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Venice Sessions – Love in the digital age

Si inizia con la riduzione teatrale dal romanzo di

Daniel Glattauer, LE HO MAI RACCONTATO DEL VENTO DEL NORD

Regia di
Daniele Abbado
Protagonista
Giovanna Bozzolo
Musiche
Maurizio Martusciello
Video
Enzo Varriale

Daniele Abbado
Regista e direttore artistico, ha studiato presso la scuola del Piccolo Teatro di Milano ed è laureato in
Filosofia presso l’Università di Pavia.
Fino dall’inizio del suo percorso professionale si è interessato all’approfondimento e allo sviluppo delle
relazioni tra i diversi linguaggi e tecniche del teatro, includendo l’utilizzo di tecnologie multimediali nelle
sue produzioni che spaziano dal teatro musicale all’opera lirica alla regia video, al teatro di ricerca. Da
allora collabora con i maggiori Teatri e Festival in Italia e in Europa. Nel 2005 ha ricevuto il Premio
Abbiati per l’allestimento de “Il prigioniero” di Dalla Piccola prodotto dal Maggio Musicale di Firenze. Dal
2003 è direttore artistico della Fondazione I Teatri di Reggio Emilia.

Giovanna Bozzolo
Nasce a Milano dove studia teatro alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi e consegue la laurea in
Architettura al Politecnico.
Debutta con Franco Parenti nell’Orestea di Eschilo e successivamente lavora con Daniele Abbado,
Gianfranco De Bosio, Walter Le Moli, Massimo Navone, Andrée Shammah, Cristina Pezzoli, Carlo Quartucci,
Maurizio Scaparro, Bob Wilson. Svolge un lavoro quinquennale su Mito e Tragedia greca con Dario Del
Corno e Eva Cantarella. Si occupa di pedagogia teatrale in diverse scuole di teatro. Nel 2004 realizza con
Daniele Abbado 4:48 Psychosis di Sarah Kane. Dall’incontro con D. Walcott nasce il progetto The Odyssey,
spettacolo musicale e multilinguistico con attori italiani, caraibici e spagnoli.
Per il cinema, con la regia di Roberto Faenza, partecipa a Alla luce del sole e a I Viceré.

Maurizio Martusciello
Musicista, compositore, performer, sound artist, produttore. Lavora essenzialmente su sensazioni ritmiche,
dinamiche, temporali, tattili e cinetiche, utilizzando indifferentemente sia il canale sonoro che quello visivo.
Oltre 20 anni di esperienza, inizia la sua attività professionale a Roma negli anni ’90, e fonda gruppi di
musica d’avanguardia e di sperimentazione. www.martux-m.com.

Enzo Varriale
Il suo lavoro si esprime nella creazione di performance audiovisive, Live set e prodotti di Visual Design, che
esplorino i margini di fusione tra il dominio acustico e quello visivo. Partendo dalle informazioni grezze,
estratte da domìni caotici e complessi (l’attività cerebrale umana, il World Wide Web, il flusso televisivo
quotidiano), opera uno spostamento della struttura del dato, creandone delle rappresentazioni in chiave
audiovisiva.
Per scelta, i suoi lavori non si associano ad una tecnica particolare, volta per volta favoriscono l’ibrido e la
fusione delle forme espressive: dalle tecniche classiche tipiche del video-making lineare e del VJing alle
recenti tecniche di sintesi diretta generativa.
Attualmente collabora con Maurizio Martusciello (aka Martux_M) per la creazione di opere audiovisive e
performance cross-mediali.
Poi si continua con la conferneza:

SPEAKERS

Paolo Barberis

È Presidente di Dada, la web company concepita nel 1992 e fondata come società con alcuni
compagni di università nel 1995, che ha favorito lo sviluppo della Rete in Italia accompagnando
gli utenti alla scoperta di Internet. Negli anni, ha offerto loro modi nuovi di vivere ed interpretare
la Rete, tutti orientati a farne un luogo di presenza e aggregazione naturale. Nel 1999 crea
superEva (www.superEva.it), il luogo “mitico” della Rete italiana intuendo, da pioniere, le enormi
potenzialità della rete intesa come community.
Ancora oggi alla guida di Dada, timona un gruppo che costruisce pezzi di rete giorno per giorno.
Per il grande pubblico Dada progetta innovazione con prodotti e servizi dedicati alla Digital
Music, alle Applicazioni Mobile, ai Mobile Services e alle Social Community. Per aziende e clienti
professionali attraverso la business unit Dada.pro, Dada si posizione tra le realtà di maggior
successo e crescita in Europa nel settore dei Domini, Hosting professionale, Server virtuali e
dedicati, e soluzioni avanzate di Advertising online.

