- 8 marzo 2009
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Posts Tagged ‘ italia ’
- 25 febbraio 2009
- Il Wolly pensiero
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Io sono fortunato perchè ho un Blog, perchè ho un account twitter e un account FriendFeed.
La fortuna non è nel possesso di qualcosa ma nel poter attingere a quanto centinaia di persone condividono quotidianamente.
Nella vita reale non è possibile confrontarsi quotidianamente con così tante persone contemporaneamente con un effetto domino assolutamente irresistibile e non pianificabile.
La cosa più bella ed interessante è che posso seguire anche persone che mi stanno sul cazzo, che non mi piacciono e che comunque riescono a farmi comprendere posizioni assolutamente estranee al mio pensiero e al mio modo di vivere e che mi aiutano a crescere e a capire meglio il perchè di certe dinamiche socio culturali che proliferano in certi ambienti extra parlamentari.
Mi riesce più facile comprendere l’ignoranza, l’incapacità di un ragionamento critico, l’odio viscerale di taluni nei confronti di altri, insomma mi aiutano a comprendere le situazioni.
Adoro friendfeed e twitter perchè sono molto ma molto meglio della televisione, la maggior parte delle persone che abitano queste terre sono persone splendide, che provengono da tutto lo stivale, da quasi tutte le classi sociali, ed ognuno di loro più volte al giorno contribuisce ad aumentare la mia ricchezza culturale e sociale grazie a quello che scrivono a quello che condividono, mi aiutano a ragionare, mi mostrano mille sfaccettature di ogni singola cosa, tutto viene dissezionato e stravolto, ho imparato più di marketing in 2 anni su twitter e friendfeed che in tutti i miei anni lavorativi in posizioni decisamente più elevate di un direttore marketing, ho scoperto ricette di cucine incredibili e gustose, ho riso come un matto a gag e battute simpatiche e intelligenti e voglio assolutamente continuare ad arricchirmi grazie a tutti voi e per questo mi sento veramente fortunato.
La cosa poi ancora più bella è che quando ci si incontra per una birra, una pizza o un barcamp ci si trova, ci si saluta e ci si parla come se ci si vedesse tutti i giorni, come se non si avesse mai fatto altro che vedersi e stare insieme, questo è un valore che spesso si tende a sottovalutare ed è un valore che chi è fuori disconosce.
Per concludere usate twitter e friendfeed se ancora non li usate e la maggior parte non lo usa se ci sono solo 8 mila account italiani su twitter più gente c’è e più potrò imparare ogni giorno.
Altro post in tema.
Tags: amiche, arte, barcamp, battute, bella, Blog, cazzo, cultura, disconosce, dissezionato, FriendFeed, gag, ignoranza, imparato, italia, italiani, marketing, pensiero, persona, pizza, ragionamento, ricchezza, ricchi, ricette, sesso, simpatiche, televisione, twitter- 17 febbraio 2009
- Il Wolly pensiero
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La sinistra continua a raccogliere sconfitte su sconfitte e persevera nel non capirne i motivi.
Soru è un pessimo politico, un leader che non è capace di fare il leader o meglio è convinto che per fare il leader l’unico sistema è quello di scimiottare Mussolini e cioè tutti d’accordo con me, zitti e muti.
Purtroppo per lui essere il Presidente della Regione non significa essere il Duce, colui che comanda a dispetto degli altri e di conseguenza si è preso il 2 di picche dai suoi stessi sostenitori. Un politico intelligente cosa avrebbe fatto? SI sarebbe incontrato con i suoi e avrebbe cercato di capire che anche gli altri hanno diritto di parlare ma, lui da pessimo Duce ha fatto il gran gesto (da pirla) si è dimesso lasciando di fatto nella melma tutta la sua coalizione. Governare non significa fare la prima donna ma, significa mediare cosa che il Duce Soru non sa fare, o lui comanda e tutti zitti oppure prende il pallone e se ne va.
Il suo partito ha poi sbagliato nel ricandidarlo, avrebbe dovuto scegliere un nuovo personaggio, meno fascista, e più disponibile al dialogo per poter ricominciare da capo ma, non lo ha fatto e i risultati sono davanti agli occhi di tutti.
