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La mia nuova startup – AAA finanziatori cercasi

Finalmente posso annunciare Urbis et orbis il mio nuovo, fenomenale, progetto dato che sono uscito ora dall’ufficio brevetti con in tasca la registrazione UORDUAID.

Dato che sono un uomo generoso ho deciso di dare la possibilità a molti di diventare ricchi da fare schifo.

La startup si occupa di produrre e vendere un oggetto fondamentale che risolve un problema attualissimo.

Come tutti voi ben sapete in AMERIKA è partita un campagna di vaccinazione cippatura (inserimento di chip sottocutanei per il controllo delle persone) e presto, a nostra insaputa, verrà estesa al territorio italiano anche se in realtà c’è chi sostiene che sia già in atto.

La mia fantasmagorica invenzione permette di localizzare il CIP e di neutralizzarlo e permette di scoprire se le persone con le quali stiamo siano portatori sani di CIP o in termine tecnico siano dei CIPPATI.

L’oggeto andrà sul mercato con un prezzo di euro 250 + IVA, il costo di produzione in cina è di 1,18 € più le spese di spedizione.

Il mercato nel bel paese è molto interessante, ha uno zoccolo duro di circa 8,7 milioni di acquirenti e con una bella campagna pubblicitaria e qualche video virale può ancora migliorare.

Dopo aver saturato il mercato italiano ci dedicheremo anche ai mercati stranieri.

Ricapitolando:

8,7 milioni di clienti

circa 11 milioni (arrotondato in su) di costi di produzione

2.175 milioni di incassi solo con la prima infornata

potete tranquillamente calcolarvi da soli l’utile.

Orbene, vado ad aprire la SPA che si occuperà di tutto, la stessa avrà sede a Londra per ottimizzare i benefici fiscali e sarà successivamente quotata al NYSE.

Il capitale sociale sarà di 100 milioni di neuri, ogni azione avrà un valore nominale di euro 1.000.

Chi vuole investire mi mandi richiesta ufficiale e io manderò in risposta il mio IBAN.

E’ importante l’impegno di tutti nel diffondere questa iniziativa, non siate egoisti date anche ai vostri amici la possibilità di diventare ricchi!

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Obama studia il wi-fi “coast to coast” “Decisivo per istruzione e sviluppo”

Il governo degli Stati Uniti intende creare una rete wi-fi sull’intero territorio nazionale, al fine di consentire ad ogni cittadino o residente di avere accesso gratuito al web. La proposta è confezionata dalla “Federal Communications Commission” e mira a trasformare l’accesso ad Internet in un diritto garantito dallo Stato.

via Obama studia il wi-fi “coast to coast” “Decisivo per istruzione e sviluppo”.

Accesso ad internet diritto garantito dallo Stato.

Magari!!!!!!

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iOS rende ancora molto di più di Android – Melamorsicata blog su iPhone, iPad, iPod e Mac

Il problema è che gli utenti di Android non sono stati abituati ad una mentalità che comprende la remunerazione delle applicazioni, per tale motivo la piattaforma, anche se è in forte ascesa, non rende molto agli sviluppatori.

viaiOS rende ancora molto di più di Android – Melamorsicata blog su iPhone, iPad, iPod e Mac.

Questo giro di parole mi ha fatto cadere per terra dal ridere :)

Fino a che copiare le app sarà questione di pochi secondi, dubito che in molti vorranno buttare via il proprio tempo e il proprio lavoro.

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iPads in education | Andrew Nacin

So let me get this straight: They use their budget on iPads, and then find more money to later upgrade the devices, and their concern is the connector cables?

Sorry, but why the hell wouldn’t they be happy? They have iPads. Teachers want them because they are incredible educational tools. Do you really think teachers are going to complain about a few connector cables? 1 Someone needs to explain to him the right cable comes with the iPad when you buy it. Do you really think teachers are going to complain when they have iPads to begin with? They don’t care what generation the iPad is. 2 They just want tools that can make a difference. And what a difference an iPad can make in so many fields, especially the sciences and mathematics.

viaiPads in education | Andrew Nacin.

