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febbraio, 2010

WordPress.com censura – John Ashfield ADV: pleeease!

Questo post è la parte 1 di 2 nella serie censura
censura

NO alla censura

Un giorno una persona scrive un post su wordpress.com dove scrive che non le piace una campagna pubblicitaria, capita che a qualcuno non piaccia (al momento non è dato sapere chi è stato) e che segnali la cosa a wordpress.com e che qualche solerte censore oscuri il blog.

Non c’è nulla nel post e, secondo me, anche nei commenti che possa giustificare tale cosa.

Ormai la censura è dietro l’angola non vengono rispettati i diritti fondamentali dell’individuo e non in Italia ma negli USA, paese che si erge a difensore della Libertà.
questo è il post incriminato:

John Ashfield  ADV: pleeease!

Quando scrivo di qualcosa che non mi piace so essere particolarmente acida.
Questa è una di quelle occasioni.

Parliamo delle campagne stampa di John Ashfield che mi sorbisco costantemente in quanto lettrice di XL.
Compro il voluminoso giornale e mi ritrovo a fissare quelle che possono esser catalogate tra le più sgraziate pubblicità mai viste.

John Ashfield è una marca d’abbigliamento che s’appoggia su una ben costruita brand image: produce un vestiario (e relativi accessori) che si rivolgono a un pubblico giovane, tra i 23 e i 35 anni (secondo la mia percezione) rievocando l’atmosfera dello sport, in particolare del cricket e del golf.
Quindi viene in mente Londra, i tornei tra prati verdi perfettamente tagliati e una certa noblesse d’animo.

Niente male per un’azienda della provincia di Forlì e Cesena, insomma.
Quando ho scoperto questo piccolo particolare mi son meravigliata.

Non apprezzo molto lo stile che questa marca propone, un casual sui toni del blu, del beige e del verde, ma ammetto d’esser affascinata da certe iconografie (come l’uso di stemmi) e dalle camicie dai sobri ma inconsueti dettagli, cose che John Ashfield mostra in ogni collezione.

Comunque, torniamo alle campagne stampa.
Questo mese sulla quarta di copertina di XL si può ‘ammirare’ la pubblicità in questione della collezione primavera/estate 2009.
Rappresenta due modelli (sempre gli stessi da qualche stagione) su un campo da golf.


Rabbrividisco.

1) Le fotografie dei modelli non sono a fuoco. Oltretutto le loro figure sono scontornate male. E la sovrapposizione del ragazzo sulla ragazza è pessima: si vede che non son stati fotografati insieme: lei pare sproporzionata rispetto a lui;
2) Che razza di fotografia hanno scelto come sfondo? Siamo in Svizzera? Cosa sono quelle casette che si vedono a sinistra? Le luci inoltre non combaciano: mentre i modelli son illuminati da riflettori frontali, nella fotografia di sfondo il sole cade da destra. Insomma, gli elementi si fondono alla grandissima! Eh!
3) Che espressione ha il modello? Terrorizzata? E’ colto di sorpresa? Sempre meglio della modella che pare pensare ‘Che ci sto a fare qui?’.
4) Marchio e logo. Penso siano stati realizzati con Paint, più o meno. Kitch a dir poco. Il font usato, oltretutto, è stra-usato e non centra assolutamente niente.

Signor John Ashfield, please!
Change!

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Cose dell’altro mondo

Ogni tanto vado a rileggere la storia di alcune idee di successo per ricordarmi che purtoppo io vivo in questo mondo.

Microsoft, Apple, Google, solo per citare le più famose ma potrei aggiungere Automattic, Facebook per dire di alcune tra le più giovani, hanno tutte in comune una cosa, sono nate da idee di persone maneggione che prima non avevano fatto nulla, nessun curriculum solo idee.

In un caso specifico, Microsoft, queste idee si sono incontrate con le idee di persone con curriculum(preferisco usarlo così)  enormi, erano i dirigenti di IBM che schernirono Bill Gates dicendogli che il business era l’hardware e non il software e per tale motivo firmarono con gioia la licenza d’uso di MSDos.

Nel mondo dove vivo io, purtroppo chi parla di tecnologia e innovazione spesso è un pensionato, magari espulso dal processo produttivo e probabilmente questo è un altro dei problemi (un altro non l’unico) che non permette la creazione di un humus per far emergere le nuove idee, perchè ad ogni piè sospinto viene chiesto il curriculum e si preferisce parlare tra persone con curriculum piuttosto che con idee.

Personalmente preferisco andare dove si parla di nuove idee, dove persone senza curriculum raccontano i loro sogni, quello che immaginano possa essere il futuro, che raccontano il mondo che forse domani sarà e non amo partecipare ad eventi dove chi parla ha curriculum fittissimi (di cosa poi visto che il nostro paese non brilla ne per innovazione ne per aziende innovative) e raccconta del passato non vedendo il futuro; attenzione il passato è fondamentale e deve essere studiato ma, non è il futuro come direbbe il mio amico lapalisse.

