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Scuola, studenti ed insegnanti

Questo articolo ha oltre sei mesi di vita, quindi, mi raccomando, verifica le informazioni contenute in quanto potrebbero essere ormai obsolete.

Non voglio assolutamente inserirmi nella diatriba delle varie riforme e controriforme perchè non ne ho titolo.

Voglio però fare alcune considerazioni personali.

E’ un dato di fatto che gli scolari italiani siano mediamente tra i peggiori come preparazione.

Perchè non ci sono mai manifestazioni degli studenti che chiedono di studiare meglio e di essere più preparati?

Perchè non ci sono mai manifestazioni degli insegnanti che chiedano di poter insegnare meglio spiegando anche come, per poter aiutare gli studenti ad avere una preparazione migliore?

Perchè i sindacati e gli insegnanti non denunciano mai i colleghi che fanno male il loro lavoro contribuendo a creare degli studenti mal preparati?

Io vedo solamente manifestazioni contro, e manifestazioni per il proprio salario ma MAI manifestazioni per migliorare la cultura degli studenti(le vittime), non vorrei mai che si pensasse che gli studienti siano degli stupidi e che da loro non sia possibile cavare di più.

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Published inIl Wolly pensiero

9 Comments

  1. Hai proprio ragione, quoto tutto quello che hai detto. I sindacati sono peggio dei politici.

  2. Io, come sai, parlo con cognizione di causa, anche se non posso rispondere per gli studenti (ma tu l’avresti mai fatto, di protestare per studiare di più e meglio?).
    Di insegnanti che protestano per insegnare meglio, e spiegando come, ce ne sono tanti. Basterebbe seguire, magari in modo più approfondito, le numerose iniziative – proteste, scioperi, congressi, documenti prodotti soprattutto dopo i corsi di aggiornamento proposti dal ministero – che hanno denunciato e denunciano il vuoto, normativo e organizzativo, sul fronte dell’aggiornamento sia didattico che disciplinare.
    A me, proprio a me, è capitato di denunciare un collega che produceva evidenti danni agli alunni. Mi sono tirata addosso le ire di parecchi genitori ignoranti (da ‘ignorare’), della dirigente di allora, dell’ufficio scolastico regionale che ha aperto un’inchiesta tormentando me e le colleghe con cui avevo intrapreso questa sgradevole avventura. Il collega, a fine inchiesta, è stato allontanato dalla scuola. Io ci ho rimesso un paio d’anni di vita e un’abbondante porzione di fegato. Ma sono contenta di averlo fatto.
    A volte ci si lascia prendere dai luoghi comuni, Wolly, e non è giusto. Perché di insegnanti che vogliono lavorare bene per i propri studenti ce ne sono moltissimi.

  3. a dire il vero le statistiche dicono che tra gli studenti italiani ce ne sono di molto preparati e di scandalosamente poco preparati
    proprio per questo, e a magior ragione, se ci sono insegnanti che sanno fare bene i lloro mestiere, perchè non c’è modo di avere un insegnamento più uniforme tra tutti?!? perchè gli insegnanti che fanno bene il loro mestiere non posono far nulla per denunciare quelli che non lo fanno?

  4. @Alba purtroppo mi confermi le difficoltà che hanno i bravi insegnanti nel fare il loro mestiere.
    Un bravo insegnante non dovrebbe limitarsi al proprio insegnamento e dovrebbero fare come hai fatto tu e cioè denunciare il collega fannullone che creava problemi ai ragazzi ma, hai vissuto sulla tua pelle la difesa ad oltranza di uno stipendio contro l’educazione di decine di ragazzi.
    La speranza è che ci siano molti più insegnanti come te e molto meno “capi” come quelli che hai incontrato sulla tua strada.

    @ il dino agree

  5. Condivido anche se però devo riconoscere che della scuola purtroppo si evidenzia solo quel che non funziona e che giustamente bisogna sapere.
    Docenti e dirigenti fanno una scuola che “funziona” ma devono anche essere supportati e messi in condizione di attivarsi al meglio . Secondo me a prescindere dai tentativi di riorganizzazione “esterna”, solo dall’interno la scuola può cambiare veramente e diventare seria isolando e “battagliando ” contro assenteisti , nullafacenti , coloro che farebbero meglio a trovarsi un’altra occupazione e sradicando quella mentalità corporativa di coprire le inadempienze altrui che ha favorito un gioco all’appiattimento e al ribasso ( sostenuto dai sindacati che proteggono loro affiliati per ottenere iscrizioni e consensi ), che ha perso di vista la centralità dell’alunno e ha demotivato chi ancora resta per senso di responsabilità, non per competere e primeggiare, ma semplicemente per la consapevolezza che l’attività svolta può avere ancora un significato per sé e per gli altri…altrimenti dalla scuola se ne sarebbe già andato da tempo.