Il cavetto nuovo è un problema? Ha ragione Andrew nacin, siamo al ridicolo.

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Avete un problema sul WEB, ecco come affrontarlo!

Trello è un servizio fantastico per gestire progetti, è completamente gratuito e non sono previsti servizi premium, è perfetto per gestire progetti collaborativi.

Da ieri è down e ha dei problemi, non me ne sono preoccupato più di tanto, è gratis e mi sta benissimo avere qualche disservizio (questo in realtà è il primo).

Ricevo ora questa mail:

Hello Paolo Valenti aka Wolly,

New York City was hit hard by Hurricane Sandy last night, and Trello has been down as a result of the severe flooding in lower Manhattan. We’re very sorry for the outage.

Trello is back online at the moment, but we aren’t completely out of the woods yet. We’re running on generator power at the moment. Should the generators fail, we’re also investigating several alternative solutions.

We will continue to make progress updates on our company status blog (http://fogcreekstatus.typepad.com/) and Twitter account (https://twitter.com/fogcreekstatus).

Again, our sincerest apologies for the downtime. We assure you we’re doing everything we can to get Trello up and running as soon as possible.

–The Trello Team

Ecco questo è il modo corretto di affrontare il problema, prendetene not!

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Startup – era: oggi forse sarei un milionario

Questo post è la parte 3 di 7 nella serie Startup & affini

I miei 2 lettori lo sanno ma, magari il visitatore occasionale non è al corrente del fatto che dal 2007 faccio parte del team di WordPress italy e mi occupo del supporto gratuito sui nostri forum.

In questi anni mi hanno fatto molte proposte che io ho sempre declinato.

Una notte, si una notte, uno mi aggiunge su skype alle 23 e mi chiama, deve farmi una proposta alla quale non posso dire di no, svolterei la mia vita. Dopo avermi raccontato che in realtà lui fa parte di un pool di una decina di persone da tutto il mondo, mi spiega che hanno inventato un nuovo sistema per la musica online, l’unico loro concorrente online sarebbe spotify ma, non lo temono perché  loro hanno almeno 11 possibilità di business model diversi mentre spotify ne ha solo uno. Dopo tutto questo arriva il “ma virgola spazio” dobbiamo realizzare la piattaforma! Abbiamo pensato di dare a te questa enorme opportunità! – grazie – rispondo io – ma, non sono interessato – dall’altra parte sento un silenzio prolungato come se l’interlocutore non se lo aspettasse, non capisce e dopo un po’ mi domanda – perché no? –  io gli spiego che per lavorare produco piattaforme e normalmente per questo mi pagano, lui ancora non convinto insiste – ma, guarda che è un’occasione unica abbiamo millemila modelli business – – si lo so – rispondo io – ma, io devo per forza lavorare per vivere – lui, ancora incredulo, mi prende come se fossi un bambino di 5 anni e – noi abbiamo tutti i modelli di business del mondo, siamo certi che la nostra idea è fantastica, tu ci realizzi la piattaforma gratuitamente poi quando cominceremo a guadagnare tu incasserai qualcosa – io, consapevole del fatto che rinunciavo all’opportunità della mia vita, rispondo serafico – no, grazie, non mi interessa se vuoi posso farti un preventivo, mandami le specifiche e ti faccio una quotazione – – sento gli altri e poi ti mando le specifiche – non l’ho più sentito ne visto.

Questa era solamente la tredicesima opportunità che rifiutavo, oggi come minimo sarei milionario!

In ordine sparso, ho ricevuto 4 o 5 richieste per reailizzare Facebook, di queste solo una era veramente seria, infatti chi me lo ha chiesto ha specificato subito che voleva pagare e che aveva messo a budget una cifra sostanziosa, dai 500 ai 1.000 €, e nonostante il grosso budget me lo sono lasciato scappare.

