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Codice Internet

Questo articolo ha oltre sei mesi di vita, quindi, mi raccomando, verifica le informazioni contenute in quanto potrebbero essere ormai obsolete.

Quando è stato lanciato codice internet ho preferito non registrarmi perchè mi sono creato dei (pre)giudizi sul progetto non condividendo il format mentre ritenevo interessante l’idea sottesa.

Leggendo come era stato impostato mi ero creato l’idea che il format non potesse in nessun modo “portare internet alle persone“.

Non mi scandalizzava,anzi mi piaceva, la forte presenza degli sponsor, più soldi ci sono più cose si possono fare.

Ero profondamente convinto che così come era organizzato fosse una serie di eventi legati fortemente al web ed in particolare alla blogosfera e quindi non in grado di attrarre i suoi potenziali “clienti” e cioè che di internet sa nulla.

Però dato che la prima parte era tutta a Milano e con la scusa di salutare vecchi amici e di ascoltare relatori interessanti ovviamente ci ho messo il naso ed anche tutto l‘imponente corpo.

Ho partecipato ad una delle giornate al teatro dell’arte (dove da bimbo andavo a vedere le marionette dei fratelli Colla) e alla giornata conclusiva all’ottagono di Milano.

Gli incontri erano veramente interessanti e l’organizzazione ottima e mi spiace non aver avuto il tempo di partecipare anche a tutti gli altri appuntamenti perchè erano spesso di ottimo livello.

Il problema sta però tutto nel capoverso precedente, erano splendidi ed interessanti ma, lo erano per me che la rete la vivo sin dagli albori sin dalle BBS e se erano interessanti per me come potevano esserlo per chi vede Internet con sospetto e paura come qualcosa di fumoso,lontano, abitato dai pedofili (cit. 🙂 ), luogo oscuro di sesso e prostituzione (leggi Vespa & C.),luogo dove scaricare gratis film e musica, luogo per lo più per ragazzini e ragazzine brufolose?

Nessun appeal per chi abita fuori dalla blogopalla e probabilmente nella maggior parte dei casi anche per chi abita nelle vicinanze (utenze internet).

Il problema è proprio questo come attirare chi internet non lo vive?

Il grande pregio di Codice Internet è stato il suo parziale fallimento, e di questo bisogna dare atto a Monty, alla sua intraprendenza e al suo coraggio.

Perchè un fallimento è un grande pregio?

Molto semplice, nessuno prima di lui aveva provato a fare qualcosa del genere, quindi ogni discorso inclusi i miei (pre)giudizi erano e rimanevano teorie campate per aria.

Ora c’è una strada segnata, sappiamo che internet interessa ma, che è molto difficile avvicinare gli interessati, sappiamo che è inutile gestire un iniziativa del genere tramite blogolandia perchè si iscrivono in migliaia, giocano al social network, partono con le gare a chi ha più amici ma, come al solito, NON FANNO UN CAZZO.

In tutto questo è mancata la blogosfera perchè come al solito tutti hanno preferito giocare a fare i fighetti ma nessuno si è sbattuto per portare avanti il “verbo” il che significa fare proselitismo fuori dalla blogopalla, andando a parlare con gli amici, con i colleghi di lavoro, in parrocchia, al CRAL insomma nel mondo reale.

Se i bloggers avessero fatto questo il teatro dell’arte e l’ottagono sarebbero sempre stati pieni, probabilmente gli argomenti trattati non sarebbero stati tutti interessanti per dei “niubbi” ma avrebbero aiutato a creare la scintilla.

Ecco cosa manca veramente, il desiderio di collaborare attivamente in un progetto e qui è mancato moltissimo Monty che ha creduto di poter fare tutto da solo e non ha spinto forte nella direzione della collaborazione fidandosi dei suoi mezzi e della sua organizzazione.

dedaddato
Blog Dedaddato

Sono molto fiducioso perchè l’interesse è elevato, come dimostrato dagli Internet Saloon di cui parla spesso Roberto Dadda che in pochi anni hanno portato in rete più di 40.000 persone, e sono convinto che grazie alla strada aperta da Monty si potrà costruire parecchio se sapremo tutti imparare dai nostri errori.

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Published inIl Wolly pensiero

8 Comments

  1. Wolly in linea di massima hai ragione. E’ mancata la blogopalla e bla bla bla, tutti a fare i fighetti e bla bla bla. Però vorrei dire come la penso.
    Precisando innanzi tutto che l’idea di Monty è un’idea imprenditoriale su cui non ho nulla in contrario, anzi ben venga.
    Preciso inoltre che fossi stata a Milano, sarei andata a curiosare e forse mi sarei aggiunta allo stuolo di fighetti del web, avrei fatto foto ecc…

    Però qui il discorso è su due piani diversi. Portare internet alle persone (gratuitamente o meno) e perchè.
    Mi spiego meglio.

    Sono la prima a portare internet alle persone sempre, quando posso essere utile e, soprattutto, gratuitamente a chi me lo chiede, a casa, a scuola, tra gli amici ecc. E non solo: in blogosfera son tanti che mi chiedono consigli per varie cose che vanno da splinder a Twitter e di solito sono abbastanza disponibile. Sul blog quando riesco, spiego passo passo strumenti e tool, perchè mi piace condividere quello che so con chi ne sa meno, ma grazie a internet può saperne di più.

    Mia madre è in grado di chattare , pensa tu! (e ti assicuro, se la conoscessi, era impensabile).

    Tutto ciò lo faccio perchè mi piace, perchè mi va, perchè le persone reali mi chiedono un aiuto concreto e ritengo di essere in grado di risolvere i loro problemi informatici e, attenzione attenzione, renderli autonomi con il loro computer.