Giuliano Castigliego

Si è laureato in medicina e specializzato in psichiatria (con una tesi sulla “schizofrenia nella
letteratura moderna”) a Brescia, nella cui Clinica psichiatrica universitaria ha lavorato. Trasferitosi
in Svizzera, ha prestato servizio in cliniche psichiatriche e servizi ambulatoriali. Dal 2001 svolge
attività di psichiatra e psicoterapeuta ad indirizzo analitico nel proprio studio a Coira (CH).
Ha conseguito una formazione analitica ed è membro dell’Accademia psicoanalitica della Svizzera
italiana. Ha conseguito una formazione balintiana ed è membro della società Balint svizzera.
È formatore e supervisore di medici assistenti e conduttore di gruppi Balint.
I suoi interessi clinici sono tra l’altro le psicosi schizofreniche, le dipendenze ed i disturbi
somatoformi da dolore cronico. I suoi interessi teorici si indirizzano verso l’integrazione di scienze
umane e naturali sui temi della mente (nell’ambito dell’associazione uma.na.mente).
Originario della bassa bresciana, risiede a Coira, è sposato con una psicoterapeuta svizzera, ha un
figlio dodicenne, ed un cane di incerte origini bulgare.

Luca Chittaro

Professore di Interazione Uomo-Macchina all’Università di Udine. Nel 1998 ha fondato il
laboratorio di ricerca HCI Lab, di cui è direttore, che opera a livello internazionale in progetti
sia di ricerca pura che industriale, in particolare sui temi dell’interazione con dispositivi e servizi
mobili, di realtà virtuale e serious game, di visualizzazione delle informazioni e comunicazione
mediata dal computer. È autore di oltre 150 pubblicazioni su riviste scientifiche e atti di congressi
internazionali.

Monica Fabris

Laureata in Filosofia all’Università Statale di Milano, nel 1996 ha conseguito un dottorato di
ricerca in Filosofia Morale all’Università di Vienna e nel 1998 una specializzazione in Psicologia
all’Università di Milano. Dal 1992 è diventata responsabile dell’area qualitativa di GPF. Dal 1998
al 2007 è stata membro del board direttivo e Responsabile area di ricerche sul Brand (Brand care
System) della società. Nel 2007 è diventata Presidente di GPF che di recente è entrata a far parte
del gruppo Reti. Esperta di Psicologia dinamica applicata alla metodologia della ricerca sociale,
ha collaborato con la cattedra di Teoria e Tecniche della pubblicità allo IULM e tenuto seminari
all’Università Statale di Milano sul marketing e l’innovazione.

Maurizio Ferraris

Filosofo, dirige il Centro Interuniversitario di Ontologia Teorica e Applicata (CTAO) presso
l’Università di Torino. È stato direttore di programma al Collège International de Philosophie
di Parigi, Visiting Professor in numerose università (Colorado Springs, Monterrey, Ginevra,
Montpellier, Lipsia…) e, a più riprese, borsista della Alexander von Humboldt-Stiftung (Bonn).
Collabora al supplemento culturale de Il Sole 24 Ore e a Il Manifesto. Dirige la Rivista di Estetica.
Ha scritto una trentina di libri, tra cui la Storia dell’ermeneutica, giunta alla quinta edizione e
tradotta in inglese e in spagnolo, Estetica razionale, che ha rilanciato il dibattito sull’estetica come
teoria della percezione. Tra i più recenti: Experimentelle Ästhetik (2001), Il mondo esterno (2001),
Ontologia (2003), Introduzione a Derrida (2003), Dove sei? Ontologia del Telefonino (2005), Storia
dell’ontologia (2008).

Daniel Grippi

Daniel Grippi è un imprenditore ventunenne di Long Island, New York che si è appena laureato
in scienze informatiche alla New York University (NYU). Insieme ad altri tre studenti della NYU, è
cofondatore nel giugno del 2010 di Diaspora, una rete sociale a fonti aperte con un’attenzione per
la privacy e assoggettata al controllo personale.
Nel settembre del 2010, Diaspora ha divulgato al mondo il codice di derivazione della rete:
la risposta è stata ottima, e si pensa a lanciare presso gli utenti la versione alfa del software
Diaspora. Su Diaspora hanno scritto recentemente The New York Times e New York Magazine,
oltre che nei blog di Wired, TechCrunch, Mashable, Gizmodo and altre pubblicazioni in tutto il
mondo.
Attualmente, Daniel si dedica a tempo pieno a Diaspora con i tre cofondatori, presso la sede della
Pivotal Labs a San Francisco.