Ho ricevuto un paio di richieste per creare progetti faraoinci e in uno di questo c’erano come soci amministratori di CCIAA, avvocati, notai e altri personaggioni e anche in questo caso dovevo realizzare piattafore, gestirle, hostarle in cambio di una piccola quota nella srl di gestione che però mi avrebbe fruttato un sacco di soldi!

Sono un cretino, ho rinunciato a milioni e milioni di guadagni!

Tutte le fantastiche proposto che ho ricevuto e che ricevo hanno tre cose in comune:

  1. l’idea geniale
  2. non vogliono investire neanche 1 euro
  3. guadagnerò quando anche loro guadagneranno

Ecco questa è il format di startup che gira per la maggiore da queste parti, io ho l’idea tu ci metti tempo lavoro e danari e se per qualche strano caso del destino qualcosa andrà bene, vedrai qualche euro nel caso contrario tu ci hai smenato e io invece no e continuo a fare quello che ho sempre fatto nell’attesa di una nuova idea geniale da proporti!

Potete leggere anche questo mio vecchio post oquest’altro.

PS: per i miei 2 lettori che saranno preoccupatissimi del fatto che io abbia rinunciato a tutti quei milioni, vi tranquillizzo subito, delle 13 proposte irrinunciabili nessuna ha mai visto la luce!

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The three biggest myths about women in tech | VentureBeat

The three biggest myths about women in tech

 

 

1° mito) Gli ambienti IT vivono di sola meritocrazia

2°mito) La preparazione tecnica e la produttività è ciò che conta; le diversità non sono importanti.

3°mito) La mancanza di donne e di persone di colore è un problema “del tubo” (se qualcuno mi aiuta a tradurre meglio pipeline lo ringrazio).

via The three biggest myths about women in tech | VentureBeat.

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I buoni programmatori | Daring Fireball: The Future of NetNewsWire: An Interview With Brent Simmons and Black Pixel’s Daniel Pasco

I’ve always thought of it this way: a good writer reads a lot of books. They see how other writers solve problems. They pay attention to what’s happening now as much as they pay attention to the classics. Good writers are readers first, but eagle-eyed, careful readers.

I think good developers are the same: they look at other apps. They “read” those apps, the problems they have and how they solve them. They notice trends, they notice new solutions, they notice when things work and when they don’t.

Chi parla è Brent Simmons

via Daring Fireball: The Future of NetNewsWire: An Interview With Brent Simmons and Black Pixel’s Daniel Pasco.

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PI: Pirateria? C’è di peggio

Per sopravvivere a questa fase di transizione, dice Lang, è indispensabile che gli studios diano agli utenti quello che gli utenti vogliono. In caso contrario gli appassionati di cinema e multimedia si prenderanno quello che vogliono senza tenere conto delle legittime esigenze di business dell’industria.

Qualcuno ci sta arrivando, meglio tardi che mai!

via PI: Pirateria? C’è di peggio.

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Hosting ottimizzato per WordPress

WordPressTrovare un hosting ottimizzato per WordPress, che dia ottime prestazioni, che non sia sovraccarico e che sfrutti tutte le capacità di WordPress è un’impresa.

Per siti particolarmente trafficati il problema lo risolviamo creando infrastrutture ad hoc ma, costano e comportano maggior lavoro di gestione.

Quindi abbiamo deciso di creare una infrastruttura iper ottimizzata per WordPress, basandoci sulla nostra esperienza, una piattaforma che garantirà dei tempi di fornitura delle pagine rapidissime, sempre e comunque, una piattaforma che non sarà sovraccaricata di siti, se si arriverà al limite delle prestazioni che noi vogliamo garantire non si accetteranno nuovi siti fino a che non avremo provveduto ad adeguare l’infrastruttura.

Quando? Presto

Quanto? Ve lo comunicheremo

Dove? http://wp…….com

Stay tuned

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