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[mi EXPOngo] Tra cardo e decumano, cronistoria senza filtri del mio primo giorno all’EXPO2015

Tra cardo e decumano
Cardo e decumano si incrociano

Tra cardo e decumano è la cronistoria del mio primo giorno all’EXPO2015, la prima di moltissime visite che farò nei prossimi sei mesi.

Questo articolo sarà lungo, quindi vi racconto, subito, come va a finire, se poi volete sapere il perché potete leggere tutto l’articolo.

EXPO2015 mi è piaciuto, molto, i padiglioni che ho visitato sono stati molto interessanti e consiglio a tutti di andarlo a visitare.

Quanto tempo ci vuole a visitare EXPO2015?

Questa è la domanda ricorrente, e la risposta è:

Molto tempo.

EXPO2015, che è tutto attorno al cardo e decumano, le due vie che si incrociano e sulle quali si affacciano i padiglioni, è su di un’area enorme.

I padiglioni da vedere sono molti, se si vogliono visitare per bene, con calma, non bastano tre giorni di camminate.

Se non potete organizzare più visite, pianificate per bene quello che volete vedere, perché lo spazio espositivo di EXPO2015 è veramente molto grande e dispersivo, e rischiate di perdervi le cose più belle.

La scarpa deve essere comoda, una buona scarpa da passeggio, evitate i tacchi. Ho visto molte donne con i tacchi, ne uscireste con piedi, caviglie e gambe a pezzi.

L’ingresso a EXPO2015

ingresso EXPO
L’ingresso ovest, dalla stazione ferroviaria

Sono arrivato in metropolitana, linea 1, la rossa; sono partito dalla fermata Buonarroti e ho atteso il treno per 5 minuti, dopo circa 20 minuti sono arrivato alla fermata Rho-Fiera-EXPO2015.

All’uscita della metropolitana ci sono immediatamente, di fronte, le biglietterie, e sono tante.

I tornelli di ingresso sono a fianco alle biglietterie e sono moltissimi.

La prima, brutta, sorpresa è che gli organizzatori hanno deciso di mettere gli accrediti e l’ingresso per gli invitati alla cerimonia di inaugurazione al primo tornello, il risultato è che c’era una montagna di gente che bloccava il passaggio per gli altri tornelli. Con la mia solita gentilezza e come un elefante in mezzo a una cristalleria, mi sono fatto largo nel muro umano.

Preparatevi, i controlli sono come quelli all’aeroporto, metal detector, contenitori di plastica per mettere i vostri oggetti, che passeranno sotto i raggiX.

Passati i controlli, passeranno al vaglio i biglietti o la tessera.

La seconda sorpresa, negativa, è che sul sito di EXPO2015 raccontano un sacco di palle:

Season_Pass___Expo_Milano_2015

Ho chiesto a quelli con il badge EXPO2015 dove fossero i varchi dedicati e la risposta più convincente è stata: boh.

Sulla qualità delle informazioni torneremo dopo, spoiler, la comunicazione è inesistente.

Appurato che non esistono varchi dedicati per i possessori di season pass, mi dirigo verso i varchi in fondo, che sono tutti con poche persone e in poco tempo sono dentro il recinto.

Preparatevi a una camminata di una ventina di minuti per percorrere tutto il ponte che porta dentro al sito di EXPO2015.

Ora comincia il giro.

Cardo e decumano

Cardo e decumano
Il decumano, dall’ingresso ovest

Tutto EXPO2015 si sviluppa su due direttrici, cardo e decumano.

Il decumano (in latino: decumanus) era una via che correva in senso estovest nelle città romane. (Wikipedia)

Il cardo (in latino: kardo) era una via che correva in senso nordsud nelle città romane.(Wikipedia)

Sul cardo si affacciano Palazzo Italia e tutte i padiglioni italiani, mentre sul decumano ci sono tutti gli altri paesi.

Ve l’ho detto prima, ci vuole molto tempo per visitare tutto l’EXPO2015, qui siamo arrivati all’inizio del decumano e siete già stanchi di leggere, prendete fiato, bevetevi un caffè, che tra poco si ricomincia.