    Ed è VOLONTARIATO.

    Monty è una SRL. Non credo che faccia Volontariato, leggerei volentieri lo statuto. Correggetemi se sbaglio.

    Allora, io come tanti, la “consulenza” ad una SRL non la faccio gratuita soprattutto quando ho la sensazione che chi c’è dietro ci guadagna qualcosa.

    Nulla contro, voglio ribadirlo. Non voglio essere fraintesa. Quello che CODICE INTERNET chiede alla blogosfera è LAVORO da svolgersi sotto forma di VOLONTARIATO. O sbaglio?

    Io di solito per fare formazione (e di solito il mio LAVORO consiste nello spiegare ai docenti come utilizzare le tecnologie per migliorare la didattica), in un progetto, vengo pagata.

    Il mio internet alle persone quando viene pagato è sicuramente più professionale e rispetta le tempistiche che vengono assegnate per raggiungere gli obiettivi prefissati.
    I miei “allievi” però diventano autonomi con computer e internet e sempre più appassionati esattamente come mia madre quando chatta via skype o mia suocera che riesce a cambiare password al suo account mail.

    Solo che a mia madre o a mia suocera posso dire con tranquillità “Stasera non posso perchè non ho tempo per te”. In un progetto, no.

    Spero di aver spiegato cosa intendo per “Le cose stanno su due piani diversi”

  2. @Catepol non so se dietro codice internet ci sia business o meno, mi sembrava di aver letto che sarebbe nata una fondazione però non nascondiamoci dietro un dito, che sia volontoriato che sia business nessuno fa mai nulla e ne so qualcosa io che ho organizzato il wordcamp e che giornalmente faccio assistenza gratuita su wordpress-it.
    La mentalità del blogger medio è:
    Voglio la pappa pronta
    Quando mi hai dato la pappa pronta se qualcuno vuole la mia stessa pappa io non glela do.

    Ciao

  3. @wolly diciamo la stessa cosa 🙂

  4. IMHO, @Monty non ha capito una cosa. I fighetti della blogopalla fanno audience (forse!), gli sponsor portano audience e grano fresco, ma poi?

    Su tutto quello che avete detto non ho nulla da eccepire e che dietro ci sia un idea imprenditoriale gli e lo ho scritto a Marco diverse volte non è assolutamente uno scandalo.

    Secondo me Lui ha solo difeso la sua reputazione e la reputazione del progetto ma non ha ascoltato.
    Doveva ascoltare altri cluster, non solo quelli che gli hanno detto si! Quelli li, alla fine, volevano visibilità, l’ennesimo video, l’ennesimo post, l’ennesima dinner con i cellulari in mostra per fare i geek.
    Non basta!

    Secondo me i “settori deboli” dove Internet non decolla non hanno bisogno di ascoltare i guru della blogopalla che, fra l’altro non sono in grado di capire. Hanno bisogno di altro. Cioè di farsi ascoltare!

    E’ il solito problema vecchio come il mondo: “Stai male? Ho la soluzione che fa per te!” Scusa, ma mi stai ad ascoltare? Posso dirti dove e quando mi fa male?

    A Monty, ho proposto la lettura su un post che viene da uno dei settori deboli. NON L’UNICO. Ma quello che io vedo perchè fa parte della mia attività lavorativa. E l’ho scritto, dialogando, sui commenti al post di Samuele Silva.

    IMHO tutto sta li dentro, ascoltare per aiutare.
    Sarò anche naif 🙂

  5. Pregevole riflessione. Concordo in pieno:)

  6. Visto che, stando alla tua descrizione, anch’io sari un “fighetto che gioca al social network, bla bal bala e poi non fa un cazzo” ti dico cosa mi aspettavo da Codice internet: Parlare con gli amici e le persone vicine di Internet , blog ecceterea è fin troppo facile, che ci vuole ? Il problema è farlo partendo dalle organizzazioni, dalle scuole, dai comuni, dall’organizzazione di incontri e meeting. io sono di Brescia, e per motivi di lavoro non ho mai potuto parteciupare agli eventi di Milano. Quello che mio aspettavo, e come me credo molti altri che sono nelle mie stesse condizioni, era di esser “tirato in ballo” in qualche modo. mi spiego: se dovessi mettermi io da solo ad organizzare eventi sarebbero un fiasco già prima di iniziare. Ma se Codice Internet o chi per lui, organizzasse eventi e chiedesse la collaborazione di blogger appassionati, diciamo pure semplici simpatizzanti, per divulgare la conoscenza nell piccole realtà, allora sarei più che pronto. In realtà quello che invece è stato chiesto non è altro che una partecipazione comunque passiva in cui certo non ci si può che giovare di incontri importanti ai fini di una “professione”, ma allora se l’obioettivo è quello di creare una specie di albo dei blogger, non ci siamo capiti sul piano delle aspettative. Non tutti sono dei leader, molti sono ansiosi di collaborare, ma bisogna chiederglielo, perchè questa non è una professione, e forse, non dovrebbe nemeno mai esserlo.

  7. @Robi ecco la tua visione è identica alla mia, sarebbe proprio quella la strada da seguire ed è quello che imputo a Monty quando dico:

    Ecco cosa manca veramente, il desiderio di collaborare attivamente in un progetto e qui è mancato moltissimo Monty che ha creduto di poter fare tutto da solo e non ha spinto forte nella direzione della collaborazione fidandosi dei suoi mezzi e della sua organizzazione.

    Ciao

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