John Naughton

Professore di Public Understanding of Technology alla Open University. È Fellow del Wolfson
College, Cambridge e Academic Adviser all’Arcadia Project alla Cambridge University Library, che
esplora il ruolo delle biblioteche accademiche nell’era digitale. È anche Fellow della Royal Society
of Arts. È columnist al “London Observer” dal 1987 dove attualmente commenta il mondo di
internet. È stato critico televisivo per nove anni e ha vinto l’UK Critic of the Year Award per tre
volte durante questo periodo.
È il co-founder del Cambridge Visual Networks (www.camvine.com), una società tecnologica che
ha sviluppato un sistema innovativo per processare informazioni digitali.
È stato membro del gruppo di lavoro che ha disegnato l’Adelphi Charter on Creativity, Innovation
and Intellectual Property.
A Brief History of the Future, il suo best-seller sullo sviluppo e significato di internet, è pubblicato
in UK dall’editore Phoenix e negli USA da Overlook Press. Il suo nuovo libro, The Knowledge: Seven
things (plus or minus two) that you really need to know about the Internet, uscirà il prossimo anno
da Quercus.

Esther Perel

Riconosciuta come una delle voci più originali e più incisive del mondo in tema di coppie e
sessualità, Esther Perel è autrice del best-seller internazionale Mating in Captivity: Reconciling the
Erotic and the Domestic (titolo europeo: Intelligenza erotica ). Ha vinto il premio librario del 2009
book per la Society for Sex Therapy and Research.
Questo nuovo approccio audace e provocatoria sulla vita intima e sul sesso è diventato un
successo mondiale, tradotto in 24 lingue.

Parla correntemente nove lingue, ed e nota come istruttore, docente e conduttrice di seminari
in tutto il mondo per la sua preparazione in campo di terapia di coppia, di matrimonio misto
culturale e religioso, di cultura e di sessualità. Esther esercita la psicoterapia a New York, al servizio
di una clientela internazionale.
I suoi commenti appaiono spesso nei media, ed è citata dalla stampa in tutto il mondo. E’ apparsa
in numerosi programmi televisivi tra cui l’Oprah Winfrey Show, The Today Show, CBS This
Morning, TV Globo’s Fantastico in Brasile, e il programma australiano di Andrew Denton, Enough
Rope. Le sue interviste sono apparse su testate importanti, tra cui: The Washington Post, The
New Yorker, Vogue, Le Monde, Ha’aretz, Stern, La Republica, The Guardian, The Observer e The
Sydney Morning Herald. È autrice di una rubrica molto seguita della rivista Oh La La, pubblicata
dal giornale argentino. Formata dal docente leggendario Salvador Minuchin, e dopo aver lavorato
sotto la sua direzione, Esther collabora con l’Unità per gli studi famigliari, Dipartimento di
Psichiatria, presso il New York University Medical Center, nonché presso l’International Trauma
Studies Program. È membro della American Family Therapy Academy e della Society for Sex
Therapy and Research.

Naturalmente come tutte le altre edizioni, sarà possibile seguire tutta la giornata in streaming.

Perchè Venice Sessions?

Telecom Italia e Nòva24 – Il Sole 24 ore, con il contributo dei curatori Luca De Biase e Giuliano da Empoli, sono partiti da qui, dalle conseguenze, per chiedersi: come si può narrare il futuro?

È tramontata l’era delle certezze alimentate dai professionisti delle previsioni, i cosiddetti futurologi. Resta, però, l’esigenza di comprendere gli scenari mutevoli e complessi generati dalla globalizzazione: è una sfida che l’Italia non può rimandare per cogliere le opportunità di cambiamenti epocali.

Invitati da Telecom Italia e da Nòva 24, tecnologi e umanisti si incontrano a Venezia nel convento di San Salvador, sede del Future Centre di Telecom Italia.

Narratori e imprenditori, filosofi e scienziati, artisti e giornalisti: sono menti sorprendenti che si confrontano in eventi ogni volta diversi capaci di stimolare la creatività. Insieme esprimono un’intelligenza collettiva curiosa, fertile, imprevedibile. Che esplora il futuro interrogandosi sulle esigenze del Paese: il racconto di esperienze, visioni e progetti diventa, infatti, un metodo di ricerca in grado di unire culture differenti in un percorso condiviso.