Il mio primo giorno all’EXPO2015

Il mio programma per il mio primo giorno all’EXPO2015 era generico, l’unico vero obiettivo era vedere l’albero della vita, e il padiglione austriaco.

Il primo padiglione che ho visitato è stato il padiglione 26, quello del Brasile, dove ho visto delle cose simpatiche, potete rivedere il mio periscope.

Una costante dell’esposizione è l’acqua, c’è acqua in ogni dove.

Canale con fontanelle
Canale con fontanelle

Ho camminato a zonzo per un po’, ho incontrato amici e amiche e finalmente sono giunto a Piazza Italia, l’incrocio tra cardo e decumano.

Tra cardo e decumano
Piazza Italia

Qui ho girato a sinistra e mi sono diretto verso l’albero della vita, ho girato un periscope molto bello.

L’albero della vita è bellissimo.

Sedersi ai suoi bordi dà delle sensazioni piacevolissime; il gioco delle fontane riproduce un suono, costante e ritmico,  che ricorda lo scorrere dell’acqua o l’infrangersi delle onde, vi suggerisco una sosta, è molto bello e rilassante.

Il padiglione austriaco, il 106, è bellissimo, hanno ricreato un tipico bosco austriaco, vero, che vi offrirà tranquillità, aria buona e un bell’intermezzo.

Ho provato a visitare il padiglione Italia, ma la persona di servizio mi ha detto che si poteva vedere poco perché non era ancora finito, poi su FaceBook, qualcuno ha detto che sarebbe stato aperto alle 19:00 perché prima c’erano i VIP.

A me dei VIP non interessa nulla, avendo pagato il biglietto mi aspettavo di poter visitare tutto, subito, il primo giorno. Per me,  potevano inaugurarselo loro, i VIP, da soli il giorno prima.

https://twitter.com/wolly/status/594082674240786432

La visita al padiglione Italia, la devo rimandare, per cause di forza maggiore.

Mi dirigo verso il padiglione spagnolo e qui mi consolo, anche gli spagnoli sono super disorganizzati.

Entro e faccio per salire ma l’addetto mi blocca e mi dice che devo uscire e passare di lato, naturalmente non c’è alcun segnale, nessuna informazione e l’ingresso principale era quello da cui ero entrato e da cui entravano tutti.

La visita è bellissima, molto suggestiva, vi suggerisco di guardare il mio periscope, perché merita veramente.

Purtroppo, all’uscita del padiglione spagnolo mi trovo di fronte a un’altra palla dell’organizzazione di EXPO2015 – sarà tutto pronto e PULITO, a voi il giudizio:

Rifiuti fuori dal padiglione spagnolo
Rifiuti fuori dal padiglione spagnolo

Decido che per oggi ho dato abbastanza, sono passate quasi quattro ore ma vengo colpito dal padiglione coreano, il 29, e faccio un giro veloce al piano terra, rimandando il giro completo ad altra visita.

padiglione coreano
Un giardino coreano

Nel mio giro ho visto diverse cose non finite, spazzatura e varie altre amenità, alcune cose ve le ho documentate, ma poi mi sono stufato, EXPO2015 è bello e non voglio farmelo rovinare dalla pessima organizzazione:

Lavori lasciati a metà
Lavori lasciati a metà
altra spazzatura
altra spazzatura

Sono andato a mangiare qualcosa a Eataly, ho preso una buonissima piadina della piadineria della famiglia Maioli e mentre mangiavo ho visto che stavano intervistando l’amico di Renzi, Oscar Farinetti e per i più curiosi documento l’avvistamento:

L'amico di Renzi, Oscar Farinetti
L’amico di Renzi, Oscar Farinetti

Le negatività

L’organizzazione è assente, non ho visto punti di informazioni,  ci sono dei totem touch, qua e là, ne ho visto anche uno in crash, evito di dirvi il S.O., non ci sono indicazioni, c’è il pattume in giro, la app ufficiale continuava a dirmi, come ieri, che non avevo connessione internet, mentre inviavo foto su instagram, twitter, facebook e mentre facevo streaming online con periscope.

