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All’Armi All’Armi 2

Questo articolo ha oltre sei mesi di vita, quindi, mi raccomando, verifica le informazioni contenute in quanto potrebbero essere ormai obsolete.

Purtroppo la mamma dei cretini è sempre incinta ma, non fa nulla.

Continuo il discorso iniziato con il primo all’armi all’armi.

Su tutti i blog, media nei bar al ristorante nelle case sento sempre parlare di enormi problemi, sicurezza, coppa dei campioni, dove andiamo in vacanza, il mutuo, come sono malvestite, la banda larga, inquinamento, energie rinnovabili ma mai dico mai qualcuno che affronti l’unico vero problema di questo mondo, LA FAME.

Tutti li belli impettiti, a mangiarsi il proprio piatto di spaghetti, avanzandoli e magari lamentandosi della cottura.

Questi sono invece i dati della FAME NEL MONDO :
I DATI SULLA FAME NEL MONDO

1. Circa 24.000 persone muoiono ogni giorno per fame o cause ad essa
correlate. I dati sono migliorati rispetto alle 35.000 persone di dieci
anni fa o le 41.000 di venti anni fa. Tre quarti dei decessi interessano
bambini al di sotto dei cinque anni d’età.

2. Oggi, il 10% dei bambini che vivono in paesi in via di sviluppo muoiono
prima di aver compiuto cinque anni
. Anche in questo caso, il dato è
migliorato rispetto al 28% di cinquanta anni fa.

3. Carestia e guerre causano solo il 10% dei decessi per fame, benchè
queste siano le cause di cui si sente più spesso parlare. La maggior parte
dei decessi per fame sono causati da malnutrizione cronica. I nuclei
familiari semplicemente non riescono ad ottenere cibo sufficiente. Questo a
sua volta è dovuto all’estrema povertà.

4. Oltre alla morte, la malnutrizione cronica causa indebolimento della
vista, uno stato permanente di affaticamento che causa una bassa capacità
di concentrarsi e lavorare, una crescita stentata ed un’estrema
suscettibilità alle malattie. Le persone estremamente malnutrite non
riescono a mantenere neanche le funzioni vitali basilari.

5. Si calcola che circa 800 milioni di persone nel mondo soffrano per fame
e malnutrizione, circa 100 volte il numero di persone che effettivamente ne
muoiono ogni anno.

6. Spesso, le popolazioni più povere necessitano di minime risorse per
riuscire a coltivare sufficienti prodotti commestibili e diventare
autosufficienti. Queste risorse possono essere: semi di buona qualità,
attrezzi agricoli appropriati e l’accesso all’acqua. Minimi miglioramenti
delle tecniche agricole e dei sistemi di conservazione dei cibi apportano
ulteriore aiuto.

7. Numerosi esperti in questo campo, sono convinti che il modo migliore per
alleviare la fame nel mondo sia l’istruzione. Le persone istruite riescono
più facilmente ad uscire dal ciclo di povertà che causa la fame.

Fonti (divise in paragrafi):
1) Il Progetto contro la Fame nel Mondo, Nazioni Unite;
2) CARE;
3) Istituto per la promozione dello sviluppo e dell’alimentazione;
4) Programma mondiale per il cibo delle Nazioni Unite (WFP);
5) Organizzazione delle Nazione Unite per l’alimentazione e l’agricoltura
(FAO);
6) Oxfam;
7) Fondo per l’infanzia delle Nazioni Unite (UNICEF)

Fonte : thehungersite

Ricapitolando 8 milioni di persone muoiono ogni anno di fame, pressapoco la popolazione della Lombardia

800 milioni e spicci hanno fame circa 1/7 della popolazion mondiale.

E tu cosa fai? continui a bearti di quanto sei figo e di quanto scrivi beni o di quanto sei intellettuale? mentre lo fai, oltre ad essere un figlio di puttana, sei anche un farabutto, comincia anche tu a darti da fare.

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Published inIl Wolly pensiero

11 Comments

  1. non ho capito il senso dell’ultima frase.

