• 6 dicembre 2006
  • Posted By wolly

L’Inno d’Italia Repubblicana

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 l’inno di Mameli e molti altri vecchi canti assieme a quelli nuovi dei partigiani risuonarono per tutta Italia (anche al Nord, dove erano trasmessi dalla radio) dando coraggio agli italiani.
In questo periodo di transizione, sapendo che la monarchia sarebbe stata messa in discussione e che la Marcia Reale sarebbe stata perciò provocatoria, il governo adottò provvisoriamente come inno nazionale La leggenda del Piave.
Nel 1945, dopo la fine della guerra, a Londra Toscanini diresse l’esecuzione dell’Inno delle nazioni, composto da Verdi e comprendente anche l’inno di Mameli, che vide così riconosciuta l’importanza che gli spettava.
Il Consiglio dei ministri nel 14 ottobre 1946] acconsentì all’uso dell’inno di Mameli come inno nazionale, limitandosi così a non opporsi a quanto decretato dal popolo, anche se alcuni volevano confermare La leggenda del Piave, altri avrebbero preferito il Va’ pensiero (celebre aria dall’opera lirica Nabucco) di Giuseppe Verdi e altri ancora avrebbero voluto bandire un concorso per trovare un nuovo inno che sottolineasse la natura repubblicana della nuova Italia, ciò che del resto non era necessario, perché Mameli e il suo inno erano già accoratamente repubblicani (proprio per questo all’inizio erano stati banditi dal regno sabaudo).
La Costituzione sancì l’uso del tricolore come bandiera nazionale, ma non stabilì quale sarebbe stato l’inno (una banale dimenticanza?), e nemmeno il simbolo della Repubblica, che essendo fallito il primo concorso dell’ottobre 1946 fu scelto solo con il decreto legislativo del 5 maggio 1948 in seguito a un secondo concorso cui parteciparono 197 loghi di 96 artisti e specialisti, dei quali risultò vincitore Paolo Paschetto, col suo noto Emblema della Repubblica Italiana.

Nonostante l’opposizione di certuni, ”Fratelli d’Italia” non ha mai avuto veri rivali ed è sempre stato l’inno più amato, rappresentativo della nostra storia e commovente, perciò infine si è abbandonata ogni velleità di sostituirlo: il 17 novembre 2005 il Senato ha approvato un decreto legislativo che l’ha reso ufficiale da provvisorio che era

.Qualcuno amaramente commenta che in Italia non esiste niente di definitivo come le cose provvisorie, fissandone così anche testo e musica, per i quali vigeva in precedenza una certa anarchia.

Puoi leggere i testi ed ascoltare le esecuzioni :

Inno di Mameli

La Leggenda del Piave

Inno delle Nazioni

Va Pensiero

Marcia Reale 

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