Non esistono varchi dedicati a chi ha il season pass, e se esistono, nessuno degli addetti sa dove siano.

Per il servizio navette interno, non pervenuto, ho aspettato per una decina di minuti e non ho visto passare alcun bus. Matteo Flora, incontrato mentre uscivo, mi ha detto che forse oggi non erano in servizio: non erano in servizio il giorno dell’apertura.

Palazzo Italia non era visitabile, perché non finito o perché occupato da VIP, poco importa, non l’ho potuto visitare.

Sogno un giorno in cui i responsabili vengano licenziati, paghino i danni e non prendano più appalti o lavori pubblici ma sono consapevole che è solo un’utopia.

Le mie conclusioni

Come ho scritto all’inizio di questo post, a me è piaciuto moltissimo, consiglio a tutti di visitarlo, freghiamocene della pessima organizzazione, preparatevi prima la visita, non fate affidamento sull’app ufficiale, non fate affidamento sulle informazioni che non troverete, e godetevi la visita, merita, merita veramente.

Buon EXPO2015 a tutti.

 

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Storie di ordinaria malasanità, Milano, Lombardia, Italia

Sui giornali, da anni, viene magnificato il SSN lombardo, viene preso come riferimento, dicono sia uno dei migliori, se non il migliore in Italia.

Per mia fortuna, fino a pochi mesi fa, non ne ho avuto bisogno, però ero felice di sapere che, se ne avessi avuto bisogno, era tra i migliori.

Purtroppo, da dicembre, causa diagnosi di una malattia, seria, sono costretto ad averci a che fare.

In questo post, non vi racconterò dei mesi di attesa per ottenere un appuntamento, non vi racconterò, nemmeno, di quanto ho pagato di ticket, e non vi racconterò che gli appuntamenti alle 15 e 30, come minimo significano 16 e 30 ma devi essere li, per l’accettazione alle 15, no non vi racconterò di queste cose, le conoscete già.

Cosa vi vado a raccontare, allora, di nuovo e che non conoscete?

Seguitemi, vi farò ridere molto, anche se la cosa, in se, è tragica.

Partiamo dal presupposto che io sono malato e ho alcune complicazioni, non simpaticissime e il 16 di gennaio telefono al CUP, 800.638.638, e prenoto un esame.

Ogni volta che prenoto un esame, mi chiedono se voglio essere avvisato 3 giorni prima per email, io rispondo, si e poi mi chiedono se voglio ricevere anche un SMS, e io rispondo, si.

Ho fatto molti esami e NON ho mai ricevuto una mail o un SMS tre giorni prima, anzi, proprio mai.

L’ultima volta lo faccio presente e mi dicono strano, insisto, e mi rispondono che non è colpa loro, perché devono mandarli gli enti eroganti il servizio, vabbè, ho iCal che svolge egregiamente il suo servizio.

Ad onor del vero, ricevo sempre le mail di conferma della prenotazione.

Ho divagato, scusatemi, ma faceva ridere, anche questa cosa.

Stamane, ore 7 e 30, mi presento, prendo il numerino, mi chiamano e, rullo di tamburi.

Come è possibile che abbia prenotato la visita presso di noi?

Sono 2 mesi che il medico è andato in pensione e la dottoressa non ci sarà per lungo tempo.

A me lo chiedete?

No, è per dire.

Abbiamo provato a contattarla, ma il numero era sbagliato.

Guardi il numero l’ha scritto una sua collega, copiandolo dal display e comunque la mail era giusta, visto che il CUP mi manda le mail di conferma.

Silenzio.

Se vuole le prendo un appuntamento il 26, dall’altra parte del mondo.

La mia religione non mi permette il linguaggio scurrile e quindi il fanculo è rimasto, solo, nella mia testa.