  2. serve per capire e cioè se dopo aver letto di 8 milioni di morti all’anno e di 800 milioni di persone che sono allo stremo qualcuno si sofferma su quella frase" c’è del marcio in danimarca"

    ciao

  3. finché non sarà stretta anche lei dalla morsa della fame, la gente, continuerà a parlare di tutto tranne che del vero problema. E purtroppo i dati come riproponi tu sono allarmanti.
    Già che son qui, e visto che è il primo maggio, ti faccio gli auguri dal momento che so che te in quanto a indaffaramento e lavoro tra wordcamp e varie sei sommerso fino al collo. Ciao Wolly!

    L’ultimo post sul blog di paz83 <a href=”http://paz83.wordpress.com/2008/05/01/tra-arrosticini-e-wordcamp/”>Tra arrosticini e wordcamp, buon primo maggio!</a>

  4. A chi sono rivolti gli insulti del post? È un tu generico?

    Ora vorrei che mi spiegassi cosa fai tu per risolvere la fame nel mondo, mi interessa molto.

    L’ultimo post sul blog di Amaidi <a href=”http://amaidi.wordpress.com/2008/04/28/il-collega-ian-fisher/”>Il collega Ian Fisher</a>

  5. Interessante un’altro a cui interessano gli insulti e non i morti, mi sa che la scommessa l’ho proprio vinta io.

    Per quello che faccio o che si può fare stai tranquillo sarà il tema di molti post per far si che gente come te magari invece di leggere le ultime 4 righe si rilegga con attenzione le altre 1000 ma, si sa conta la forma e non la sostanza.

    Per curiosità tu cosa fai per la fame nel mondo?

  6. Personalmente non capisco il senso della scommessa. Se scrivo una cosa nota e ampiamente dibattuta (ad esempio i dati sulla fame nel mondo) e dopo scrivo insulti piuttosto violenti, è normale che l’attenzione del lettore sia attirata dagli insulti e non dal dato, che, ripeto, è risaputo.
    Se scrivo "gli Stati Uniti hanno 20000 testate nucleari" e poi ti scrivo "brutta faccia di c***o", da quale affermazione vieni incuriosito?

    Dal canto mio non faccio molto per risolvere il problema della fame del mondo, e sicuramente ammiro chi cerca di fare qualcosa. Il sottosviluppo e le crisi alimentari sono questioni su cui non esistono soluzioni semplici e ricette infallibili, ed è già interessante riuscire a capire in un determinato contesto quali siano i fattori scatenanti (fattori economici, sociali, naturali, responsabilità di potenze straniere etc).
    I dati che citi sono indubbiamente scioccanti, ma non credo abbia senso parlarne in termini generali. Le persone che soffrono di malnutrizione nei villaggi del Burundi, ad Haiti o nelle favelas brasiliane sono il risultato di contesti molto diversi, che hanno bisogno di soluzioni diverse.

    Detto questo, sarebbe interessante spostare il dibattito su un piano costruttivo, tipo parlare della crisi alimentare in corso in varie zone del Terzo Mondo, più che fare il conteggio dei morti e insultare chi non rimane scioccato.

    L’ultimo post sul blog di Amaidi <a href=”http://amaidi.wordpress.com/2008/04/28/il-collega-ian-fisher/”>Il collega Ian Fisher</a>

  7. Personalmente non capisco il senso della scommessa. Se incollo una cosa nota e ampiamente dibattuta e dopo scrivo insulti piuttosto violenti, è normale che l’attenzione del lettore sia attirata dagli insulti e non dal dato, che, ripeto, è risaputo.
    Se scrivo per esempio "gli Stati Uniti hanno 20000 testate nucleari" e poi ti scrivo "brutta faccia di c***o", da quale affermazione vieni incuriosito?

    Dal canto mio non faccio molto per risolvere il problema della fame del mondo, e sicuramente ammiro chi cerca di fare qualcosa, come le varie ONG e le istituzioni transnazionali che citi nel post.
    Il sottosviluppo e le crisi alimentari sono questioni su cui non esistono soluzioni semplici e ricette infallibili, ed è già interessante riuscire a capire in un determinato contesto quali siano i fattori scatenanti della carenza di cibo (fattori economici, sociali, naturali, responsabilità di potenze straniere etc). Non credo abbia senso parlarne in termini generali o morali. Le persone che soffrono di malnutrizione nei villaggi del Burundi, ad Haiti o nelle favelas brasiliane sono il risultato di contesti molto diversi, che hanno bisogno di interventi diversi.