Gli argomenti toccati dagli speaker, poi, vengono rielaborati in mappe concettuali che il pubblico può commentare sul web e sui Social Network. Arricchendo, così, la narrazione di un futuro che appartiene a tutti.

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Star Trek di J.J. Abrams | Star Trek XI

Locandina del Film
Locandina del Film

Giudizio sul film: Questo doveva essere alla fine del post ma, visto che tutto questo post è un unico mega spoiler ho pensato che fosse meglio esprimere il mio giudizio all’inizio così che chi non vuole leggere il post può comunque farsi un idea. JJ Abrams è stato molto bravo nel girare un film che non ha particolari legami con la continuity del vecchio star trek e quindi è adatto a qualsiasi pubblico sia a quello dei vecchi trekker come me, che si troveranno dei bellissimi regali da parte di JJ all’interno del film sia dai nuovi adepti che non hanno mai visto nulla di Star Trek. Abrams è riuscito, secondo me, a dare nuova linfa vitale ad un Brand storico di fantascienza aprendo la strada ad una nuova “lunga vita e prosperità” per Star Trek. Consigliatissma la visione del film.

AVVISO AI NAVIGANTI: Il post che segue sarà pieno di spoiler e cioè oltre alle mie considerazioni troverete in parte svelata la trama del film Star Trek, di J.J. Abrams quindi vi suggerisco di non andare oltre se non avete ancora visto il film o se non volete rovinarvi la sorpresa.

Cominciamo con i dati tecnici di Star Trek XI:

Titolo originale: Star Trek
Anno: 2009
Durata: 126 min
Genere: fantascienza
Regia: J.J. Abrams
Soggetto: basato su Star Trek di Gene Roddenberry
Sceneggiatura: Alex Kurtzman, Roberto Orci
Produttore: J.J. Abrams, Damon Lindelof, Stratton Leopold
Produttore esecutivo: Alex Kurtzman, Roberto Orci, Bryan Burk, Jeffrey Chernov, Edward Milstein, Bill Todman Jr., Paul Schwake

Se seguite il mio blog sapete che sono un trekker1 di quelli convinti :-) e data la mia età sono un fan trekker della prima ora, uno di quelli noiosi,tignosi che cercano il pelo nell’uovo, uno di quelli che s’incazzano quando la continuity non viene rispettata, uno di quelli che odia Braga e le sue Bragate2.
Amo alla follia la TOS, la serie classica degli anni ’60, quella con i fondali in cartone colorato, trovo che la TNG sia un capolavoro, DS9 non mi è piaciuta molto eccetto le ultime 3 stagioni, forse perchè non mi piace l’idea di Star Trek statico su una base spaziale, VOY non mi ha mai veramente appassionato, e Enterprise non lo considero Star Trek ma la distruzione di quel poco che rimaneva di ST ad opera di Braga&Berman e delle loro Bragate. Dei X film di Star Trek ho apprezzato particolarmente Star Trek The Movie, Star Trek l’Ira di Khan, Star Trek Rotta verso la Terra e Generazioni e Primo Contatto, gli ultimi 2 film una schifezza più unica che rara.

In tutta onestà non pensavo che Star Trek avrebbe potuto avere un futuro, ormai credevo che fosse tutto esaurito e quando ho letto che avrebbero girato un nuovo film non mi sono fatto illusioni. In questo post spiego il mio stato d’animo e il mio approccio alla prima visione di Star Trek XI.

Finalmente è arrivato il gran giorno3 , ed insieme a Steve sono andato a vedere l’ultima fatica di J.J.Abrams.

PROLOGO:

Star Trek XI comincia su una nave stellare dove il primo ufficiale è il padre di James T. Kirk, sulla nave viaggia anche la madre di Kirk che è incinta e sta per partorire. Si apre un buco nero e appare una nave sconosciuta dal futuro, il padre di Kirk viene nominato capitano mentre il capitano  sale a bordo della nave, che nel frattempo si è scoperto essere Romulana, e li viene ucciso. Il padre di Kirk da l’ordine di abbandonare la nave e per un malfunzionamento del pilota automatico è costretto a rimanere a bordo per proteggere l’equipaggio in fuga e assiste via radio al parto della moglie e alla nascita di James T. Kirk, e a quel punto si schianta contro la nave romulana avendo però salvato tutto l’equipaggio nei suoi pochi minuti di comando.