Mentre scendevo le scale, incazzato nero, incontro una che, sorridente, mi dice: l’hanno fatta arrabbiare, eh?

Io le rispondo, si, mi hanno dato appuntamento e il medico non c’è più.

Da come ha cambiato l’espressione della faccia, posso solo pensare che fosse la dirigente.

Ora, potete pensare quello che volete, che si può sbagliare che può succedere, ma non si manca di rispetto a persone malate, gli strumenti per avvisarmi c’erano, è chiaro che qualcuno si è dimenticato di comunicare che non c’erano più medici per quel tipo di visita, ed è chiaro che solo all’interno di quella struttura potevano saperlo, però quello che fa incazzare è la mancanza di volontà, il malfunzionamento di un servizio informatico, che abbiamo strapagato, l’incapacità di inviare una mail.

Fanculo, stronzi!

 

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Sicurezza a Milano, lettera aperta al Prefetto di Milano – Francesco Paolo Tronca

Gentilissimo Signor Prefetto,

Le scrivo questa mail, sperando non venga archiviata o non letta, perché sono stanco e demoralizzato.

Ho avuto l’onore di servire come Ufficiale di complemento dei CC, 137° corso AUC e, sebbene siano passati molti anni, ricordo molto bene gli insegnamenti ricevuti alla scuola Ufficiali dei Carabinieri in via Aurelia, a Roma.

Le scrivo in quanto Lei è il rappresentante del Governo nel territorio in cui abito, Milano.

L’anno scorso, in questo periodo, sono stato scippato, mi sono entrati in casa (fortunatamente mentre stavo rientrando e quindi sono scappati senza rubare nulla), dopo pochi giorni hanno svaligiato un appartamento nella casa vicina, hanno scippato una ragazza del suo smartphone e l’hanno sbattuta per terra e sono successi diversi altri episodi di microcriminalità. (Tutti attribuibili alle stesse persone, e non Le dico quali perché voglio evitare le solite accuse di razzismo).

Sono stato al commissariato di Polizia, ho fatta la denuncia, ho fermato un’auto della polizia, ho parlato con dei poliziotti motociclisti al bar, ho parlato con dei carabinieri motociclisti, ho raccontato loro la situazione e mi hanno fatto pena e tenerezza. Stanno male loro più di noi, mi hanno detto che le, poche, auto sono sempre in intervento e devono per forza di cose dare la precedenza al pronto intervento e non hanno mezzi e uomini per portare sicurezza a tutti. So benissimo cosa significa, ricordo che sotto i mondiali di calcio del ’90 accumulai 130 ore di straordinario. (12 solo all’inaugurazione), sono consapevole delle difficoltà delle forze dell’ordine, che io amo alla follia, e sono triste per la loro rassegnazione.

So anche cha a Milano mancano circa 2000 tra carabinieri e poliziotti e so anche bene che il Ministro degli interni, Angelino Alfano, aveva fatto delle promesse mai mantenute.

Da alcuni giorni, puntuali come la morte, sono tornati, appena fa buio, verso le 17 e 30, li vediamo per strada a controllare i cancelli, i portoni, i citofoni, venerdì alle 19 mi ha telefonato mia sorella, terrorizzata, per dirmi che 3 di questi signori l’hanno seguita e le hanno anche urlato contro, ha fatto in tempo a entrare nel cancelletto e chiuderlo, poi sono arrivate altre persone e questi sono scappati a gambe levate, ieri mio padre mi ha detto che li ha rivisti e quando si sono accorti si sono prima nascosti e poi sono scappati a gambe levate.

Lo so che le statistische che pubblicate sulla microcriminalità dicono che è in calo, ma mi permetta di dubitarne fortemente per svariati motivi:

1) sono esternazioni politiche
2) la gente è stufa e non denuncia più nulla
3) la gente non si sente più protetta dallo stato (volutamente minuscolo)
4) la gente si sente presa per i fondelli

Lei ha la possibilità di parlare con il Ministro Alfano e credo anche con il Presidente del Consiglio Renzi, chieda loro, visto che non ci mandano i 2000 uomini delle forze dell’ordine, cosa dobbiamo fare, per favore.

