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Alitalia ed Epifani

Questo articolo ha oltre sei mesi di vita, quindi, mi raccomando, verifica le informazioni contenute in quanto potrebbero essere ormai obsolete.

Epifani l’ha fatta fuori dalla tazza, come giocatore di poker è un dilettante ha puntato sul bluf di CAI ma, quando ha detto “vedo” la CAI ha lasciato e lui ha perso e con lui circa 15.000 dipendenti e gli italiani tutti che dovranno pagare.

Ora sta cominciando a rimangiarsi tutto affermando che lui aveva firmato e che non si poteva andare contro i piloti, invita a non fare lo scaricabarili ma, leggendo con attenzione le sue parole è chiaro che sta cominciando lo scaricabarile nei confronti dei piloti.

Purtroppo sono stato fin troppo triste profeta nel mio post del 13 settembre con le notizie ANSiose infatti alcune centinia di dipendenti Alitalia, nostalgici dei vecchi slogan sindacali degli anni ’70 “lavorare meno per lavorare tutti” ” il salario è una variabile indipendente” “morte al padrone” et similari hanno con gioia urlato “Meglio falliti che in mano ai banditi!

Questa è senza alcun dubbio la più grande sconfitta sindacale dalla, lontanissima nel tempo 14 ottobre 1980, marcia dei 40.000 a Torino di fronte alla FIAT dove i sindacati e Berlinguer presero atto che la politica sindacale degli anni 70 era terminata.

Per riprendersi ci hanno messo decine di anni e probabilmente Epifani non ha ben compreso il danno che ha creato a tutti i lavoratori, non solo ai dipendenti Alitalia ma, a lui probabilmente non interessa perchè scommetto che a breve sarà candidato del PD da qualche parte assicurandosi stipendio e pensione di alto livello.

Unica nota positiva è che finalmente gli imprenditori hanno tirato fuori le palle e hanno sbattuto la porta in faccia a questi “neandertaliani” dei rapporti sindacali e della politica e mi auguro che sempre più imprenditori imparino da loro e li mandino a “scopare il mare con la forchetta”.

C’è un motivo per il quale in Italia non vengono le multinazionali ad investire, c’è un motivo per il quale non esistono più grandi imprese in Italia di proprietà italiana e questo motivo si chiama sindacato oltre naturalmente alla mancanza di sicurezza politica e la mancanza di incentivi ad investire.

Poi rimanete pure della vostra idea e pensate alle vostre utopie il risultato è di fronte agli occhi e l’unico modo per non vederlo è chiudere gli occhi ed inventarsi una realtà virtuale completamente diversa.

Il mio rimpianto è quello che non esiste più l’impero austro-ungarico ed il lombardo veneto.

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Published inIl Wolly pensiero

5 Comments

  1. Carissimo amico Wolly, tu sprechi parole (anche se amo leggerle) perchè la colpa la daranno a berlusconi. Ce l’ha sempre lui, anche se uno si alza per andare a mare e piove, la colpa è di berlusconi. Funziona così qui…
    Epifani è un santo e berlusconi ha la colpa. Se l’italia è indietro, ed è diventato quello che è diventato, gran parte del merito è dei Partiti CGIL, CISL E UIL!Partiti, non sindacati. Sarebbe ora di presentare il conto a questi signori, che tanti soldi degli italiani hanno sprecato per mantenere NON LAVORATORI!

  2. io sono contento che Alitalia fallisca. Perchè non era salvarla quello che si stava facendo. Era semplicemente prendere i debiti e metterli a carico dello stato, quindi prendere quel poco di buono che c’era dentro e regalarlo, ripeto REGALARLO, ai soliti amici, che avrebbero restituito il favore appena necessario.
    Il fatto che i sindacati non abbiano rifiutato per questo, ma solo per interessi propri, è la cosa che mi fa più ridere. Hanno fatto la cosa giusta per il motivo sbagliato.
    Capisco il problema dei lavoratori e me ne dispiaccio, ma anche io sono senza lavoro e non mi sembra che qualcuno si stia preoccupando più di tanto 😀 . Senza contare che la loro “alta professionalità” sarà sicuramente acquisita velocemente dalle altre compagnie, ovviamente valutandola il giusto prezzo.
    Quando per fare una cosa sei costretto a “sospendere una legge antitrust” vuol dire che stai facendo qualcosa che va CONTRO la collettività, perchè la legge antitrust non è fatta per rompere i coglioni ai poveri investitori che vogliono fare le cose buone.
    Per finire una ultima provocazione: non è che questi imprenditori, visto l’aria che tira per le banche che solitamente gli prestano i soldi, hanno pensato che forse in questo momento indebitarsi non è proprio la scelta migliore, specialmente per fare un favore a qualcuno?

  3. a parte discorso secondo il quale epifani era, è e rimarrà un inetto, il problema che affligge l’italia sono i sindacati. loro fanno i contratti, loro decidono gli esuberi, loro gestiscono le aziende.

    ma dove si vedono ‘ste cose? a casa mia si è sempre fatto in maniera diversa: io sono il proprietario di pinco pallo e decido io che farmene di pinco pallo. se un giorno pinco pallo mi rende talmente ricco che posso arrivare tranquillamente alla vecchiaia senza problemi io prendo e chiudo pinco pallo. e nessuno mi può dire nulla…perchè è mio. se un giorno non ho più soldi per mantenere pinco pallo lo chiudo perchè (permettetemelo) non posso togliere da mangiare a me per darlo a chi rimarrebbe senza lavoro.

    questo a casa mia, ma forse l’italia non è più casa mia

  4. Caro Wolly,

    sono d’accordo con la prima parte dell’analisi: finalmente qualcuno che… dimostra di averle! Certo che tra Colaninno padre e Colaninno figlio c’è una bella differenza…

  5. […] D’istinto verrebbe da dire: ha ragione César Roberto e alcuni lettori di questo blog che già vivono all’estero avranno, immagino, molto da dire al proposito. Ma riflettendoci bene, lo sconcertante esito della vicenda Alitalia, che infligge al Paese un enorme danno strategico, potrebbe essere salutare. Quante volte abbiamo invocato una classe dirigente che fosse in grado di opporsi ai ricatti corporativi e sindacali? Oggi forse l’ abbiamo trovata. I sindacati erano convinti che la fermezza palesata della cordata Colaninno e del governo fosse un bluff. Ovvero che alla fine avrebbero trattato, all’italiana…. E invece no: imprenditori ed esecutivo hanno tenuto duro, dimostrandosi di parola (al riguardo segnalo il post di Wolly).  […]

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