Salta al contenuto

Conversazioni dal basso è il futuro o solo un flop?

Questo articolo ha oltre sei mesi di vita, quindi, mi raccomando, verifica le informazioni contenute in quanto potrebbero essere ormai obsolete.

Coda lunga, barcamp, conversazione dal basso sembrerebbero le parole d’ordine di questo periodo ma in realtà esistono fuori dal ristretto cerchio della blogopalla ?

In questo articolo non voglio e non posso essere esaustivo anche perchè altrimenti sarei il primo a ripudiare la conversazione dal basso 🙂

La mia sensazione è che tranne in pochi casi la conversazione dal basso non esista.

Mi sembra che l’unico esempio di conversazione dal basso siano i barcamp, eventi che però hanno poco richiamo e infatti la partecipazione si conta in decine o poche centinaia di persone.

Però è anche vero che queste mini comunità sono fortemente motivate e rappresentano un nicchia molto interessante per chi di marketing ci capisca sul serio.

L’impressione che ho ,vedendo come vengono gestiti gli eventi da aziende che cercano la partecipazione dei blogger, è quella di organizzazioni completamente estranee alle logiche della partecipazione dal basso.

Mi spiego meglio, le agenzie di PR o chi organizza eventi, vedi Microsoft o Current TV si affidano ai vecchi sistemi e cioè cercano i maître a penser li invitano con la convinzione poi di avere ritorni ma, questa politica non paga nella blogosfera perchè, eccettuato Grillo, i vari blog anche tra quelli considerati più influenti hanno visite decisamente basse, la somma di 4 o 5 blog bassi o di un paio di blog medi.

Inoltre i Blog chi li legge ? per la maggior parte altri blogger e quindi una infinitesima parte di chi fruisce il WEB.

Capisco perfettamente che questo è terreno nuovo e di conquista e il primo che l’azzeccherà avrà vinto al superenalotto ma, a mio avviso, siamo completamente in alto mare e ben lungi da ceare quella conversazione dal basso che tanto potente e utile potrebbe essere anche per le aziende.

Il problema enorme è che “conditio sine qua non” per conversare dal basso è la capacità di ascoltare e questo è difficile e lento, per non parlare poi della presunzione di molti comunicatori professionisti che pretendono di possedere l’unica verità e ad ascoltare non ci pensano minimamente.

Personalmente assolvo le aziende perchè non sono pratiche e perchè si affidano a consulenti che di web capiscono quanto un pesce sa sciare.

Comunicare dal basso significa entrare in contatto con tante micro comunità che dialogano tra loro a macchia di leopardo e che sono ben disposte ad accettare altri ma solo se rispettano le regole base e cioè “ascolta prima di pontificare e se vuoi pontificare fallo da un’altra parte grazie.

Se è vero che la pubblicità su internet sorpasserà nei prossimi anni quella sui media tradizionali ci troveremo una marea di professionisti convinti ancora che si debba fare uno spot valido per tutto il mondo e mandarlo in onda spendendo una marea di quattrini senza capire che invece è al “particulare” della singola piccola macchia di leopardo che si devono rivolgere.

In queste comunità non esiste il leader riconosciuto, tutti sono nel loro piccolo leader e tutti con la politica della macchia di leopardo possono diventare fortissimi traini per qualsiasi messaggio,non serve “sfruttare” quelli che dall’esterno vengono visti come “maestri di cerimonia” perchè in realtà lo sono per un osservatore esterno ma non lo sono per chi è dentro.

Ho detto la mia ora dite la vostra (se volete of course 🙂 )

[Leggi anche]

Ho una newsletter che parla di WordPress

This is the archive

Iscriviti alla mia Newsletter

Published inIl Wolly pensiero

10 Comments

  1. direi che sopratutto l’ultimo paragrafetto è una santa verità, e quanto mai attuale proprio in questi giorni. Ma bando a sterili polemiche. Qui il problema è la capacità di saper ascoltare senza partire col pregiudizio, cosa assai ardua in Italia in tutti i campi. Ci vuole, oltre che tanta ambizione anche tanta umiltà. Se poi, ad esempio le aziende riusciranno a capirlo e ad adeguarsi allora avranno, come dici tu, fatto il botto. Staremo a vedere come evolve la situazione, sperando in bene.

  2. Le conversazioni dal basso sono il futuro. Solo che non abbiamo ancora capito quanto “nel futuro” e quanto “in basso” dobbiamo andare.