Noi viviamo con l’antifurto perennemente attivo, anche quando siamo in casa, dormo con un bastone vicino al letto e vorrei sapere cosa dobbiamo fare.

Da ufficiale dei carabinieri della riserva, preferirei che fosse lo Stato a prendersi cura della mia sicurezza, ma se lo stato se ne frega ci permetta di utilizzare altri strumenti, lo stato può tranquillamente dire che ha fallito e che non è in grado di assicurarci la sicurezza e può delegarla a noi cittadini.

Proponga di emanare una legge in tal senso, forse capiranno che lasciare da soli i cittadini, senza la protezione delle forze dell’ordine, non è questa grande idea.

Grazie per la sua attenzione

Cordialmente

Paolo Valenti

PS: non è una minaccia, questa lettera la pubblico anche sul mio blog, paolovalenti.info, come lettera aperta.

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La mia nuova startup – AAA finanziatori cercasi

Finalmente posso annunciare Urbis et orbis il mio nuovo, fenomenale, progetto dato che sono uscito ora dall’ufficio brevetti con in tasca la registrazione UORDUAID.

Dato che sono un uomo generoso ho deciso di dare la possibilità a molti di diventare ricchi da fare schifo.

La startup si occupa di produrre e vendere un oggetto fondamentale che risolve un problema attualissimo.

Come tutti voi ben sapete in AMERIKA è partita un campagna di vaccinazione cippatura (inserimento di chip sottocutanei per il controllo delle persone) e presto, a nostra insaputa, verrà estesa al territorio italiano anche se in realtà c’è chi sostiene che sia già in atto.

La mia fantasmagorica invenzione permette di localizzare il CIP e di neutralizzarlo e permette di scoprire se le persone con le quali stiamo siano portatori sani di CIP o in termine tecnico siano dei CIPPATI.

L’oggeto andrà sul mercato con un prezzo di euro 250 + IVA, il costo di produzione in cina è di 1,18 € più le spese di spedizione.

Il mercato nel bel paese è molto interessante, ha uno zoccolo duro di circa 8,7 milioni di acquirenti e con una bella campagna pubblicitaria e qualche video virale può ancora migliorare.

Dopo aver saturato il mercato italiano ci dedicheremo anche ai mercati stranieri.

Ricapitolando:

8,7 milioni di clienti

circa 11 milioni (arrotondato in su) di costi di produzione

2.175 milioni di incassi solo con la prima infornata

potete tranquillamente calcolarvi da soli l’utile.

Orbene, vado ad aprire la SPA che si occuperà di tutto, la stessa avrà sede a Londra per ottimizzare i benefici fiscali e sarà successivamente quotata al NYSE.

Il capitale sociale sarà di 100 milioni di neuri, ogni azione avrà un valore nominale di euro 1.000.

Chi vuole investire mi mandi richiesta ufficiale e io manderò in risposta il mio IBAN.

E’ importante l’impegno di tutti nel diffondere questa iniziativa, non siate egoisti date anche ai vostri amici la possibilità di diventare ricchi!

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Di startupper & C.

Questo post è la parte 1 di 7 nella serie Startup & affini

Disclaimer: quello che segue è solamente il racconto della mia esperienza, non ha nulla di generalizzabile, non ha valenza statistica, sono solamente mie considerazioni basate sulla mia ristretta (in termine di numeri) esperienza.

Negli ultimi anni ho avuto a che fare con circa una quarantina di startupper, vi racconto subito la fine così, se preferite, vi evitate di leggere il resto; nessuna startup di questi startupper ha mai visto la luce.

Dopo avervi spoilerato la fine della storia ora ve la racconto, almeno sapete già che questa volta non è stato il maggiordomo.

Nella mia, scomoda, posizione ricevo spesso richieste da parte degli startupper e TUTTE le volte mi rendo disponibile per ascoltare le loro proposte.