Certo Soru piace ai radical-chic, è ricco, è il padrone dell’Unità, parla dei poveri come solo un ricco può fare, probabilmente il vero autore della frase: “Non c’è più pane? dategli delle brioches” è proprio Soru stesso, il re della lotta di classe, rapino i ricchi e poi la corte mi costringe a ridargli i soldi perchè li ho rubati sul serio,insomma il vero campione della sinistra odierna, quella che piace ai registi, ai cantanti, a quelli di friend feed, a quelli che quando parlano di Berlusconi lo chiamano “nano di merda”, “psico nano” e altri insulti ma, per fortuna questi non sono gli italiani sono solo una minoranza di sfigati radical chic che credono di avere un intelligenza superiore, cosa tra l’altro smentita dai fatti perchè le persone intelligenti sanno capire quando sbagliano e sanno correggere i loro errori/orrori.
Se la sinistra continuerà su questa strada e con queste facce l’alternanza rimarrà una chimera e un paese senza alternanza è l’Italia dal 1946 fino all’avvento di Berlusconi, un paese dove ininterrottamente ha governato un solo partito, la Democrazia Cristiana, e dopo il compromesso storico aiutata dal Partito Comunista Italiano.
L’alternanza è l’unica vera democrazia e mi auguro che la sinistra cominci a pensare ai casi suoi analizzando le proprie batoste e proponendo qualcosa di nuovo fregandosene dei radical-chic, dei friend feeddari, tornando sul territorio ad ascoltare la maggioranza silenziosa, quelli che vivono nella realtà e non nelle splendide utopie.
Tags: 2 di picche, alternanza, berlusconi, brioches, cantanti, democrazia, insulti, intelligenza, italia, italiani, la prima donna, lotta di classe, maggioranza, merda, mussolini, presidente, psico nano, radical chic, ricchi, risultati, sfigati, sinistra, Soru- 6 febbraio 2009
- Il Wolly pensiero
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Saluto dell’Ambasciatore Ronald Spogli
Villa Taverna, 5 febbraio 2009
Il mio rapporto con l’Italia è cominciato con la nascita in una famiglia Italo-Americana, è proseguito prima con gli studi qui e poi con l’esperienza da Ambasciatore. Non voglio che i miei contatti con l’Italia si interrompano solo perché il mio mandato è giunto al termine. Fin dal mio arrivo, ho sempre cercato di essere estremamente schietto nelle mie analisi sull’Italia, al punto tale che una volta un giornale mi ha definito «l’ambasciatore che porta pena». Coloro che mi conoscono bene, sanno però che nutro un profondo affetto per il vostro Paese. Ogni critica è sempre stata scandita nel massimo rispetto per la terra dei miei avi. È con questo approccio che oggi vorrei congedarmi, esponendovi alcune considerazioni sulle sfide che a mio parere attendono l’Italia.
Spero che gli italiani affrontino queste sfide con spirito unitario. Ci sono chiaramente, a mio avviso, obiettivi sui quali tutti gli italiani possono convergere e sui quali è possibile ottenere un consenso nazionale e un sostegno tra i partiti, i gruppi sociali, le diverse regioni e i governi che si succederanno negli anni.
Economia
L’ambasciata ha cercato di incoraggiare quei cambiamenti economici e quelle riforme necessarie per affrontare la bassa crescita economica dell’Italia. In questo momento l’attenzione globale è focalizzata sul declino della crescita dovuto alla crisi finanziaria. Ma anche prima di questa crisi l’Italia registrava ritmi di crescita di gran lunga inferiori rispetto a quelli dei suoi partner europei. Ciò aveva posto l’Italia in una condizione di relativo declino che aveva portato il Paese ad essere considerato da alcuni come “il malato d’Europa”. Ritengo che questo problema di fondo di una lenta crescita nel lungo periodo sia molto più serio della recessione in atto.
