Archivi tag: scuola

Stop ai libri digitali a scuola – Repubblica.it – La tecnologia fa male ai bimbi

«L’accelerazione sui libri digitali non poggiava su alcuna seria e documentata validazione di carattere pedagogico e culturale, così come non sono state valutate le possibili ricadute sulla salute di bambini e adolescenti esposti a un uso massiccio di apparecchiature tecnologiche».

l’Ocse, l’organizzazione che raggruppa i paesi industrializzati, ha bocciato la lenta progressione della scuola digitale italiana ricordando che in Inghilterra l’80 per cento delle classi è attrezzata per il digitale.

via Stop ai libri digitali a scuola – Repubblica.it.

Agitare lo spettro che la tecnologia faccia male ai bambini per poter mantenere un oligopolio vecchio e redditizio è molto efficace.

 

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Catepol 3.0 – I ragazzi non imparano da chi a loro non piace…

Una collega mi disse un giorno: “Non mi pagano per farmi piacere i ragazzi. Mi pagano per impartire una lezione. I ragazzi dovrebbero impararla. Io dovrei impartirla. Loro dovrebbero impararla. Caso chiuso.”

Beh, le dissi: “Sai, i ragazzi non imparano da gente che a loro non piace.”

Allora mi disse: “Queste sono un sacco di stupidaggini.”

E io le dissi: “Beh, il tuo anno sarà lungo e difficile, tesoro.”

È inutile dire che fu cosi.

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Google regala 15 mila mini pc per gli studenti britannici | Nexus Lab – Android Blog Italia

Un progetto che appoggiamo e che speriamo possa arrivare prima o poi anche in Italia anche con forme diverse, ma purtroppo conoscendo il know how del nostro corpo insegnanti e dei politici in merito, e la mancanza di iniziativa in generale presente a livello amministrativo, anche se Google donasse a tutti dei computer probabilmente in Italia si rifiuterebbero di prenderli.

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E’ un peccato generalizzare in questo modo, per alcune mie attività ho a che fare con migliaia di insengnanti e vi assicuro che molti di loro sono apertissismi e pronti al cambiamento e vogliosi di mettersi in gioco.

Il problema è lo stato non gli insegnanti.

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LIM, scuola digitale, e soluzioni a costo zero » Non volevo fare la prof – Blog – L’espresso

Perché le LIM, diciamolo, quando ci vengono date e così come ci vengono date, sono degli strumenti un po’ zoppi. Hanno la possibilità di essere usate come lavagne, con il dito al posto del gessetto ed un programma dentro apposta, che consente di salvare gli schemi e le cose che vengono scritte. Ok, ma dopo che le ho salvate, che me ne fo? Perché il problema del docente è questo. Molte LIM salvano in un formato tutto loro, che non è condivisibile facilmente, perché se cerco di uplodarlo (perdonatemi, lo so che è un verbo orrendo: caricarlo, va’) su un qualsiasi altro sito, blog, o pagina della scuola non si legge, si legge male o perde le formattazioni.

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Molto interessante, se tra i miei due lettori c’è qualche insegnante mettetevi in contatto con Galatea, mi sembra un utilizzo molto interessante della tecnologia.

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iPads in education | Andrew Nacin

So let me get this straight: They use their budget on iPads, and then find more money to later upgrade the devices, and their concern is the connector cables?

Sorry, but why the hell wouldn’t they be happy? They have iPads. Teachers want them because they are incredible educational tools. Do you really think teachers are going to complain about a few connector cables? 1 Someone needs to explain to him the right cable comes with the iPad when you buy it. Do you really think teachers are going to complain when they have iPads to begin with? They don’t care what generation the iPad is. 2 They just want tools that can make a difference. And what a difference an iPad can make in so many fields, especially the sciences and mathematics.

viaiPads in education | Andrew Nacin.

Il cavetto nuovo è un problema? Ha ragione Andrew nacin, siamo al ridicolo.

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Pronti, partenza… Iscrizioni Online al Via! ‹ PioneroPionero

Si ricorda alle famiglie interessate all’iscrizione on line che la procedura rimarrà aperta fino al 28 febbraio 2013 e che è possibile operare 24 ore su 24, tutti i giorni, compresi il sabato e la domenica.