Il canovaccio della conversazione è identico al 100% e come avrebbe detto mia nonna – “sembrano fatti con lo stampino” –

S = startupper

W = wolly

S – Ciao, sono pinco pallino, ho messo in piedi un progetto fantastico che fa – cosa simile ad altro già esistente – ma noi lo facciamo molto meglio, abbiamo per 10 modelli di business diversi rispetto a loro che ne hanno uno solo.

W – Ottimo posso vedere come funziona il servizio?

S -No, non è online, poi ti spiego.

W -Raccontami l’idea cosi’ posso capire.

S -Blablablablabla.

W -Scusa non ho capito nulla.

S -Non posso andare nei dettagli, sai ho già presentato questa idea a (numero a caso) di investitori, ma quelli non capiscono niente , non capiscono che questo è il nuovo (nome di sito famoso a caso) e che varrà milioni di dollari in brevissimo tempo.

W -Bene e dato che non posso vedere il servizio, dato che non posso sapere cosa fa, perché mi hai contatto?

S -La nostra idea, (c’è sempre dietro un gruppo numeroso di cervelli pensatori) è che tu ci realizzi tutto, ma non gratis che mica siamo i soliti che se ne approfittano.

W -Bene, mi fa piacere, però per farvi un preventivo devo sapere quello che dovrei fare e dovrei vedere quello che è già fatto, per me firmare un NDA non è un problema.

S -No aspetta, non mi sono spiegato bene, non vogliamo un preventino, ti offriamo un’opportunità molto più interessante.

A questo punto escono due tipi di opportunità, diciamo che la prima me l’hanno proposta il 60% delle volte e la seconda, pure. (lo so, precisetti che non siete altro, lo so che 60+60 fa 120%, ma qui oggi pettiniamo le bambole)

Proposta 1: tu fai il lavoro, lo metti a posto, apporti le correzioni che chiederemo, paghi l’hosting e poi quando cominceremo a guadagnare o venderemo la startup di daremo qualcosa.

Proposta 2: tu fai il lavoro, lo metti a posto, apporti le correzioni che chiederemo, paghi l’hosting e poi noi ti diamo l’1% delle quote della società se la apriremo.

W -Bene ora spiegami, per favore, voi cosa ci mettete, io ci metto circa 30/80k di lavoro (dipende dai progetti proposti).

W -Quanto avete già investito?

W -Qual è il business plan?

W -Quando si pensa di guadagnare?

Etc.etc.

Al 100% la risposta è sempre stata unica, non abbiamo investito niente, non abbiamo realizzato niente, non abbiamo un business plan perché non serve a niente e perché su internet si guadagna con la pubblicità e con quello che pagheranno gli utenti per utilizzare il servizio, capito?

S -Noi ci mettiamo l’idea che senza di quella non si fa nulla.

W -Spiegami meglio, per favore, e dimmi se ho capito bene; io ci metto il lavoro, i soldi, l’hosting, voi non mettete niente, se va bene voi guadagnate e io prendo le briciole se va male voi non perdete niente e io perdo tutto, per voi mettete l’idea.

S -Si certo, mica vorrai che se va male ci smeniamo dei soldi, se va male amen.

W -Ti ringrazio tantissimo per la fantastica opportunità che mi hai concesso, ma purtroppo in questi giorni ho judo e quindi non posso seguirvi.

Concludo con delle profondissime riflessioni:

Le idee non hanno alcun valore se non le realizzi e non puoi star li ad aspettare il cretino di turno che prende le tue idee, le realizza a sue spese per poi far guadagnare te che non hai fatto nulla e che non credi per primo nella tua idea, perché se ci credessi venderesti la macchina, la moto il motorino e non faresti proposte così cretine a nessuno!

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Le previsioni del Wolly per il 2014

Dodo
Dodo

Pochi di voi sanno che il Wolly è anche un potente mago oltre ad essere un potente cacciatore di draghi e quindi, oggi, vi faccio l’onore di condividere con voi, popolo di miscredenti, le mie previsioni per il 2014 che non sono tanto previsioni quanto certezze assolute.