Perché l’economia italiana cresce così poco? Ci sono molte ragioni e sicuramente il fattore demografico svolge un ruolo importante. Ma penso che il cuore del problema risieda nelle politiche e nel clima economico. L’Italia si colloca ripetutamente molto in basso nelle classifiche internazionali sulle condizioni per fare business ed investire. Tutti conosciamo i problemi: una burocrazia pesante, un mercato del lavoro rigido, la criminalità organizzata, la corruzione, la lentezza della giustizia, la mancanza di meritocrazia e un sistema di istruzione che non risponde ai bisogni del ventunesimo secolo.
In questi anni mi sono chiesto come mai gli italiani non reagiscano nel vedere costantemente il proprio paese agli ultimi posti delle classifiche sulla competitività mondiale. L’Italia non può mantenere lo status di potenza economica se i suoi risultati rimangono così bassi. Non voglio certo dire che un paese debba dipendere ciecamente da queste analisi economiche, ma esiste uno stretto legame tra i dati positivi di queste valutazioni e le economie che vanno meglio. Gli italiani dovrebbero sollecitare i cambiamenti per far crescere il paese e soprattutto cercare di costruire un consenso intorno ad essi. Non avreste piacere nel vedere l’Italia risalire nelle classifiche internazionali e ottenere ogni anno risultati migliori? Non sarebbe una ragione di orgoglio per i rappresentanti di tutti i partiti, di tutti i gruppi sociali e di tutte le generazioni?
Ho cercato di incentrare gran parte del dialogo con gli Italiani sull’imprenditorialità. La nostra missione diplomatica ha avviato contatti con istituzioni, gruppi e singoli individui che intendevano sfruttare l’eccellenza italiana nei campi della ricerca, della tecnologia e del design come fonte per avviare nuove imprese e per sostenere la crescita economica.
Tre anni dopo sono felice di vedere che molti italiani stanno lavorando per rafforzare il legame tra la ricerca, i capitali e le imprese. Ed è particolarmente gratificante scoprire che così tanti giovani italiani si stanno avviando verso una carriera da imprenditori. I cambiamenti si realizzano, quando gli italiani li vogliono veramente e lavorano per ottenerli.
Energia
Gli effetti dell’alto prezzo del petrolio nello scorso anno sulle imprese e sui cittadini italiani e in particolare la recente interruzione delle forniture di gas russo in seguito alla controversia con l’Ucraina, dimostrano che la sicurezza energetica continua ad essere una sfida che l’Italia e i Paesi vicini devono affrontare.
L’Italia ha compiuto progressi nella diversificazione delle fonti energetiche. Lo scorso settembre ho partecipato all’inaugurazione del nuovo terminal per lo stoccaggio del gas naturale a Rovigo. La recente crisi del gas può rappresentare un’opportunità per l’Italia per dirigere i propri sforzi verso una strategia che garantisca una reale sicurezza energetica, attraverso la diversificazione delle fonti, dei fornitori e delle rotte. Vorrei esortare l’Italia ad adottare un piano di sicurezza energetica concreto e realistico che promuova la diversificazione attraverso un uso migliore delle risorse nazionali e un diverso mix di fornitori.
I progetti in materia energetica, in particolare le strutture nucleari, richiedono però tempi lunghi prima di essere completati. La sfida per gli italiani sarà quella di costruire il più ampio consenso possibile su questi progetti in modo tale che, visti i tempi lunghi e i naturali cambiamenti di amministrazioni che caratterizzano una democrazia, non ci sia la tentazione da parte dei governi che si succederanno di cancellare o cambiare radicalmente i progetti già avviati. L’Italia ha già visto troppe grandi opere rimaste incompiute e la priorità della sicurezza energetica è troppo importante per risentire dei capricci della politica. Gli italiani dovrebbero impegnarsi e sollecitare i governi a tracciare un percorso consensuale che porti ad una vera sicurezza energetica.
Proseguendo sulla strada finora intrapresa, l’Italia può centrare questo obiettivo.
Formazione
Infine, un tema fondamentale, l’istruzione. L’ho già accennato parlando di economia, ma permettetemi di aggiungere alcune considerazioni. Se c’è un settore in Italia in cui la relazione tra l’impegno e il suo riconoscimento è più debole, a me sembra che questo settore sia proprio l’istruzione superiore. Nei miei incontri con gli studenti ho percepito un profondo pessimismo sul futuro. Non sono sicuri che la laurea li aiuterà a trovare un buon lavoro e spesso ho avuto la sensazione che vedano il loro futuro non in Italia, ma altrove. Il vostro Paese può contare su giovani di grande talento. Perderli sarebbe un vero peccato.
