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Posts Tagged ‘ organizzazione ’

Intervista a John Sculley

Riccarco Mori si è armato di santa pazienza e ha tradotto in italiano questa bellissima intervista a John Sculley, ex CEO di Apple e di Pepsi Cola.

Eccovi alcuni passaggi interessanti:

Steve aveva questa prospettiva che partiva sempre dall’esperienza dell’utente, e che il design industriale fosse una parte incredibilmente importante di tale esperienza.

Quel che rende la metodologia di Steve diversa da quella di tutti gli altri è che lui ha sempre ritenuto che le decisioni più importanti non riguardano le cose che fai, ma quelle che decidi di non fare. Steve è un minimalista.

Assolutamente. L’esperienza utente deve permeare l’intero sistema end-to-end, che si tratti di desktop publishing o di iTunes. Fa tutto parte del sistema end-to-end. Anche la produzione. La catena produttiva. Il marketing. I negozi.

Le racconto un aneddoto: un mio amico doveva recarsi a una riunione in Apple e in Microsoft nello stesso giorno — è un fatto accaduto lo scorso anno, quindi di recente. Si è presentato alla prima riunione in Apple (è rivenditore Apple) e quando sono arrivati i designer tutti smisero di parlare perché i designer sono le persone più rispettate all’interno dell’azienda. Tutti sanno che i designer parlano per Steve perché devono rendere conto a lui del loro operato. Solo in Apple il dipartimento del design fa rapporto direttamente al CEO.

Più tardi quel giorno il mio amico si presentò alla riunione in Microsoft: parlavano tutti. Poi inizia la riunione e non si vede nemmeno l’ombra di un designer. Solo i tecnici erano presenti, tutti presi a buttar giù idee su questioni di design. È una strada che conduce al disastro.

Microsoft assume alcune delle persone più brillanti in circolazione. Microsoft è nota per il periodo di prova tremendamente impegnativo a cui sottopone i potenziali soggetti da assumere. Non è questione di essere brillanti o di avere talento. È che il design, in Apple, si trova al punto più alto di tutta l’organizzazione, e se ne occupa Steve in persona. In altre aziende il design si trova in tutt’altro posto, sepolto da qualche parte sotto una montagna di burocrazia… Nelle burocrazie molte persone hanno l’autorità di dire no, ma non l’autorità di dire sì. E ci si ritrova con prodotti che presentano dei compromessi. Questo ci riporta alla filosofia di Steve secondo cui le decisioni più importanti riguardano le cose che decidi di non fare, non quel che decidi di fare. Ritorna ancora una volta il pensiero minimalista.

Gli Apple store sono sempre pieni di gente. Lei può andare al Sony Center — quello che si trova al Moscone Center di San Francisco. Non c’è nessuno. O al Nokia store, ce n’è uno a New York sulla 57ma Strada. Non c’è nessuno.

Steve negli anni Ottanta stava risolvendo problemi che 15-20 anni dopo si sono rivelati essere esattamente i problemi giusti da affrontare.

Sono assolutamente convinto che se Steve non fosse tornato quando tornò — se avessero aspettato altri sei mesi — Apple sarebbe diventata storia. Sarebbe scomparsa, sarebbe scomparsa del tutto.

Ci definivano un’agenzia di pubblicità integrata verticalmente ed era un brutto colpo basso. Gli ingegneri non potevano pensare a un insulto peggiore per definire una compagnia se non dire che si trattasse di un’agenzia di pubblicità integrata verticalmente. Beh, sa che le dico? Oggi le aziende sono tutte così. È questo il modello. La catena produttiva viene gestita altrove.

Qui di seguito i link alla traduzione completa:

Prima parte

Seconda parte

Terza parte

Grazie mille, Riccardo, dell’ottimo lavoro.

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Post interpretativo del PDL

Mi riallacio a questi tre post di Mario Adinolfi, che condivido al 100%.

Il decreto interpretativo non dovrebbe far arrabbiare gli elettori del centro sx perchè è solo la dimostrazione di quanto scrivo da anni su questo blog e cioè che il PDL è destinato allo sfascio.

Il PDL è Berlusconicentrico e nonostante l’ingresso di un partito organizzato old style come AN, non è stato in grado di creare una vera organizzazione territoriale, bloccato da una parte dal verticismo di Berlusconi che vuole sempre decidere tutto, vedi per esempio la messa in lista nel listino della sua igienista dentale, e dall’altra bloccato dalle guerre di potere tra gli ex colonnelli di AN.

Il PDL è un partito romanocentrico (ribadisco per i soliti idioti che romanocentrico significa semplicemente che ruota intorno ai centri di potere che si trovano di fatto a Roma, se i centri di potere fossero a Viggiù scriverei Viggiùcentrico), completamente slegato dal territorio, basato solo sul culto della personalità di Berlusconi e dalle invidie più o meno nascoste di Gianfranco Fini.