Il mio primo pensiero è stato – “Cazzo no ancora realtà alternative” – Star Trek è stato distrutto definitivamente dalla premiata ditta B&B (di cui ho parlato prima) grazie anche all’enorme uso di realtà alternative e viaggi nel tempo, poi mi ricordo che JJ è un altro amante delle realtà alternative e continuo nella visione del film in silenzio.

INIZIO:

Una delle cose che non avrei gradito sarebbe stato un film tutto dedicato all’Accademia della Flotta Stellare e JJ sapendolo ha fatto un ottimo lavoro :-) Poche scene dei bambocci che di fatto sono solo dedicate a cominciare a delineare il carattere di James T. Kirk e cioè il solito malandrino, sciupafemmine e guascone :) insomma il Kirk che tutti abbiamo imparato ad amare :-) poche scene per non appesantire troppo il film, mischiate con alcune scene dell’infanzia di Spock su Vulcano dove fatica a gestire la doppia anima Umana/Vulcaniana, spesso deriso dai giovani vulcaniani fino alla sua scelta di arruolarsi nella StarFleet rinunciando al posto che si era guadagnato nell’Accademia delle Scienze Vulcaniane.

Molto simpatica la scena dove Kirk, stimolato dal Capitano Pike4, decide di arruolarsi e sulla navetta terrestre che porta all’accademia incontra il Dr.Leonard McCoy detto “Bones” che si presenta sin dall’inizio brontolone, terrorizzato dal volare e alla domanda di Kirk – Lo sai che questa navetta vola ? – Bones risponde – Si lo so ma ho appena divorziato e mia moglie si è presa tutta la terra – e qui comincia la grande amicizia tra Kirk e Bones.

Kobayashi Maru:

Si, avete letto benissimo: Kobayashi Maru.

Questa scena meriterebbe da sola un post a parte, appare nel secondo film di Star Trek, uno dei più belli in assoluto, L’Ira di Khan, dove viene chiesto a Kirk come ha fatto ad essere l’unico cadetto ad aver mai superato quel test e lui con il suo solito sorriso ironico e beffardo ha risposto che ha barato visto che non c’era alcuna possibilità di superare quel test.

Il test consiste nell’essere al comando di una nave spaziale impegnata in un operazione di soccorso mentre attaccano navi nemiche, romulane e klingon, senza la possibilità di vincere per poter verificare le reazioni dei cadetti in una situazione ad alto stress.

James T. Kirk ha già fatto due volte il test e non ha nessuna intenzione di perdere ancora. Inizia il test, Kirk appollaiato nel vero senso del termine sulla poltrona di comando sgranocchia una mela girandosi a destra e a manca mentre i membri dell’equipaggio cominciano ad informare che le navi nemiche hanno gli scudi alzati, le armi pronte, e aspettano ordini e guardano straniti a Kirk che continua con la sua mela mentre gli esaminatori da fuori non si capacitano del comportamente strano di Kirk.

Tutti gli schermi freezzano, e i membri dell’equipaggio insistono per avere ordini, si accorgono che le navi nemiche non hanno più gli scudi e allora Kirk scende dalla sua poltrona, sempre con la sua mela in mano e con tono scanzonato va dall’addetto alle armi e gli ordina di sparare i siluri, – mi raccomando uno solo per nave che non dobbiamo sprecare i siluri e poi salvate la nave in pericolo – si gira verso gli esanimatori e tutto contento se ne esce avendo superato il test della Kobayashi Maru, unico cadetto nella storia dell’accademia.

Grazie JJ per aver dato forma, ad una delle leggende più belle di tutto Star Trek esattamente come me lo sono sempre immaginato.

Mi rammarico di non essere in Cosplay e di non essere stato insieme ad un gruppo di trekker perchè qui la standing ovation e un centinaio di ole ci stavano benissimo.

L’IMBARCO:

Arriva una richiesta di soccorso da Vulcano e tutti vengono imbarcati sulle varie navi, tutti tranne Kirk che è sospeso per aver modificato il programma del Kobayashi Maru, accusato da Spock di aver barato ma, Bones con uno stratagemma lo fa imbarcare sull’Enterprise. Non ve la faccio lunga comunque Kirk capisce che è una trappola romulana e convince il capitano Spike che però non fa in tempo a salvare il pianeta Vulcano dalla distruzione causata dal capitano Nero dei romulani. I rapporti tra Kirk e Spock sono pessimi. Pike nomima comandante Spock e Primo Ufficiale Kirk. Spock e Uhura sono innamorati. Spike finisce prigioniero e Spock dopo l’ennesimo litigio con Kirk lo butta fuori dalla nave e lo spedisce su un pianeta ghiacciato.