Un fattore che limita l’occupazione in Italia è la mancanza di forti legami tra il mondo accademico e quello dell’impresa. Ci sono ovviamente delle pregevoli eccezioni: durante la mia visita a Torino, per esempio, sono rimasto favorevolmente colpito dal successo della partnership tra il Politecnico e il centro di ricerca della General Motors. Dovrebbero esserci più esperienze di questo tipo. Si tratta di un’area in cui gli Stati Uniti hanno maturato dei punti di forza dai quali potrebbe valere la pena prendere spunto. Distretti come la Silicon Valley o la Route 128 a Boston sono famosi per i loro centri di ricerca che danno vita a migliaia di nuove imprese, che a loro volta offrono opportunità di lavoro ai giovani laureati.
Durante il mio mandato ho concentrato il mio impegno su un nuovo programma di scambio che permettesse ai giovani italiani di vivere una vera immersione nella cultura d’impresa americana. Il programma lo abbiamo chiamato Fulbright-Best (Business Education and Student Training) e sono felice di aver riscontrato un grande sostegno da parte di importanti imprenditori italiani e di numerose regioni, come ad esempio la Toscana. Abbiamo lanciato il bando per la terza fase del programma, in cui manderemo oltre venti giovani nella Silicon Valley per tre mesi di studio sull’imprenditorialità e poi tre mesi di lavoro in un’azienda start-up.
Questo è stato il nostro contributo in questo campo. Ma cosa possono fare gli italiani per migliorare il loro sistema di istruzione? Vi esorto di nuovo a unirvi per raggiungere l’obiettivo di portare il sistema universitario italiano agli standard mondiali più alti. È una tragedia nazionale, direi imbarazzante, che non ci sia una sola università italiana nei primi posti delle classifiche internazionali. Perché, allora, non si scelgono tre università – una del Sud, una del Nord e una del Centro – e gli si concedono uno status speciale e incentivi mirati? Si tratterebbe di sviluppare un programma per portare in dieci anni queste università ai primi posti delle graduatorie mondiali. Non sarebbe questo un obiettivo sul quale gli italiani possano convergere? Non potrebbe essere sostenuto da tutti i partiti, in un vero esempio di consenso nazionale?
In conclusione, vorrei ringraziarvi di nuovo per il vostro lavoro e la vostra collaborazione in questi quarantuno mesi. Tornerò in Italia e sarò felice di rivedervi e di osservare i progressi compiuti dall’Italia nelle sfide che l’attendono.
[fonte : Ambasciata USA]
Tags: ambasciatore, classifiche, collaborazione, consenso, criminalità organizzata, cultura, democrazia, energia, Europa, europei, finanziaria, giustizia, imprenditori, italia, italiani, italiano, lavoro, nazionale, nord, obiettivi, politica, Politiche, problemi, regioni, ricerca, sicurezza, stato, studenti, sud, Tecnologia, ue, università- 3 febbraio 2009
- Il Wolly pensiero
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Uno sguardo da struzzo
Chi segue il mio blog sin dall’inizio sa che ho cominciato scrivendo di golf, una delle mie passioni.
Dovete sapere che nonostante in Italia il golf sia uno sport di nicchia esistono delle community molto vivaci e attive da moltissimi anni e alcune di loro sono dei veri e propri social network da ben prima che il mondo scoprisse i moderni social network.
Tutti questi social network rappresentano anche degli interessi commerciali in concorrenza uno con l’altro ma nonostante ciò esisteva una sorta di pax e vengono organizzate delle sfide tra i vari forum sul campo, dove si sono allacciate amicizie vere.
Purtroppo questa pax si è rotta perchè una delle collaboratrice di nextgolf ha pubblicamente accusato il titolare di golfacademy, Andrea Zanardelli, di essere un bugiardo, di offrire convenzioni inesistenti e di utilizzare indebitamente l’endorsement del responsabile della nazionale Pro.