    L’ultimo post dal blog di Napolux Vergognoso

  3. Beh, dal punto di vista del blogger, è il discorso degli orticelli. Ognuno coltiva il suo. Poi, di tanto in tanto, prova ad entrare su quello del vicino e, se calpestandolo qualcuno si offende, marcia indietro, altrimenti è un passo in più.
    Sulla pubblicità, sono anni che dicono che quella sul nuovo media avrebbe soppiantato quella diversamente mediatica (diciamo così): invece, mi sembra che siamo ancora ben lungi da questo obiettivo: i mezzi di informazione tradizionale riescono ancora oggi a centrare molto più correttamente il target a cui si vogliono riferire, con margini di errore bassissimi.
    Insomma, io al concetto di coda lunga credo molto, e perciò, in teoria, ne sancirei il successo, ma capisco che per chi ci vuol fare marketing sia un’arma a doppio taglio: o spari sulla coda (e non azzecchi l’obiettivo), o miri alla cresta (e che te ne fai? pochi ma buoni? naaaa….).
    Ho come l’impressione che volendosi rivolgere alla blogopalla, si commetta sempre l’errore di pensare che esistano punti di riferimento consolidati (in questo, mi sembra, siamo tutti d’accordo): in verità, è proprio l’intenzione, ad essere sbagliata!

    L’ultimo post sul blog di Clockwise Digital-diviso

  4. l’ultimo post del paz ve lo venite a leggere sul suo blog invece, che io sti plugin non posso metterli…

  5. Secondo me le tecnologie di ricerca semantica saranno la killer application prossima ventura per mettere ordine nel mare magno e impetuoso del web. Chi riuscirà a creare la soluzione che mette ordine nelle conversazioni, eliminando il rumore di fondo e creando i collegamenti senza soluzione di continuità, farà il botto!

  6. In fin dei conti, centrare il target con pubblicità su internet è più facile.
    Sai di beccare un buon 90% di geek e nerd…

  7. Grazie per la citazione 🙂
    In effetti è una bella sfida.
    Sai, ho promesso anche a Stefano Epifani che avrei fatto una lunga riflessione su questo tema proprio sabato, quando sarò meno stanco.
    Ora ho un altro spunto in più, il tuo.
    Come ho detto a te, ma anche a Roberto Dadda che ho incontrato ieri a Milano, la strada intrapresa è quella giusta. Conversare e generare code lunghe anche in circoli ristretti ma PENSANTI!
    Non tutti ne sono consci perchè non sfruttano l’opportunità data dalla diversità della rete.
    Cercano piuttosto la convergenza dei media e la convergenza degli “user generated content”. Questo nel caso delle tv di prossimità. Secondo me è quasi impossibile se non in bassissime percentuali.
    Ma mi spiegherò meglio e più in profondità.
    Spero in un tuo parere sabato, perchè sui nuovi rampanti della blogosfera mi spenderò un pochino!
    Ciao carissimo e buona serata

    L’ultimo post sul blog di gigicogo Conversazioni dal basso

  8. La metafora della singola macchia di leopardo (o delle machcioline che stanno vicine vicine) è grandiosa.

    Ma mi piace ancor di più il passaggio
    ascolta prima di pontificare e se vuoi pontificare fallo da un’altra parte grazie

    Grande.

  9. Provocazione:
    ma per conversare dal basso c’è bisogno di blog e blogger?

    Le aziende che vogliono “parlare al basso” devono passare attraverso i blogger, o possono affidarsi più semplicemente ai loro mezzi (blog, forum, siti istituzionali …) per parlare direttamente con la potenziale clientela.

    Nella situazione italiana in particolare i blogger su internet per l’utenza media hanno una qualunque rilevanza o sono invece un fenomeno circoscritto che “se la canta e se la suona”?

    Senza voler alzare ulteriori polemiche: mi chiedo tutto questo alla luce dei recenti eventi: Microsoft quanto vantaggio avrà ottenuto dall’aver invitato dei blogger al suo recente evento milanese? e quanto rispetto a quello che ha ottenuto con i giornalisti ai quali i blogger sono stati più o meno equiparati?

  10. @Sergio la tua non è provocazione è una giusta osservazione. Da nessuna parte c’è scritto che la conversazione dal basso si debba fare solo con i blog e solo con i bloggers, il problema invece è che così come organizzano ora sembra proprio il contrario 🙂

    ciao

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

On this website we use first or third-party tools that store small files (cookie) on your device. Cookies are normally used to allow the site to run properly (technical cookies), to generate navigation usage reports (statistics cookies) and to suitable advertise our services/products (profiling cookies). We can directly use technical cookies, but you have the right to choose whether or not to enable statistical and profiling cookies. Enabling these cookies, you help us to offer you a better experience.