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Xenofobia nazista?

Questo articolo ha oltre sei mesi di vita, quindi, mi raccomando, verifica le informazioni contenute in quanto potrebbero essere ormai obsolete.

Non me la prendo con i blogger perchè ho già scritto più volte che non do loro nessun credito visto che oltre ai titoli non riescono ad andare e non sono in grado di fare un analisi non dico almeno approfondita ma almeno realistica e che cercano in ogni modo di creare un clima di terrore e non perdono occasione per cercare di dimostrare che il nuovo governo e chi lo ha votato è un baluba nazista e razzista.

Me la prendo con i giornalisti loro si in malafede che rilanciano notizie false e non verificate (loro sono pagati per fare il loro mestiere e quindi il minimo che si richiede a loro è di verificare) e che fanno da cassa di risonanza per minoranze che vivono fuori del mondo e che cercano, con la complicità di alcuni pennivendoli, i classici 5 minuti di notorietà.Non riesco a capire cosa ci guadagnino questi giornalai da tali comportamenti, vogliono forse creare un terrore diffuso? Politicamente non ha funzionato, anzi ha portato alla fine di quelle fazioni politiche antistoriche come i fascisti e i comunisti. Serve forse a vendere più copie? Non lo so ma non ne sono così convinto.

Faccio mio il pensiero di Marcello Foa e cioè dato che i giornalisti sono tra i fortunati che sono pagati per scrivere articoli, alzino il loro culo dalla sedia, si stacchino dal computer che gli manda i rilanci delle varie agenzie tipo ANSA e si rechino sul posto a fare il loro mestiere , vedendo in prima persona quello che è successo invece di continuare a scrivere articoli rilanciando le notizie ANSA & C.

Sempre citando Marcello Foa i giornali oramai fanno numeri sempre in calo (di copie) e stanno sempre più diventando prodotti d’elite (o meglio che in pochi leggono) e quindi se vogliono nel tempo sopravvivere sarà il caso che i giornalisti tornino a fare i giornalisti.

Il ridicolo è stato leggere di blogger stracciarsi le vesti gridando al nazismo senza capire che il problema è e rimane la microcriminalità e i rapporti tra bulletti di quartieri e ladruncoli.

Poi leggiamo quello che dice Manganelli, capo della Polizia, e si capisce quali sono i problemi veri del Paese.

Viviamo una situazione di indulto quotidiano

La criminalità diffusa in Italia ha un segmento di fascia delinquenziale ben identificato che si chiama immigrazione clandestina

Il 30 per cento degli autori di reato di criminalità diffusa sono immigrati clandestini

al Nord e in particolare nel Nord est «si toccano picchi del 60-70 per cento»

occorre quindi non solo il contrasto all’ingresso, ma il controllo della permanenza sul territorio dei clandestini

E adesso il primo che mi da del razzista e  dello xenofobo si becca un vaffanculo diretto.

UPDATE : tra i picchiatori razzisti sembra ci fosse anche un nero!!!!!! (fonte Repubblica): Peccato non aver letto ancora neanche un post di scuse da chi ha accusato metà Italia di essere nazista, fascista xenofoba e di essere la causa di quello che è successo.

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Published inIl Wolly pensiero

6 Comments

  1. Quando hai ragione, hai ragione. C’è poco da dire.
    Ho un parente in polizia che dice le stesse cose di Manganelli da almeno tre anni: addirittura i poliziotti vengono consigliati di lasciar stare i clandestini, che rimangono in carcere 24 ore e poi escono … e sprecano risorse… e tempo e carte…

  2. tra i tanti problemi mettiamoci pure che ognuno vuole la giustizia che gli pare ed il santo protettore adatto allo scopo… sui clandestini vi racconto l’esperienza che mi sono fatto… il sistema è stato fino ad ora un colabrodo… il nuovo governo ha inaugurato la stagione del pugno duro ma dovremo ancora vedere gli effetti del nuovo corso… già da sola la norma sull’esproprio dell’immobile è una misura aberrante di un’eccessività tale che scatenerà valanghe di ricorsi alle prime applicazioni concrete… tornando al passato “prossimo” fino ad ora il sistema dei controlli ha funzionato più o meno così “aspettiamo che vengano da soli in questura e poi facciamo l’espulsione”… ho reso l’idea?
    .:.

  3. 30% di reati commessi da clandestini significa 70% di reati commessi da non-clandestini, il che discorda con il punto 2 (“La criminalità diffusa in Italia ha un segmento di fascia delinquenziale ben identificato che si chiama immigrazione clandestina”). Che poi in Italia non esista certezza della pena, è un fatto e mi trovi d’accordo.

  4. se tu pensi che il 30 per cento dei delitti sono commessi da 12 per cento della popolazione ti viene tutto più chiaro, se poi pensi che nel nord il 60/70 % è commesso da clandestini si capisce ancora di più.
    ciao

  5. Ecco, detto così è tutta un’altra cosa 🙂

    Penso però che il problema clandestini-criminalità non si possa ridurre alle espulsioni, diciamo che l’espulsione è un provvedimento che può essere preso (non sempre, essendo molti “clandestini” in realtà cittadini comunitari, primi fra tutti i rumeni) solo dopo l’avvenuto reato.

    Boh, è un discorso piuttosto complesso, faccio fatica ad avere una posizione netta.

  6. @Matteo una posizione netta, secondo me, è impossibile da avere.
    Questo è un problema e come tale deve essere riconosciuto per essere affrontato e risolto con la speranza che chi è costretto ad andarsene del suo paese perchè non ha nulla un domani possa scegliere di restare perchè ha tutto.

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