Purtroppo il boss di Nextgolf, Marco Foi aka Neroman, invece di smorzare la polemica ha pensato bene di dare fuoco alle polveri aggiungendo benzina sul fuoco.
Dopo pochissimo tempo però le accuse sono scomparse grazie a conferma del responsabile della Nazionale Pro e con un endorsement eccezionale al brevetto di Andrea Zanardelli da parte di Edoardo Molinari.
A quel punto il tutto si è placato senza però delle vere scuse, dove si affermasse che le notizie pubblicate erano false, lasciando il dubbio che il tutto sia stato insabbiato.
Lo so che voi direte che è normale, che la rete come sostengo da sempre è solamente lo specchio del mondo in cui viviamo, però io sono rimasto sbalordito dal vedere cosa si riesce a fare per screditare un concorrente sia su internet che nel proprio lavoro di Maestro di Golf.
Rimango ancora più stupito nel vedere che molti la pensano come me ma, fino a che non sono uscito allo scoperto, sembra ci fosse un tacito accordo per non parlarne.
Sorvolo su tale Susan che, non avendo argomenti, adombra dei mie interessi personali, peccato che non molto tempo fa scrivevo un elogio di Nextgolf e di Marco Foi per la loro bellissima iniziativa del torneo europeo tra forum di golfisti e peccato che nutra stima e amicizia nei confronti di Barbara, però la cultura del sospetto è talmente radicata nelle mentalità italica che non mi stupisco affatto.
Il problema è che questo tipo di atteggiamenti porterà prima o poi il legislatore a limitare la libertà di espressione su internet perchè non è possibile permettere di scrivere certe cose senza averne le prove “provate”, fidandosi di pettegolezzi chissà da chi riportati e mi convince sempre di più che la figura del community manager è troppo importante per essere lasciata in mano a persone troppo poco accorte e probabilmente troppo umorali.
Non vorrei proprio che il ripetersi di episodi così brutti possano portare ad una limitazione della nostra libertà d’espressione.
P.S.: Il golf è lo sport più bello del mondo ed è fatto per persone oneste visto i suoi particolari regolamenti e credo sia questo il motivo per il quale in Italia faccia fatica a prendere piede.
Tags: amici, balordi, barbara, Blog, concorrenza, cultura, cultura del sospetto, edoardo molinari, endorsement, Golf, golfisti, Internet, italia, libertà di espressione, marco foi, nextgolf, nicchia, polemica, scuse, social network, specchio del mondo, sport, webalcioccolato- 28 gennaio 2009
- Il Wolly pensiero
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Il centrodestra ha da poco vinto le elezioni (un annetto più o meno) con il suo centroavanti di sfondamento, Silvio Berlusconi.
Non è però cambiato molto da quando è nato Forza Italia se non che il Silvio ha imparato a fare politica. Il problema però veramente enorme è che non si vede all’orizzonte un ricambio, qualcuno che possa tenere unito il centrodestra e nel contempo avere il carisma e l’appeal per poter vincere le elezioni.
A differenza dei “radical chic elitari™” non ritengo cretini gli elettori quando non votano quello che voto io e anzi mi auspico che possa finalmente nascere anche Italia un bipartitismo reale e funzionante nella logica dell’alternanza anche se egoisticamente preferisco che vincano sempre i miei.
Non sono assolutamente sicuro che alle prosssime elezioni politiche i miei possano rivincere perchè manca un Leader nuovo, più (molto più) giovane che sappia comunicare e che soprattutto non divida così duramente gli elettori tra chi lo ama e tra chi lo vorrebbe vedere morto( non metaforicamente).
Il centrodestra è si radicato localmente (soprattutto grazie alla Lega) ma, pagherà lo stesso scotto pagato dal centrosinistra alle ultime elezioni perchè alla fine il grosso del partito, PDL, è e rimane romanocentrico e per evitare stupide battute, romanocentrico significa legato prevalentemente alla vita di corte che solo accidentalmente si svolge a Roma, se le istituzioni avessero sede a trento sarebbe trentocentrico.