Si sottolinea che la data di presentazione della domanda di iscrizione on line non rappresenta requisito di priorità nell’accoglimento della stessa da parte della scuola.

via Pronti, partenza… Iscrizioni Online al Via! ‹ PioneroPionero.

Non è una gara a chi arriva primo, avete tutto il tempo che volete.

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Oltre la carta: come integrare le tecnologie della conoscenza nella scuola

Bardi D., Castelli C., Cusconà S., Mora P., Morosini E., Rotta M., Testa S. & Testoni C. (a cura di) (2011), Oltre la carta: in aula con gli iPad e gli eBook Reader. Strategie, strumenti, appunti e riflessioni per una sperimentazione sull’uso integrato di mobile device e contenuti digitali personalizzati nella scuola secondaria superiore: il caso del Liceo “F.Lussana” di Bergamo. Con il contributo di Giuseppe Colosio, Cesare Quarenghi, Annamaria Romagnolo e gli studenti della 4L. Milano, Nova Multimedia Editore.

ISBN: 978-88-96549-00-1

Esce il primo volume degli atti sulla sperimentazione attuata al Liceo Lussana di Bergamo durante lo scorso anno scolastico: tutta l’attività didattica di una classe di 17 ragazzi (una quarta) è stata condotta dai docenti utilizzando esclusivamente dispositivi iPad o eReader e contenuti digitali, senza adottare libri di testo e praticando strategie didattiche basate sull’approccio problemico e centrate sulle competenze. Il libro descrive lo scenario e le variabili da considerare per attuare questo tipo di integrazione e presenta l’apparato di monitoraggio e valutazione elaborato per l’occasione, analizzando e commentando i dati raccolti. Sul sito dell’editore è al momento disponibile (gratuitamente) la Parte I del volume. La sperimentazione proseguirà anche quest’anno, mentre nello stesso Liceo diverse classi prime sono state avviate tenendo conto dei risultati emersi e in modo da poter impostare concretamente un ambiente di apprendimento basato su dispositivi mobili, integrazione tra tecnologie, contenuti digitali rielaborabili, principi di continuità e ubiquità e opzioni orientate alla personalizzazione del processo educativo.

Per vedere il sommario del libro fai clic qui

Sono visibili le prime 54 pagine fai clic qui

Tutti coloro che intendono collaborare con il Liceo Lussana per svolgere una didattica innovativa, anche utilizzando tecnologie diverse dall’iPad, possono compilare la convenzione qui allegata e far richiesta gratuita dell’ebook e dell’accesso al sito Sperimentando.

Se volete partecipare alla discussione registratevi sulla piattaforma Impara Digitale (è gratuito).

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Impara Digitale

Impara digitale nasce dalla mente di Dianora Bardi, un’insegnante che da tempo sperimenta l’insegnamento con strumenti digitali nelle sue classi. Insegna Italiano e Latino al Liceo Lussana di Bergamo. Insieme ad altri insegnanti da anni studia l’applicazione delle nuove tecnologie alla didattica.

via Impara Digitale.

Un progetto molto interessante al quale siete tutti invitati a partecipare con i vostri contributi, suggerimenti ed esperienze.

Iscrivetevi alla piattaforma e cominciate a collaborare :)

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Pubblica Amministrazione

Analisi assolutamente di parte e quindi assolutamente opinabile eseguita dal tenutario di questo blog.

Da sempre sento parlare di riforma della pubblica amministrazione e da sempre sento lamentarsi dei servizi che la pubblica amministrazione offre ai cittadini.

Il problema nasce da molto lontano e si è acuito negli ultimi 20/30 anni.

CI sono due visioni contrapposte e assolutamente non compatibili della questione (NON problema, QUESTIONE).

I “mitici anni ’60” quelli del boom economico e demografico tanto per intenderci, hanno portato il paese nel consumismo e nella ricchezza ma, non tutto il paese e non con metodi omogenei.

La questione meridionale si sviluppa e nascono gli interventi a pioggia, la cassa del mezzogiorno e tante altre iniziative,mai però organiche.

