fare sceneggiate, a gridare “mettiamoli tutti al muro!”, “ci vorrebbe la pena di morte!”, ecc.
    Mi piace pensare che di fronte ad un’opinione pubblica così poco fredda, ragionevole e distaccata ci siano rappresentanti politici capaci di mediare, di portare il discorso su termini ragionevoli, ecc.

    Il vero problema è la qualità dei rappresentanti politici, capaci di fare ugualmente populismo. Ed è un problema trasversale e diffusissimo.

    Sarò un radical chic di merda, ma l’idea che il tamarro che sta passando ora con la Punto taroccata sotto casa mia con la radio a manetta, l’adesivo della juve sul portellone e il cappellino con la visiera in testa non decida direttamente di eleggere il Presidente, ma elegga qualcuno che – in politica – pensa per lui e, verosimilmente, si comporta meglio.

    • Suz in realtà comunque è così, Prodi o Berlusconi erano i candidati alla Presidenza alle elezioni 🙂 e loro sono stati nominati quando hanno vinto, discorso diverso per Dalema.
      ciao
      P.S.: Il diritto di voto è un discorso diverso e io sarei molto ma molto più restrittivo di te e non è questione di essere Radical Chic 🙂

  3. Anche il presidente USA in realtà non è eletto direttamente.
    Nel 2004 Gore prese più voti di Bush, il quale però conquistò più seggi…

    • ops… 200, non 2004

    • giowind 🙂 Il sistema elettorale USA è molto diverso dal nostro, si articola su due momenti fondamentali, la scelta del candidato (le primarie) e le elezioni. In nessuno dei due casi la persona scelta dal voto viene nominata alla fine del voto ma, viene nominata da un altra entità, in pratica nelle primarie il popolo sceglie il candidato e poi la nomina viene confermata dai delegati eletti tramite le primarie, lo stesso vale per il caucus.
      Gli USA sono una federazione di Stati e il voto negli usa non è proporzionale ma maggioritario e lo è a livello di stato non di federazione.

      Sarà conseguentemente assai più utile, per i candidati, cercare di vincere negli Stati più popolosi (e qui concentrare la maggior parte dei loro sforzi) piuttosto che aggiudicarsi i pochi voti elettorali che altri territori possono assegnare. La seconda conseguenza di tale sistema è che, teoricamente ma anche in pratica (è accaduto nel 1888 al presidente Grover Cleveland e nel 1876 al candidato democratico Samuel Tilden), si possono ottenere più voti popolari ed essere ugualmente sconfitti. Indispensabile un esempio: supponiamo che un primo candidato si aggiudichi la maggioranza dei voti popolari in California (che nel 1992 aveva diritto a 47 delegati) per mille voti popolari in più. Egli avrà a propria disposizione tutti i voti elettorali di quell’enorme Stato. Se il suo avversario, sempre per esempio, si aggiudicasse per diecimila voti popolari in più lo Stato del Nord Dakota (che aveva solo tre delegati, sempre nel 1992) nel computo complessivo, il secondo candidato avrebbe novemila voti popolari in più ma solo tre delegati contro i 47 dell’altro.
      [fonte:politicaonline]

      La (dis)informazione che i media italiani portano avanti crea poi questi risultati e cioè che passano i concceti errati 🙂
      La democrazia USA prevede la mediazione nel voto definitivo ma, rimane sempre un elezione diretta perchè se il voto popolare incorona Obama, poi al caucus i grandi elettori non è che hanno votato per McCain :-).

  4. Il problema è che in Italia dovremmo scegliere tra uno psiconano e un patetico ies ui can (Veltroni) o qualche orrore similare. Ma non c’è un Obama, maledizione?

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