Non esiste un leader in pectore amato da tutti (quelli del centrodestra) non esiste nessuno che abbia idee innovative che venga alla luce e che venga supportato dagli apparati di partito, continuano a governare i “colonnelli” grazie alla loro rete di amicizie intessute negli anni e non si vedono facce nuove. Questa è una responsabilità enorme del Silvio Berlusconi che sta commettendo i classici errori dell’Imprenditore di prima generazione, errori che però compie in politica non certo nelle sue aziende dove da anni il ricambio generazionale al vertice è stato programmato e realizzato step by step per permettere la continuazione del suo gruppo.
Caro Silvio, perchè non cominci a pensare seriamente al ricambio generazionale ora che ci sono ancor 4 anni davanti invece di continuare a vederti come unico salvatore della Patria?
Stai commettendo gli stessi errori del centrosinistra, i loro sono più gravi perchè pur avendo perso non hanno ancora capito il messaggio degli elettori, e se non te ne accorgi al più presto andrà tutto a gambe all’aria con una rapidità tale che quando te ne accorgerai sarà troppo tardi.
So benissimo che non ti curi dei nuovi media e dei nuovi strumenti di comunicazione convinto come sei che la TV sarà sempre l’unico mezzo e sbagli quando dai retta ai tuoi consiglieri che ti dicono che alla fine la blogosfera è composta da 4 gatti di sinistra esagitati e arrabbiati, hanno ragione al momento ma, la rete evolve ad una velocità tale che neanche ti immagini e in un futuro non troppo lontano, anche da noi, il saper comunicare in rete sarà più importante che il saper comunicare in TV e questo è il motivo per il quale devi svecchiare i tuoi collaboratori, devi cominciare a trovare chi sa comunicare e devi trovare volti nuovi che possano trovare consenso nella tua base elettorale.
E’ un compito difficile ma non puoi essere contento di aver creato il vuoto dietro di te, di non avere un delfino vero e di non avere dei veri nomi da presentare come Leader.
Se il PDL morirà, come credo se non si cambia strada, sarà il tuo più grande insuccesso, e sarà quello che alla fine la storia commenterà parlando di te e dei tuoi governi, ha governato tanti anni ma non ha saputo dare un governo al Paese.
Siediti nella sedia in fondo dell’ultima sezione, mettiti un tappo in bocca così che riuscirarai a resistere alla voglia di ascoltare la tua voce e ascolta, ascolta gli altri, in silenzio, con attenzione, la tua intelligenza saprà discriminare tra le stronzate e le cose serie, e quando troverai quelle 3/4 persone giuste, intelligenti, con karisma e competenza politica prendile al volo e proteggile, insegna loro come si sopravvive in politica ai falchi e agli “amici”, preparali a mostrarsi al momento giusto, forti non solo delle loro idee, delle loro intuizioni e del loro karisma ma, anche consapevoli della loro forza politica pronti a scontrarsi e a vincere contro gli “amici” e poi sarà il popolo a decidere se saranno loro a governare.
Ecco se riuscirai a fare tutto questo la storia non ti ricorderà solo per le gaffe, gli insulti ricevuti o per i tuoi successi imprenditoriali e politici ma ti ricorderà per qualcosa di molto più importante, l’aver saputo accettare i tuoi limiti e per aver dato un futuro ad una delle due principali forze politiche in Italia.
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- Il Wolly pensiero, Utili
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Una domanda che spesso viene posta è – Cosa devo fare per aprire una startup? – e questo post vuole raccogliere alcuni suggerimenti dettati dall’esperienza e non vuole essere assolutamente esaustivo. Non parlerò di questioni burocratiche perchè potete trovare le informazioni direttamente in Camera di Commercio o pressi i Punti nuova Impresa disponibili sul territorio.
Aprire una startup è un esperienza incredibilmente bella ma, se non si prendono adeguate precauzioni potrebbe trasformarsi nella vostra peggiore esperienza.