La crisi petrolifera degli anni ’70 porta in dote al paese il problema degli esuberi nelle grandi aziende del nord che nascendo in un paese dove l’economia non è mai stata libera ma sempre in mano a poche famiglie non permetteva il riciclo in nuove aziende.

E’ proprio negli anni ’60 e soprattutto nei ’70 che la pubblica amministrazione diventa, grazie alla connivenza o meglio grazie al patto scellerato tra politica, sindacato ed industria, non un ma l’ammortizzatore sociale per eccellenza.

Si sposta quindi la centralità della pubblica ammistrazione che non è più dare un servizio ai cittadini bensì creare posti di lavoro in sostituzione di quelli che non nascono e in sostituzione dei sussidi di disoccupazione.

Nella scuola la centralità non sono gli studenti e la loro preparazione bensì i posti di lavoro.

Ora è facile dire cambiamo tutto rimettiamo il cittadino utente al centro, rimettiamo lo studente e la sua preparazione al centro ma, come la mettiamo con l’ammortizzatore sociale?

Esiste un humus imprenditoriale che permetta di creare i posti di lavoro necessari per far vivere dignitosamente le famiglie che non troverebbero più spazio nell’ammortizatore sociale chiamato pubblica amministrazione?

Lo so che poi sosterrete che sono anche dei bacini elettorali importanti e quindi c’è anche il disinteresse comune a tutti i politici a mettersi contro tanti elettori ma, in questa mia analisi poco importa chi viene votato e chi no.

In questo contesto nel frattempo i fautori del patto scellerato cominciano a sentirne il peso economico, aiutati dalle varie crisi internazionali che si sono succedute e aiutati in tal senso anche dai patti di stabilità della comunità europea.

Tutti i governi, destra , sinistra ci provano.

Il tanto vituperato Prodi ci ha provato, però nel momento in cui ha visto che parte della sua coalizione lo avrebbe ucciso(cosa poi successa) ha preferito suicidarsi(aumentando le tasse) piuttosto che farsi uccidere.

Il problema sul quale chi ci governa (governo e opposizione) dovrebbe riflettere è proprio questo, come fare a portare al centro l’utente cittadino e lo studente, riducendo l’impatto sociale della trasformazione della pubblica amministrazione da ammortizzare sociale a servizio per i cittadini?

Dei politici seri, concordando ovviamente sulla scelta altrimenti è tempo perso, metterebbero a punto un piano bipartisan a 5/10 anni per traghettare coloro che verranno espulsi verso un esistenza dignitosa migliorando nel frattempo il servizio al cittadino.

So bene che è molto facile prendersela con gli statali e dargli dei fannulloni perchè producono poco o perchè sono assenteisti ma, vorrei vedere voi andare in ufficio e trovare altre 5 persone per il vostro posto di lavoro e non aver nulla da fare per un intera giornata, qualsiasi sociologo o psicologo potrà tranquillamente spiegarvi il senso di frustrazione che una situazione del genere può provocare.

No lorsignori il problema non sono i dipendenti pubblici il problema, in ordine di importanza sono:

  1. CGIL
  2. Sinistra Antagonista
  3. Partiti comunisti vari
  4. Destra (storace & C)
  5. Altri sindacati
  6. Ala sinistra del PD
  7. Ala destra del PDL
  8. Imprenditori
  9. PD e PDL

Per concludere fino a che PD e PDL non avranno un idea comune, che sia quella di mantenere la pubblica amministrazione come ammortizzatore sociale o quella di portare alla centralità il cittadino utente non si otterrà mai nulla di buono  e duraturo.

P.S.:Per quanto riguarda la qualità della scuola, per i potenti,di destra o di sinistra, non è un problema loro i soldi per mandare a studiare i figli in scuole private prestigiose in Italia o all’Estero li hanno.

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Umorismo o satira?

La Cgil è pronta alla “sfida riformatrice” per la scuola e precisa che non è il sindacato che protegge i fannulloni. “Non siamo quelli che proteggono i fannulloni – ha detto il segretario generale Guglielmo Epifani, intervenendo dal palco di piazza del Popolo – qui non ci sono fannulloni. Nella scuola non si sono mai visti”.

[via a conservative mind]

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