Quando è stato lanciato codice internet ho preferito non registrarmi perchè mi sono creato dei (pre)giudizi sul progetto non condividendo il format mentre ritenevo interessante l’idea sottesa.
Leggendo come era stato impostato mi ero creato l’idea che il format non potesse in nessun modo “portare internet alle persone“.
Non mi scandalizzava,anzi mi piaceva, la forte presenza degli sponsor, più soldi ci sono più cose si possono fare.
Ero profondamente convinto che così come era organizzato fosse una serie di eventi legati fortemente al web ed in particolare alla blogosfera e quindi non in grado di attrarre i suoi potenziali “clienti” e cioè che di internet sa nulla.
Però dato che la prima parte era tutta a Milano e con la scusa di salutare vecchi amici e di ascoltare relatori interessanti ovviamente ci ho messo il naso ed anche tutto l‘imponente corpo.
Ho partecipato ad una delle giornate al teatro dell’arte (dove da bimbo andavo a vedere le marionette dei fratelli Colla) e alla giornata conclusiva all’ottagono di Milano.
Gli incontri erano veramente interessanti e l’organizzazione ottima e mi spiace non aver avuto il tempo di partecipare anche a tutti gli altri appuntamenti perchè erano spesso di ottimo livello.
Il problema sta però tutto nel capoverso precedente, erano splendidi ed interessanti ma, lo erano per me che la rete la vivo sin dagli albori sin dalle BBS e se erano interessanti per me come potevano esserlo per chi vede Internet con sospetto e paura come qualcosa di fumoso,lontano, abitato dai pedofili (cit.
), luogo oscuro di sesso e prostituzione (leggi Vespa & C.),luogo dove scaricare gratis film e musica, luogo per lo più per ragazzini e ragazzine brufolose?
Nessun appeal per chi abita fuori dalla blogopalla e probabilmente nella maggior parte dei casi anche per chi abita nelle vicinanze (utenze internet).
Il problema è proprio questo come attirare chi internet non lo vive?
Il grande pregio di Codice Internet è stato il suo parziale fallimento, e di questo bisogna dare atto a Monty, alla sua intraprendenza e al suo coraggio.
Perchè un fallimento è un grande pregio?
Molto semplice, nessuno prima di lui aveva provato a fare qualcosa del genere, quindi ogni discorso inclusi i miei (pre)giudizi erano e rimanevano teorie campate per aria.
Ora c’è una strada segnata, sappiamo che internet interessa ma, che è molto difficile avvicinare gli interessati, sappiamo che è inutile gestire un iniziativa del genere tramite blogolandia perchè si iscrivono in migliaia, giocano al social network, partono con le gare a chi ha più amici ma, come al solito, NON FANNO UN CAZZO.
In tutto questo è mancata la blogosfera perchè come al solito tutti hanno preferito giocare a fare i fighetti ma nessuno si è sbattuto per portare avanti il “verbo” il che significa fare proselitismo fuori dalla blogopalla, andando a parlare con gli amici, con i colleghi di lavoro, in parrocchia, al CRAL insomma nel mondo reale.
Se i bloggers avessero fatto questo il teatro dell’arte e l’ottagono sarebbero sempre stati pieni, probabilmente gli argomenti trattati non sarebbero stati tutti interessanti per dei “niubbi” ma avrebbero aiutato a creare la scintilla.
Ecco cosa manca veramente, il desiderio di collaborare attivamente in un progetto e qui è mancato moltissimo Monty che ha creduto di poter fare tutto da solo e non ha spinto forte nella direzione della collaborazione fidandosi dei suoi mezzi e della sua organizzazione.

Blog Dedaddato
Sono molto fiducioso perchè l’interesse è elevato, come dimostrato dagli Internet Saloon di cui parla spesso Roberto Dadda che in pochi anni hanno portato in rete più di 40.000 persone, e sono convinto che grazie alla strada aperta da Monty si potrà costruire parecchio se sapremo tutti imparare dai nostri errori.
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