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Protocollo di Kyoto e l’Italia

Questo articolo ha oltre sei mesi di vita, quindi, mi raccomando, verifica le informazioni contenute in quanto potrebbero essere ormai obsolete.

Leggo questo articolo e comincio a riflettere su alcuni dubbi che si pongono Veronesi e Rubbia (non 2 scemi qualsiasi)

Il problema credo che più o meno lo conoscano tutti , il clima sta cambiando a causa delle nostre emissioni di CO2 (in soldoni) e se andiamo avanti in questo modo ci distruggeremo a breve con le nostre mani.

Lasciando a parte le discussioni da Bar dello Sport del Clima (dato che come nel calcio tutti sono allenatori , nel campo clima e inquinamento sono tutti scienziati) vorrei riflettere per quello che mi è permesso dalle mie limitate conoscenze.

Il problema è che emettiamo troppa CO2 a causa dell’utilizzo di fonti d’energia fossile.

Per diminuire questo problema bisognerebbe utilizzare fonti d’energia alternativa, solare ,eolica, geotermica, idrogeno e altre ancora che al momento mi dimentico.

Sembrerebbe che NESSUNA di queste fonti d’energia sia in grado di assicurarci lo stesso tenore di vita che abbiamo ora.

Veronesi dice :

Ho appena firmato una lettera dell’associazione Galileo 2001 destinata al presidente Napolitano con la quale una parte della comunità scientifica italiana si dichiara preoccupata per la decisione del Parlamento di ratificare il protocollo di Kyoto assumendosi impegni – come quello di ridurre entro il 2012 le emissioni di gas serra del 6,5 per cento – che siamo nell’impossibilità pratica di onorare e che ci costeranno una sanzione di oltre quaranta miliardi di euro.

In pratica abbiamo firmato un protocollo che già adesso sappiamo che non saremo in grado di onorare e dovremo pagare una sanzione di 40 miliardi di euro , non era forse meglio non firmare il protocollo ed investire quegli euro da qui al 2012 per finanziare la ricerca di nuove fonti d’energia ?

Rubbia risponde sulla proposta di centrali nucleari avanzata da Veronesi:

La situazione critica dell’Italia rispetto a Kyoto è dovuta allo scollamento tra quanto abbiamo sottoscritto e le politiche energetiche del paese. La verità è che Kyoto è largamente insufficiente, l’Unione europea ci chiede una riduzione dell’anidride carbonica del 20 per centro entro il 2020 e del 50 entro il 2050. È uno sforzo enorme e non può essere risolto con il nucleare che oggi contribuisce solo al 6 per cento al fabbisogno mondiale di energia. Il nucleare classico, compreso quello di quarta generazione, non può aspirare a una diffusione su larga scala soprattutto per i problemi legati alle scorie radioattive di lunga vita

Quindi apprendo che cmq Kyoto non è sufficiente a risolvere il problema e che neanche il costruire entrali Nucleari è la panacea di tutti i mali (mi sembra di capire che può in qualche modo aiutare ma NON deve essere la fonte primaria di approvvigionamento energetico)

Rubbia aggiunge :

Vedo una soluzione soltanto, si chiama ricerca e sviluppo.

E allora cosa aspettano i governi che abbiamo votato ad investire soldi veri in ricerca in sviluppo , invece di dare aumenti agli statali ? Perchè non usano il tesoretto per questo scopo , che ormai definirei primario per la sopravvivenza ?

Veronesi e Rubbia si trovano d’accordo su questo :

V) La piaga della ricerca italiana è profonda perché nasce da una cultura scientifica temuta e dimenticata. Una cultura che si trasforma in atti di sfiducia della politica nella capacità degli scienziati di contribuire a risolvere i grandi problemi sociali.

R) Hai ragione. Ciò che inchioda questo paese è l’immobilismo. Forse molti ci direbbero che non stanno troppo male e che sono solo interessati a mantenere il livello di consumismo e di benessere che hanno fin qui ereditato. Oppure qualcuno di loro vorrà affrontare seriamente i problemi dell’energia e dell’ambiente.

Veronesi chiude :

Io sono ottimista. (n.d.b. Meno Male)La nostra scienza ha fatto molto. Dobbiamo rinunciare a esistere? Credo sia inutile sparare a zero

Rubbia chiude così:

Lo so. Il vero incubo è il cambiamento climatico. Fermarlo non sarà semplice. In questo momento, mentre tu e io parliamo, l’anidride carbonica prodotta dall’incendio di Roma bruciata da Nerone continua a contribuire all’effetto serra e quella che immetteremo nell’aria quando accenderemo il motore delle nostre auto per andare via di qui rimarrà nell’atmosfera per almeno quattromila anni. Abbiamo poco tempo davanti.

Ci salveremo solo se cambieremo il nostro modo di produrre energia

Perdonatemi se me ne frego di quello che ci raccontano i politici, i vari verdi e i vari radical chic del cazzo , preferisco di gran lunga ascoltare due personaggi del calibro di Veronesi e di Rubbia e in sintesi ho capito :

  • Il protocollo di Kyoto è solo di facciata
  • Il protocollo di Kyoto non dovevamo firmarlo
  • I nostri politici devono investire soldi nella ricerca di nuove fonti d’energia eliminado i loro complessi di inferiorità nei confronti degli scienziati
  • I nostri ricercatori devono essere pagati molto meglio per potergli permettere di lavorare in italia
  • Deve essere incentivata la ricerca anche nel settore privato
  • DObbiamo abituarci per un certo periodo di tempo ad avere meno vizi in attesa di riolvere il problema.
  • Deve essere vietata la vendita di elettrodomestici non in classe A
  • Devono essere rottamati i vecchi elettrodomestici
  • Devono essere vietate tutte le lampadine non a risparmio energetico.
  • Deve essere disincentivato il trasporto privato
  • Devono essere eliminati i riscaldamenti a carbone, olio e gasolio.
  • Dobbiamo cambiare in modo radicale il nostro modo di vivere.

I nostri comportamenti di oggi porteranno conseguenze per migliaia di anni.

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Published inIl Wolly pensiero

2 Comments

  1. Caro Paolo, sottoscrivo appieno il tuo appello!…meno politici e più ricerca e sviluppo in Italia!

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