Ed ecco i suggerimenti:
- Ricordatevi che state aprendo un attività in Italia e non scordatevelo mai. L’Italia è uno dei peggiori paesi nel mondo dove fare Impresa, avrete una delle più alte tassazioni sul reddito d’Impresa al mondo, pagherete l’energia dal 30% al 100% in più rispetto ai vostri concorrenti stranieri, vi scontrerete con una delle peggiori P.A. al mondo e troverete difficoltà enormi a dialogare con i vari uffici con i quali dovrete avere a che fare, se non vivete al Nord vi troverete anche con infrastrutture assolutamenti assenti o quasi ( e nel Nord non pensate di vivere nel paese del bengodi), nel momento stesso che avrete la vostra agognata partita iva per tutti diventerete evasori,ladri, bastardi, e tutti gli insulti che siete soliti ora rivolgere a chi ha una partita iva.
- Lo so che conoscete a memoria la storia di Steve Jobs e della Apple ma, quello è successo negli USA, voi vivete in Italia e quindi se state lavorando in cantina o nel garage di casa e lasciate aperta la porta sappiate che nessuno entrerà con in mano una barca di euri per finanziare la crescita della vostra società, mentre invece entreranno di sicuro la GDF, l’ufficio delle entrate, il messo comunale, i fornitori e se appena appena guadagnate qualcosa parenti che manco conoscete. Il sistema bancario Italiano è uno dei peggiori al mondo per chi vuole fare impresa è un sistema basato sul do ut des e cioè ti finanziano se sei in grado di mettere a garanzia immobili, titoli, mamma e papà e qualsiasi cosa di valore, le banche italiane NON finanziano progetti a meno che tu non ti chiami Agnelli e non gli presenti un progetto da 100 milioni di euro ma, se è il tuo caso non stai senza dubbio leggendo questo post. Le banche non danno soldi a chi non li ha e tanto meno su un progetto e se qualcuno vi dice il contrario (vi chiederà dei soldi per questo) accettate l’offerta solo se pagherete a risultato raggiunto e solo se pagherà a Voi l’importo della consulenza in caso di risposta negativa alla vostra richiesta, vi accorgerte subito che chi assicurava di farvi avere il finanziamento senza problemi scomparirà come di incanto.
- Ora abbiamo contestualizzato la vostra Startup e quindi parliamo della vostra idea. Come tutti quelli che hanno idee (me incluso) sarai convinto che la tua è l’idea più geniale del mondo. Non offenderti non lo metto in discussione sei tu che devi mettere in discussione la tua idea, devi informarti, guardare se esiste qualcosa del genere in giro, procurati i bilanci degli enventuali competitors (ti serviranno per analizzare i risultati e capire come tu puoi fare meglio), ricontrollare e poi quando sei sicuro al 100% della tua idea passa al prossimo punto. (un caro amico mi ha raccontato di alcuni progetti che gli sono stati sottoposti tanto per dire c’è chi si è presentato reinventando il Browser Internet, questo per farti riflettere sulla bontà della tua eventuale idea).
- La tua idea è buona è il momento di cominciare a dare i numeri. Per prima cosa sai cos’è un conto economico? uno stato patrimoniale? un rendiconto finanziario? un Business Plan? un Budget? Se non lo sai è il momento che ti iscrivi ad uno dei tanti corsi che ti spiegano cosa sono, non delegare mai agli altri questi aspetti prchè poi ti troverai legato mani e piedi a consulenti e/o dipendenti che potrebbero fregarti o distruggerti. La tua idea deve trasfromarsi in un Business Plan dove dovrai capire se la tua Startup stà in piedi e cioè se in un lasso di tempo ragionevole comincia a produrre utili, mi raccomando UTILI non FATTURATO, non hai idea di quante persone si fanno belli di fatturati stratosferici e poi perdono quattrini in quantità. Stare in piedi significa che hai abbastanza quattrini per fare in modo che la tua Startup possa vivere fino a che non produce utili e quindi diventa auto sufficiente.Il Business Plan deve essere realizzato molto bene perchè insieme al budget che ne conseguirà sarà la tua Bibbia. Il vostro Business Plan DEVE essere realizzato per voi e per nessun’altro quindi deve essere realistico perchè da li dovrete creare il budget.