1) Il mondo non finirà quest’anno, forse il prossimo, ma aspettiamo le previsioni del Wolly per il 2015

2) Le tasse in Italia faranno più morti degli incidenti stradali

3) Il popolo italiano NON farà la rivoluzione e la #Kasta continuerà a governare

4) Berlusconi NON sarà di nuovo presidente del consiglio

5) Il Milan NON vincerà lo scudetto

6) Il traduttore universale NON verrà inventato

7) I replicatori di cibo NON verranno inventati

8) Il teletrasporto NON sarà realizzato

9) Non ci sarà la pace nel mondo

10) La ripresa ci sarà nel 2015 (poi vedremo nelle previsioni per il 2015 che sarà nel 2016 and so on)

Si lo so, sono un po’ PAZO E SOLARE e voglio la pace nel mondo, ma neanche per il 2014 ci sarà!

Buon anno a tutti e dopo aver letto le mie previsioni non buttatevi sotto la metro o sotto un treno che poi i pendolari si incazzano.

Grazie per la vostra attenzione e se avete bisogno di previsioni personalizzate chiedete pure, forse vi risponderò

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The WOLLYing Dead – Day 1 – #freewolly

Il mondo sta cambiando, la zona si sta riempendo di zombie, io sono stato scippato del portafoglio, due signore della borsetta, una ragazza dell’iPhone poi i ladri in casa mia, 2 volte (senza riuscire a rubare nulla) è chiaro che il virus si sta diffondendo ma, le autorità latitano, nessuno si è fatto vedere nonostante le chiamate.

Ho deciso che il luogo più sicuro, per ora, è la prigione.

Ieri notte ho provveduto a sigillare tutte le finestre, chiudendo le tapparelle di ferro motorizzate, ho chiuso la porta blindata e messo il chiavistello non prima di essere andato a controllare che il portone principale fosse ben chiuso e sigillato.

Ho preparato anche delle candele che se tutti zonmbinano bisognerà essere pronti alla mancanza di corrente.

Stamane sveglia alle 7 e 08, era tutto buio in prigione, in effetti avere tutte le tapparelle abbassate non agevola l’ingresso della luce.

A tentoni accendo una luce e alzo leggermente la tapparella per vedere se ci sono zombie nel cortile, per fortuna non se ne vede traccia.

Faccio le mie solite cose, mi doccio, mi lavo i denti, do i croccantini ai mici da guardia, alzo 2 tapparelle in soggiorno guardo fuori e neanche davanti ci sono zombie.

Mi vesto, riabbasso la tapparella in camera ed esco per fare un sopralluogo.

Durante il sopralluogo mi accorgo che fuori c’è ancora vita e allora entro nel bar, mi faccio un cappuccino e parlo con la barista che sembra essere un’umana.

Faccio rifornimento di generi di prima necessità, le sigarette, e mi riavvio circospetto verso la prigione.

Mi fermo a controllare con attenzione la recinzione che ieri pomeriggio uno zombie ha scavalcato e trovo dei punti deboli, quindi rientro in prigione e abbasso anche le tapparelle che avevo lasciato alzate.

Bisogna abituarsi al buio e a non vedere fuori, la vita in prigione sarà dura, almeno agli inizi.

 

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#freewolly ovvero l’eterna lotta del Wolly contro il male

wolly aspetta i ladri
wolly aspetta i ladri

Orbene, l’altro ieri avevo un freddo porco in casa e ho cominciato a cercare il perché e ho scoperto chela finestrella del cesso era stata sfondata con un piede di porco, probabilmente stavo rientrando in casa proprio in quel momento e i ladri sono scappati.

Abbiamo informato i vicini dato che i ladri sono passati dal loro cortile e oggi, circa mezz’ora fa’, i vicini, mi hanno citofonato per dirmi che un giovine con giacca blu aveva scavalcato la recinzione anteriore per vedere dentro la finestra e poi si è dato alla fuga.

Ho chiamato la polizia e forse manderanno un auto a vedere.