E’ chiaramente allo sbando e l’errore che sta facendo ancora ora il centro sx, è quello di essere caduto nella trappolona e cioè indignarsi e protestare; se avesse proposto Bersani il decreto interpretativo avrebbe fatto molto meglio dimostrando l’incapacità del PDL e il grande rispetto del PD per gli elettori, invece ora è di nuovo guerra di religione e le guerre di religione, contro Berlusconi, si perdono ed è un dato di fatto.

Formigoni in Lombardia aveva un vantaggio di 25 punti percentuali ed è quindi difficile che possa perdere però un segnale forte gli elettori del centro dx possono darlo votando Lega e non PDL mentre nel Lazio possono invece votare la Bonino, punendo il comportamente ridicolo e da incompetenti dimostrato dai vertici del PDL.

P.S.: Ho lo strano sospetto che il PD stia facendo di tutto per non governare.

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MaterCamp2009 e i classici difetti dell’Italietta

MateraCamp09

MateraCamp09

Ci sono due amabilissime ladies, Clarita e Catepol, che con l’entusiasmo a loro tipico, organizzano nuovamente il MateraCamp.

Organizzare un evento è cosa lunga e faticosa e farci arrivare gente, soprattutto a Matera, lo è ancor di più.

Orbene queste due screanzate hanno la colpa di riuscire a farlo bene e udite bene la Clarita riesce a fare buzz anche sui media tradizionali e lo fa notare anche in rete.

Questa è una grave colpa perchè nella cattolicissima e maschilista italietta queste cose non sanno da fare o se si fanno si fanno in silenzio.

Screanzate a tal punto che un tal Francesco, autore di un gruppetto su feisbuk, rimpiange l’organizzazione del MateraCamp 2007.

Naturalmente tal Francesco si guarda molto ma molto ma molto bene di organizzare da lui stesso medesimo il MateraCamp dei suoi sogni ( o incubi) perchè fare è cosa da pochi, criticare è cosa da tutti.

Il pessimo risultato sarà che Clarita e Catepol organizzeranno il MateraCamp, che ci andrà un sacco di gente (vorrà dire che cercherò di esserci anch’io per sfregio) e che il tal Francesco tornerà nel suo anonimato battendo i piedini per terra, digrignando i dentini da latte e bofonchiando, era più bello nel 2007 tietietie, e naturalmente perseverando nel non fare nulla tipico comportamento dell’ italiota medio.

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WordCamp 2009

Da pochi giorni è partita (speriamo che ritorni :-) ) l’organizzazione per il WordCamp 2009.

  • Il Luogo : Milano
  • La data : 22 e 23 Maggio 2009

SI avete letto bene 22 e 23 maggio 2009, quest’anno si farà su due giorni!!!!

La Location non è ancora stabilita.

Sicura anche per questa edizione la presenza di Matt Mullenweg!!!

C’è una novità abbastanza importante nell’organizzazione, useremo per tutto solo il sito del WordCamp, http://www.wordcamp.it quindi per seguire tutte le fasi organizzative potrete abbonarvi al feed del wordcamp.

L’iscrizione sarà messa in funzione tra breve sempre sullo stesso sito, è ora in fase di test un plugin che gestirà le iscrizioni e gli speech.

Rimane naturalmente attivo l’account twitter e i gruppi su LinkedIn e FaceBook.

Per chi vuole essere parte attiva nell’organizzazione c’è sempre il gruppo su google.

Vi aspettiamo numerosi.

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Codice Internet

Quando è stato lanciato codice internet ho preferito non registrarmi perchè mi sono creato dei (pre)giudizi sul progetto non condividendo il format mentre ritenevo interessante l’idea sottesa.

Leggendo come era stato impostato mi ero creato l’idea che il format non potesse in nessun modo “portare internet alle persone“.

Non mi scandalizzava,anzi mi piaceva, la forte presenza degli sponsor, più soldi ci sono più cose si possono fare.

Ero profondamente convinto che così come era organizzato fosse una serie di eventi legati fortemente al web ed in particolare alla blogosfera e quindi non in grado di attrarre i suoi potenziali “clienti” e cioè che di internet sa nulla.

Però dato che la prima parte era tutta a Milano e con la scusa di salutare vecchi amici e di ascoltare relatori interessanti ovviamente ci ho messo il naso ed anche tutto l‘imponente corpo.

Ho partecipato ad una delle giornate al teatro dell’arte (dove da bimbo andavo a vedere le marionette dei fratelli Colla) e alla giornata conclusiva all’ottagono di Milano.

Gli incontri erano veramente interessanti e l’organizzazione ottima e mi spiace non aver avuto il tempo di partecipare anche a tutti gli altri appuntamenti perchè erano spesso di ottimo livello.

Il problema sta però tutto nel capoverso precedente, erano splendidi ed interessanti ma, lo erano per me che la rete la vivo sin dagli albori sin dalle BBS e se erano interessanti per me come potevano esserlo per chi vede Internet con sospetto e paura come qualcosa di fumoso,lontano, abitato dai pedofili (cit. :-) ), luogo oscuro di sesso e prostituzione (leggi Vespa & C.),luogo dove scaricare gratis film e musica, luogo per lo più per ragazzini e ragazzine brufolose?

Nessun appeal per chi abita fuori dalla blogopalla e probabilmente nella maggior parte dei casi anche per chi abita nelle vicinanze (utenze internet).