FINALMENTE SI CAPISCE COSA SUCCEDE:

Sul pianeta ghiacciato Kirk incontra Spock vecchio, un grandissimo cameo di Leonard Nimoy storico sig. Spock, e scopre che lui e Spock sono grandissimi amici nella realtà alternativa, scopre che il padre non è morto nell’altra realtà e Spock spiega che tutto è successo a causa di una supernova che ha distrutto Romulus e Spock aveva cercato di salvare Romulus ma era arrivato troppo tardi perchè la supernova era arrivata prima a Romulus, anche se ha comunque salvato la galassia distruggendo la supernova. Il problema è che il capitano Nero dei romulani incolpa Spock di essere la causa della distruzione di Romulus e quindi ha catturato il vecchio Spock e l’ha lasciato li per vedere la distruzione di Vulcano. I due si dirigono verso un avanposto della federazione dove incontrano l’ing.Montgomery Scott detto “Scotty”. Spock vecchio spiega a Kirk che deve assolutamente prendere il comando al più presto dell’Enterprise e gli spiega come fare e nel frattempo dice a Scotty che nel futuro avrebbe scoperto l’equazione per fare un teletrasporto a velocità curvatura e praticamente senza limiti di distanza. Kirk e Scotty vengono teletrasportati sull’Enterprise che sta andando a velocità curvatura, Kirk riesce a prendere il comando dell’Enterprise (e anche qui ci stava ola e standing ovation), cambia rotta si nasconde tra gli anelli di saturno e poi insieme a Spock si fa teletrasportare sulla nave Romulana in orbita sulla terra e qui comincia la grande amicizia che legherà Kirk e Spock.

Naturalmente vinceranno e alla fine Kirk sarà premiato con una medaglia e riceverà ufficialmente dal ormai ammiraglio Pike il comando dell’Enterprise con l’equipaggio che abbiamo imparato ad amare.

JJ ha fatto un grandissimo lavoro, è riuscito a dare nuova vita ad un qualcosa che ormai era morto. Ha mantenuto i personaggi originali e li ha ulteriormente caratterizzati e lo ha fatto bene, ha insistito molto sulla dualità del personaggio Spock, umano e vulcaniano, ha regalato alcune perle ai vecchi fan senza però renderlo un film per vecchi trekker.

Spero di poter vedere al più presto un nuovo film.

P.s.: Concordo sul giudizio dato startrekblog sulla sala macchine, è l’unica cosa che proprio non mi è piaciuta.

  1. fan di Star Trek []
  2. colui che ha distrutto star trek []
  3. per me ovviamente []
  4. il primo comandante dell’Enterprise []
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Star Trek XI, un nuovo inizio?

Tra poco sarà nelle sale di tutto il mondo,Italia compresa, l’ultimo o forse il primo film di Star Trek.

Rivedremo James T. Kirk,il signor Spock, il Dr. McCoy e molti altri personaggi della TOS.

Il regista è J.J. Abrams, un professionista che non ha bisogno di presentazioni.

Il film racconta le vicende dei nostri giovani eroi tra la StarFleet Academy e le prime missioni.

Dato che la saga di Star trek ha perso molto appeal e spettatori negli ultimi anni, con esperimenti tragici come il film Nemesis o la serie Enterprise, questa volta andrò al cinema facendo tabula rasa della continuity temporale dell’universo Trekkiano, sono passati 40 anni dal primo episodio e probabilmente è ora di cambiare e, cambieranno alcune cose fondamentali che scriverò alla fine del post prima della parola Spoiler per chi non vorrà leggere in anticipo.

L’unica cosa che pretendo da questo film è l’essere assolutamente fedele ai sogni di Gene Roddenberry1 e cioè ad una civiltà dove la sete di successo e di guadagno a scapito degli altri non esiste più, dove le differenze di razza o di sesso non hanno alcun valore, dove esiste la Confederazione unità dei Pianeti e dove le persone aspirano al miglioramento personale e al benessere di tutti.

Se il film manterrà queste mie aspettattive non mi interessa per nulla quello che succederà.

SPOILER:

Il pianeta Vulcano esploderà, il sig. Spock si innamorerà rompendo così due capisaldi della continuity di Star Trek, il pianeta Vulcano appunto, e il dominio dei sentimenti da parte dei Vulcaniani.

  1. il creatore di Star Trek []
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