Nel frattempo io comincio a prepararmi alla lotta, quindi se leggerete di ladri d’appartamento seccati e di un povero cristo in galera sappiate che sono io.

Dovrete fare 2 cose:

1) voi food blogger mi preparate la classica torta con dentro la lima

2) tutti voi dovete cominciare una campagna virale per difendere il diritto all’autodifesa di una vittima, il Wolly nel caso specifico e l’hashtag sarà #freewolly

Grazie a tutti per la collaborazione.

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Stop ai libri digitali a scuola – Repubblica.it – La tecnologia fa male ai bimbi

«L’accelerazione sui libri digitali non poggiava su alcuna seria e documentata validazione di carattere pedagogico e culturale, così come non sono state valutate le possibili ricadute sulla salute di bambini e adolescenti esposti a un uso massiccio di apparecchiature tecnologiche».

l’Ocse, l’organizzazione che raggruppa i paesi industrializzati, ha bocciato la lenta progressione della scuola digitale italiana ricordando che in Inghilterra l’80 per cento delle classi è attrezzata per il digitale.

via Stop ai libri digitali a scuola – Repubblica.it.

Agitare lo spettro che la tecnologia faccia male ai bambini per poter mantenere un oligopolio vecchio e redditizio è molto efficace.

 

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L’ordine mondiale deve essere ripristinato

DISCLAIMER: questo è un post ad alto tasso di complottismo, fantapolitica, pensieri sconnessi, quindi leggete a vostro rischio e pericolo, il che non significa che non sia tutto vero.

Il mondo è sempre stato governato da pochi ricchi e potenti che facevano il bello e il brutto tempo, avevani le schiave e gli schiavi e elargivano al popolo la loro carità.

Si occupavano pure del divertimento del popolo, pensate ai giochi romani.

Tutto questo è cambiato con l’era industriale dove una moltitudine di pezzenti ha cominciato a crearsi le proprie attività, diventando ricchi e in alcuni casi potenti.

All’inizio erano pochi poi sempre di più.

I piccoli commercianti hanno cominciato a guadagnare, sono aumentati quelli che hanno potuto studiare e addirittura laurearsi e alla fine anche le donne hanno potuto votare e studiare.

Tutto questo ha portato ad una situazione non dico completamente democratica ma, senza dubbio più difficile da gestire.

Tante persone che non dipendono dalla benevolenza dei ricchi padroni, persone che studiano e che, incredibile, riescono ad avere pensieri diversi da quelli concessi dai ricchi e potenti.

Tutto questo è diventato davvero fastidioso e ingestibile.

In una sera d’inverno i potenti del mondo si sono incontrati in una località segretissima, probabilmente pozzuolo martesana e li hanno deciso che bisognava tornare all’antica.

Ogni stato ha seguito la sua strada e l’Italia ha deciso la strada più dura, tartassiamo di tasse i piccoli e li distruggiamo così ci saranno tonnellate di poveri a cui elargire la nostra benevolenza.

Una parte importante del paese è già suddito dello stato dato l’alto numero di dipendenti pubblici.

Tutto questo però non bastava, la resistenza era ancora troppo forte e allora, con l’aiuto delle torri gemelle e della merkel, hanno creato la più grande crisi mai esistita al mondo e hanno fatto di tutto per accentuarla il più possibile, più poveri più potere.

Il governo Monti in Italia ha seguito gli ordini al meglio e ora si aspetta il crollo totale degli ultimi partigiani, i piccoli commercianti, i piccoli impreditori, i piccoli professionisti.

Il potere e la ricchezza devono tornare nelle mani di pochi, gli stessi che da millenni si spartiscono il potere con qualche apertura a nuovi potenti.

Il conflitto in essere è di portata globale e l’extrema ratio è sempre la stessa, la guerra termo nucleare globale che, a differenza di quello che pensa Joshua, non è vero che l’unica mossa vincente è non partecipare.

Il nuovo ordine mondiale sta per tornare e noi saremo felici quando ci daranno le brioche.

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