    Detto questo, sarebbe interessante spostare il dibattito su un piano costruttivo, tipo parlare dell’ultimissima crisi alimentare in Egitto, più che fare il conteggio dei morti e insultare chi non rimane scioccato.

  8. Scusa il doppio commento, la versione giusta è la seconda.

  9. Purtroppo siamo pedine di un immenso scacchiere.
    Dubito che una sola persona, anche potente, possa fare qualcosa di tangibile.
    E’ forse colpa della globalizzazione? E’ forse colpa dell’istruzione?
    Non lo so.
    Mi aspetto solo che il dato, che oggi risulta inquietante, ma che è in diminuzione rispetto a venti anni fa, continui nel suo trend fino a debellare completamente questa piaga.
    Di mio ci metto quel poco che serve a rendermi dignitoso: a casa Clock, <strong>NON SI BUTTA VIA NIENTE</strong>.
    😉

    L’ultimo post sul blog di Clockwise <a href=”http://www.contrariamente.info/2008/05/01/dovrebbe-essere-sempre-il-30-aprile/”>Dovrebbe essere sempre il 30 Aprile</a>

  10. L’insulto è ovviamente una provocazione, e qui la cosa risulta assai chiara, e un mettere i puntini sulle i, come a dire, chi tace produce di più, ed è anche palese a chi si riferisca, io personalmente di tutto il post mi sono soffermato sui dati, l’insulto è soffermarsi sull’insulto dopo aver letto quei dati, e questo sottolinea sempre la natura di molta gente a preferire la diattriba da bar piuttosto che altro. E’ come vedere un incidente e poi soffermarsi a vedere come è ridotta l’auto fregandosene dell’investito.
    Rispondendo ad Amaidi invece: qualcosa si può fare, le varie ong e non solo, propongono dei progetti in tal senso, sia di sviluppo sostenibile, che idrico che alimentare e permettono, anzi invitano i cittadini magari ad unirsi e a farsi carico di finanziare anche solo piccoli progetti. Par poco, ma con qualche centinaio di euro a testa, e forse anche meno, si può far costruire un pozzo per l’acqua. Questo si può fare, si può assolvere a certi banali piccoli accorgimenti del vivere civile, risparmio, raccolta differenziata, tutte queste piccole azioni contribuiscono, poi se ne può parlare, aprire un dibattito, tenere viva l’attenzione, come si fa qui ad esempio in questo momento, si può anche comprare meno cose futili noi da metter nel frigo, per esempio, che sembra scema come cosa, ma se ci pensi, non puoi esser quello che grida alla fame e poi rimpie il frigo di cose che magari lascia li per giorni, o assolutamente prese per sfizio. Si può coinvolegere la collettività, dal basso, dal cognato al vicino, insomma, alla fine della storia non ci sono scuse, si può fare. I dati che oggi urlano ai tg fanno scalpore, è vero, ma io in questi giorni rileggevo un libro del 2001 contenente articoli anche di 6, 7 anni prima quella data, ebbene, erano tutti li i preuspposti per quello che oggi si vocifera a gran voce, non sono mistero, la fame c’è sempre stata, solo che oggi la gente grazie a dio alza la voce un pò di più e il mondo è più piccolo e si sa tutto di tutti, ma non son cose di oggi gente, ma dell’altro ieri!

    L’ultimo post sul blog di paz83 <a href=”http://paz83.wordpress.com/2008/05/02/sgarbi-travaglio-grillo-biagi-e-linformazione-in-italia/”>Sgarbi, Travaglio, Grillo, Biagi e l’informazione in Italia</a>

  11. Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito.

    L’ultimo post sul blog di Novecento <a href=”http://feeds.feedburner.com/~r/TheNovecentosPost/~3/282372292/”>Scaricabarile</a>

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