- Il budget sarà il vostro compagno di strada, dormirete con lui e sforare il budget dovrà diventare il vostro incubo peggiore. Ricordatevi che i vostri capitali iniziali non sono infiniti e li avrete commisurati al vostro Business Plan e il vostro Budget sarà il vostro strumento di controllo e di verifica. Non dovrete spaventarvi se per caso le entrate saranno inferiori alle aspettative o se le spese maggiori, il budget vi servirà proprio per affrontare queste evenienze in tempo prima che diventino un disastro e prima che finiate tutti i vostri quattrini.
- La vostra azienda sta crescendo e cominciate ad aver bisogno di collaboratori è giunto quindi il momento di scegliere il miglior contratto di lavoro e di studiare per benino tutte le implicazioni delle vostre scelte. Cercate di assumere personale di qualità, costa di più ma vi offre molto di più, addestrate i collaboratori, gli investimenti in formazione saranno i migliori investimenti che farete.
- Finalmente cominciate ad incassare dopo aver solo speso, questo è il momento in assoluto peggiore per voi se non avete predisposto il vostro rendiconto finanziario. I soldi che trovate nel vostro “cassetto” non sono vostri, quindi aspettate a comprarvi il Cayenne Turbo, mettete da parte i soldi che vi servono a pagare i dipendenti, i fornitori e le tasse, e solo quella piccola parte che rimane è vostra, se vi basta a comprarvi un panino al giorno siete già stati bravi per essere all’inizio. Questa dovrà diventare la vostra regola ferrea, che si aggiunge a quelle di seguire il Business Plan, adorare il vostro budget e seguire con attenzione il vostro rendiconto finanziario.
- Se siete arrivati fino a qui vuol dire che la vostra Startup è diventata un azienda a tutti gli effetti e che state cominciando a guadagnare quindi vi faccio i miei più sentiti complimenti, bravi abbiamo bisogno di persone intraprendenti come voi.
Sono solo 8 i punti ma spero che vi possano aiutare.
Vi lascio una splendida e nota citazione di Luigi Einaudi 2° Presidente della Repubblica Italiana:
Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. È la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di guadagno. Il gusto, l’orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno. Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie ed investono tutti i loro capitali per ritirare spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi.
Questo è il mio curriculum vitae :
- 23 gennaio 2009
- Tecnologia, Vari, Wordpress
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Da alcuni giorni è online il Planet di WordPress-it.
Il Planet è un aggregatore di post, realizzato con il plugin FeedWordPress, è un blog dove vengono ripubblicati articoli che riguardano WordPress, scritti in Italiano, da altri blog.
Il Planet di WordPress-it NON aggrega blog a casaccio, aggrega solamente i blog che desiderano essere aggregati e non saranno mai aggregati blog senza autorizzazione dell’autore.
Se desiderate essere aggregati contattatemi tramite il form contatti del mio blog e vaglieremo il vostro blog e i vostri post che parlano di wordpress se li riterremo idonei al progetto sarete aggregati. Se non sarete aggregati non è per un giudizio di merito sulla qualità del vostro blog, semplicemente i vostri post non sono in linea con il nostro progetto.
Questo è l’elenco dei blog al momento aggregati:
- .:: Maurizio Pelizzone ::.
- Andrea Beggi
- Davide Salerno
- Geekissimo
- gidibao’s CafeWordPress
- JuliusDesign
- Napolux
- PensierInEccesso
- Studio404 Web Agency
- Suzupearl
- Technoburger
- Ubuntu block notes
- Undolog
- Wolly
- WordPress Mania
- 21 gennaio 2009
- Il Wolly pensiero
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C’è una cosa che mi piace sempre degli USA e delle loro incoronazioni, il fatto che sono incoronazioni.
Una cosa che proprio non mi è mai piaciuta del sistema di governo dell’Italia è il fatto che abbiamo 2 presidenti (Repubblica e Governo) ed entrambi sono eletti dal Parlamento.
Per me sarebbe un sogno avere un unico Presidente e soprattutto ELETTO direttamente dal POPOLO SOVRANO.
Il Sogno continua con il giuramento (incoronazione) di fronte al POPOLO SOVRANO.
Ecco questa è proprio una cosa che invidio alla democrazia USA.
Tags: democrazia, governo, incoronazione, italia, obama, parlamento, popolo sovrano, PRESIDENT, presidente, repubblica, USA- 19 gennaio 2009
- Brevissime
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