    Da anni ho stracciato la mia tessera sindacale dopo una bella e animata filippica con la responsabile di zona per controversie sorte a tutela di chi non faceva nemmeno il minimo a discapito di tutti gli altri e a tutt’oggi , sia nel mio ruolo professionale che come genitore di due adolescenti, mi batto perchè sia garantito il sacrosanto diritto dovere allo studio dei ragazzi mettendomi in gioco e in discussione , con l’umiltà di chiedermi, ogni volta che rilevo un mancato apprendimento, perchè mai i ragazzi non imparano e in cosa ho sbagliato ( metodo, comunicazione, relazione) e cercando di formarmi e confrontarmi per lavorare al meglio. Lo Stato mi paga per questo.

    Scusate la prolissità

  6. beh mi è capitato più volte di scendere in manifestazioni che al di la delle solite proteste chiedevano migliori strutture scolastiche, stabilità del corpo insegnanti e diritto allo studio, non è poi vero che non succeda, solo spesso si tendono ad evidenziare certi lati che attirano di più l’attenzione, e qui è anche colpa dei media.

  7. Wolly ti sei dimenticato una variabile importante dell’equazione: le famiglie.

    Io ai miei tempi (ho 28 anni, non 50) se tornavo a casa con un 5 o un insuff. la mia bella sgridata o il mio bel ceffone me li prendevo e stavo zitto, questo fino a tutte le scuole superiori.

    Oggi le famiglie (non tutte, ma la gran parte IMHO) sono del tutto assenti per quel che riguarda la questione scuola.

    Ho visto personalmente un ragazzo promosso con un calcio in culo e 3 “debiti” ricevere come regalo per la “promozione” uno scooter ed un PC, tanto per farti capire.

    Io al posto suo sarei stato eliminato da questo pianeta. 🙂

    Alla fine è la famiglia che impartisce le basilari regole del vivere civile agli studenti, la famiglia attraverso gli organi collegiali dovrebbe dare una strigliata ai professori che non fanno il loro dovere o agli studenti menefreghisti.

    Se questa manca e la scuola non sopperisce (o peggio “svicola”)… Beh… Ci ritroviamo conciati come oggi.

  8. Non amo molto scendere in piazza, ma quando ho protestato, di solito, l’ho fatto per avere migliori condizioni di lavoro e per non un semplice aumento di stipendio.
    Per quanto riguarda i “fannulloni” non è sempre facile capire come sta lavorando un collega (al di là dei casi più palesi di assenteismo selvaggio).
    Qualche volta insegnanti che sembrano (e sono in realtà) molto colti e professionali non riescono a comunicare con i ragazzi, mentre altri, che sembrano essere meno in gamba, riescono a realizzare quella magica alchimia che è l’insegnamento.
    Spesso ho scoperto, dopo anni, di aver insegnato di più a ragazzi ai quali credevo di non aver insegnato nulla.
    Qualche volta i miei fallimenti si sono rivelati i miei migliori successi.

    (Scusa per il commento lungo quasi come un post)

  9. Ciao Wolly,

    hai ragione, l’istruzione in Italia non è messa bene, però -secondo i dati OCSE- la scuola elementare italiana è ai primi posti al mondo. Peccato che sia proprio lì che il governo stia intervenendo, con chissà quali esiti.

    Sinceramente, per la prima volta dopo anni approverei delle proteste da parte degli insegnanti e delle famiglie degli studenti.

    Questi tagli sono fatti solo per questioni economiche e non per una riforma sincera del sistema educativo, e ciò mi preoccupa.

    (Per la cronaca, al Liceo, ovvero fino a cinque anni fa circa, riuscivo a essere critico contro certe manifestazioni studentesche, non ero sempre un pecorone dietro al carro)

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