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Buon Natale ?!?!?!?!?!?

Questo articolo ha oltre sei mesi di vita, quindi, mi raccomando, verifica le informazioni contenute in quanto potrebbero essere ormai obsolete.

25 dicembre 2007, ore 5 e 06 (del mattino) squilla il cellulare.

E’ l’antifurto della ditta.

Chiamo immediatamente i Carabinieri e mi vesto per recarmi sul posto.

5 e 37 sono nella nebbia sulla vigevanese e vedo dei fuochi bordo strada.

Distinguo varie figure femminili, di colore, molto giovani, semi nude che si scaldano al fuoco.

Mi passa completamente l’incazzature dell’essermi svegliato di soprassalto, del vestirsi in 2 minuti, del prendere la macchina e correre in ditta.

Le schiave del sesso sono li, al loro posto, alle 5 e 37 del mattino del giorno di Natale.

Le schiave sono schiave e quindi per loro non esiste giorno di festa e tanto meno il Natale.

Ecco io non me lo sento più il Natale.

Nel frattempo sono arrivato in ufficio, ho trovato i Carabinieri, abbiamo fatto un giro della Ditta e sembra proprio essere stato un falso allarme.

Invece per le schiave non è un falso allarme, anche quando sono tornato a casa erano ancora li, il giorno di Natale, sulla strada, al freddo, semi nude, a vendere per pochi euro (che neanche incasseranno loro) il loro corpo per tornare a scaldarsi al fuoco tra una prestazione e l’altra.

Possibile che non si possa fare nulla per queste schiave ? Sono li in bella vista, possibile che non si possa beccare i loro pappa ? Possibile che non si possa liberarle dalle loro catene ?

E poi parlimao di Natale e ci facciamo tanti auguri e ci proponiamo di essere tutti più buoni.

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Published inIl Wolly pensiero

3 Comments

  1. Occhio che non vede, cuore che non duole. Siamo fatti davvero così… ed hai fatto bene a farcelo notare proprio oggi, in cui tutti pensiamo che *sia tutto perfetto nonostante tutto*…
    Ciao,
    Emanuele

  2. che culo!!
    P.s. auguri 🙂

  3. ufficio stampa ufficio stampa

    Prostituzione, presto il via alla pubblicazione delle targhe dei clienti

    De Pierro: “Basta retorica, è ora di dar vita ad azioni concrete per arginare il fenomeno”

    09/03/2008 – I cittadini di Casale Rosso ancora in attesa di un intervento risolutivo sul territorio del VII municipio. Trans e prostitute continuano a tenere in scacco il quadrilatero stradale compreso tra viale Angeli e piazzale Pascali.
    Il comitato di quartiere da poco costituitosi ha ripreso con alcune videocamere la situazione di indecenza urbana di cui i residenti sono quotidianamente forzati spettatori: non c’è pace per gli abitanti del quartiere prenestino, costretti ad una vera e propria restrizione della libertà di circolazione per le strade limitrofe alle loro abitazioni, sorte di recente a ridosso dell’ex mattatoio.
    Impossibile per le donne uscire di casa dopo il tramonto, impossibile per i bambini avvicinarsi alle finestre e accedere al degradante spettacolo di transessuali alle prese con i loro clienti, impossibile ribellarsi a tutto questo: pena, il rischio di minacce e aggressioni da parte dei “lavoratori della strada” .
    Ventiquattro ore al giorno, un tratto di periferia urbana si trasforma in terra di nessuno, dove sporcizia e rifiuti di ogni tipo ricordano ai passanti ciò che accade ogni notte sulle loro strade, divenute negli ultimi anni un rinomato ritrovo per gli amanti dell’amore a pagamento, provenienti da Roma e provincia, in barba al divieto di transito alle auto per i non residenti, disposto per le ore notturne già lo scorso anno dal VII Municipio.
    Casale Rosso come piazzale dei Navigatori, Centocelle e tante altre zone della capitale in mano alla prostituzione di strada.
    Antonello De Pierro, presidente di Italia dei Diritti, da tempo impegnato sul fronte della lotta al fenomeno, promette battaglia per la tutela dei diritti dei cittadini del quartiere e lancia la sua proposta per debellare la piaga: pubblichiamo le targhe dei clienti!
    “Sono anni che assisto incredulo a proposte varie per affrontare il problema , interventi intrisi di retorica ma che puntualmente si rivelano inefficaci e si infrangono sugli scogli della demagogia. E’ ora di finirla con i balletti folkloristici delle finte soluzioni a scopo propagandistico,sospinte dal vento dell’ipocrisia – dichiara De Pierro, insieme al segretario romano Idv Roberto Soldà in prima linea per l’affermazione dei diritti della collettività – la situazione va finalmente affrontata in maniera radicale, per salvaguardare i diritti, in primis dei cittadini, ma anche di chi lavora per strada che, nella maggior parte dei casi,è costretto da organizzazioni criminali a vendere il proprio corpo.
    Ci sono anche risvolti socio-sanitari molto preoccupanti. I clienti, solo dei transessuali, in Italia, sfiorano i nove milioni, una cifra esorbitante che restituisce una realtà percentuale al di fuori da ogni aspettativa, se si rapporta alla totalità della popolazione: se escludiamo donne, bambini e anziani, i dati si commentano da soli. La cosa più grave è che questi clienti, da indagini condotte dal nostro movimento, nella maggior parte dei casi, chiedono rapporti non protetti, aumentando il rischio di contagio delle malattie sessualmente trasmissibili e, in gran parte, li ottengono, alzando di poco il prezzo – commenta il presidente del neo movimento – i dati in nostro possesso rappresentano uno spaccato di verità che va oltre ogni ragionevole previsione: i transessuali che per strada guadagnano di più sono proprio quelli che accettano il rapporto senza precauzioni, quelli attivi e che acconsentono all’uso di droghe. Di fronte a questa realtà, che foraggia le casse delle organizzazioni criminali e favorisce reati di ogni genere, non è più accettabile l’inerzia delle istituzioni – conclude De Pierro che in ultimo aggiunge “se a questo punto non vedremmo azioni concrete, al posto di sbandierate fandonie, siamo pronti a pubblicare sul portale d’informazione italymedia.it, da me diretto, le targhe dei clienti di lucciole e trans: se nessuno riesce ad arginare l’offerta, noi agiremo sulla richiesta, con fermezza e senza indugi o esitazioni di sorta”.

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