Il problema è proprio questo come attirare chi internet non lo vive?

Il grande pregio di Codice Internet è stato il suo parziale fallimento, e di questo bisogna dare atto a Monty, alla sua intraprendenza e al suo coraggio.

Perchè un fallimento è un grande pregio?

Molto semplice, nessuno prima di lui aveva provato a fare qualcosa del genere, quindi ogni discorso inclusi i miei (pre)giudizi erano e rimanevano teorie campate per aria.

Ora c’è una strada segnata, sappiamo che internet interessa ma, che è molto difficile avvicinare gli interessati, sappiamo che è inutile gestire un iniziativa del genere tramite blogolandia perchè si iscrivono in migliaia, giocano al social network, partono con le gare a chi ha più amici ma, come al solito, NON FANNO UN CAZZO.

In tutto questo è mancata la blogosfera perchè come al solito tutti hanno preferito giocare a fare i fighetti ma nessuno si è sbattuto per portare avanti il “verbo” il che significa fare proselitismo fuori dalla blogopalla, andando a parlare con gli amici, con i colleghi di lavoro, in parrocchia, al CRAL insomma nel mondo reale.

Se i bloggers avessero fatto questo il teatro dell’arte e l’ottagono sarebbero sempre stati pieni, probabilmente gli argomenti trattati non sarebbero stati tutti interessanti per dei “niubbi” ma avrebbero aiutato a creare la scintilla.

Ecco cosa manca veramente, il desiderio di collaborare attivamente in un progetto e qui è mancato moltissimo Monty che ha creduto di poter fare tutto da solo e non ha spinto forte nella direzione della collaborazione fidandosi dei suoi mezzi e della sua organizzazione.

dedaddato

Blog Dedaddato

Sono molto fiducioso perchè l’interesse è elevato, come dimostrato dagli Internet Saloon di cui parla spesso Roberto Dadda che in pochi anni hanno portato in rete più di 40.000 persone, e sono convinto che grazie alla strada aperta da Monty si potrà costruire parecchio se sapremo tutti imparare dai nostri errori.

[alcuni post sempre sullo stesso tema interessanti ]

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Organizzare il WordCamp, dietro le quinte e i perchè di alcune scelte

Ora è finito tutto, sembrerebbe andato tutto bene soprattutto le scelte più diverse dal solito.

La mia idea di Barcamp e di conversazione dal basso è sempre stata bucolica e me la sono sempre immaginata sull’erba seduti in cerchio a parlare insieme.

  • Quindi il primo problema da risolvere era la location all’aperto in mezzo ai prati.
  • Il secondo problema è che non si può essere sicuri del tempo in maggio a milano e quindi doveva esserci il backup coperto per evitare di fare conversazione dal basso fradici sotto la pioggia.
  • Poi c’era il problema buffet che sembrava dovesse essere conditio sine qua non per la corretta riuscita del WordCamp pena stuoli di barcampers infuriati e affamati.
  • Quarto i badge con nomi e cognomi.

Per i primi due problemi la soluzione ideale mi era sembrata propio l’Old Fashion che mi permetteva di agire all’interno in caso di pioggia.

Non essendo piovuto abbiamo potuto utilizzare al meglio il giardino dove abbiamo tenuto alcuni talk molto interessanti e dove la discussione è andata avanti.

Per un certo periodo ho anche pensato di non mettere il proiettore all’interno ma alla fine è prevalsa la ragione :-)

Il buffet, non avendo trovato sponsor per il cibo, sarebbe stato a carico dei barcampers che si sarebbero senza dubbio lamentati :-) quindi ho preferito evitarlo essendoci nel Parco Sempione a due passi molti bar e baracchini dove si poteva mangiare e bere senza problemi e senza svenarsi.

Per i badge è stata una mia iniziativa, l’amico Fullo mi avrebbe messo a disposizione il sw che loro usano per il PhpDay ma questo avrebbe fato si che una persona avrebbe dovuta stare fissa ad un computer con stampante per creare i Badge (tranne per quei pochi che se lo sarebbero stampato a casa :-) ) e alla fine è più bello e sociale andare da uno/a e chiedergli che è :-)

L’unico vero problema che qualcuno mi ha segnalato è la mancanza del microfono nello spazio esterno, in realtà il microfono e l’impianto ci sarebbe stato ma non potevamo usarlo perchè le casse erano proprio nel mezzo del cerchio dove c’era chi parlava e quindi sarebbe rimbombato tutto.

Non c’era alcun patrocinio comunale NON perchè non ce l’abbiamo concesso ma perchè NON l’abbiamo richiesto, in fin dei conti non sarebbe servito a nulla.

Sono anche molto contento perchè i livelli dei talk erano tutti molto tecnici, vi ricordo che saranno pubblicati su wordcamp.it tutti quelli che ci sono su slideshare.

La mia opinione è che un barcamp debba essere minimalista e debba avere a disposizione lo spazio necessario per discutere e socializzare e il posto migliore per farlo è all’aperto (però bisogna essere fortunati con il tempo :-) )

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