Sarei molto contento se l’altro mondo insegnasse anche al mondo dove vivo a giudicare meno dal passato e puntare sul futuro, probabilemente ne guadagnerebbero tutti, anche i pensionati.

dedaddato

Blog Dedaddato

UPDATE: Messo in SPAM commento di un tale, credo si chiami Dadda, come da policy del mio blog,qui faccio quello che mi pare. Non mi piaceva il suo profumo.

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Google is evil?

Si.

Ho sempre sospeso il mio giudizio su Google per capire se è il nuovo grande fratello e se ha preso il posto di Microsoft come monopolista cattivo ma, il lancio di Buzz mi ha schiarito le idee e quindi Google è il male ed è il nuovo Grande Fratello.

Google aveva perso il treno dei Social Network, ha lanciato Wave che è stato un enorme fiasco e si è trovato fuori dai giochi dei SN; ha quindi deciso di prendere brightkite, fonderlo con FiendFeed e rilasciare il suo servizio di SN, Buzz.

Dov’è il male? Per evitare di perdere tempo a crearsi una base di utenti ha attivato il servizio in automatico a tutti i possessori di gmail, connettendo in automatico tutti quelli a cui scrivo mail o che seguo su google reader senza permettermi di costruire la mia cerchia di follower. Mi sono trovato contatti di lavoro, gente che non ho più il piacere di sentire solo perchè mille anni fà ci siamo scambiato delle mail, avrei potuto trovare l’avvocato della mia ex moglie (se fossi divorziato), le mie amanti, con l’aggravante che tutte queste informazioni all’inizio era visibili a tutti di default.

Ho grande fiducia nelle capacità tecniche di Google e nell’intelligenza di chi ci lavora e quindi non credo sia un problema di gioventù della piattaforma, ritengo invece che sia stata una scelta ponderata e decisa per creare il mercato in poche ore sfruttando la forza e la diffusione di gmail per presidiare il mercato.

Questa scelta di Google mi ha portato a rivedere con occhi diversi i servizi che mi offre google “gratuitamente” e ritengo che a questo punto il gigante ha mostrato la sua vera faccia  e quindi devo cominciare a dismettere poco alla volta i suoi servizi scegliendo servizi più rispettosi di me e della mia privacy.

Update: altri che parlano della stessa cosa.

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33th America’s Cup

Bmw Oracle non va forte : vola basso.

via PocaCola

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10 regole per vivere serenamente sul posto di lavoro

Disclaimer: Non è farina del mio sacco, l’ho ricevuto alla vecchia maniera, un foglio fotocopiato senza autore, se qualcuno sa chi è l’autore originale sono felicissimo di segnalarlo.

  1. Prenditi le tue responsabilità. Abbi fiducia in te stesso, confida nelle tue risorse e lanciati. Ti sentirai più sicuro, determinato, competente.
  2. Non prenderti le responsabilità degli altri. Ognuno ha il suo ruolo: tu preoccupati di svolgere il tuo meglio che puoi. Se c’è un problema che non è di tua competenza (ad esempio il mansionario o il carico di lavoro) fallo presente a chi di dovere; da quel momento sarà un problema suo. Se hai delegato dei compiti ad altri, non ci pensare più: non sono più un tuo problema.
  3. Il posto di lavoro non ha lo scopo di darti gratificazioni affettive. Il lavoro funziona in un modo molto semplice: prestazioni in cambio di soldi. Per i tuoi bisogni affettivi ci sono familiari, amici, fidanzato/a amanti …
  4. Per quanto umile e noioso sia, il tuo lavoro è una parte indispensabile di un progetto più grande.
  5. Se hai troppe cose da fare, comincia a farle. Lamentarsi non le farà diminuire. E comunque, poco è sempre meglio di niente.
  6. Datti delle priorità. Organizzare un pochino il tuo lavoro contribuirà a ridurre l’entropia dell’universo.
  7. Calma. Niente panico. Respira. Un paio di minuti in più non hanno mai ucciso nessuno. Anzi, probabilmente hanno salvato qualche vita.
  8. Hai un cervello. Ricordati di consultarlo, potrebbe esserti d’aiuto.
  9. Sei autorizzato a sbagliare. Sbaglia tutto il mondo, perchè mai non dovresti farlo anche tu?
  10. Se c’è un problema, cerca una soluzione. No, piangere non è una soluzione.
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The Sailing Times

Antonio Vettese

Antonio Vettese

Antonio Vettese, ex direttore di Vela e Motore è a Valencia per seguire la 33esima edizione dell’America’s Cup e ci terrà aggiornati con informazioni ed immagini di questa strana edizione sul suo nuovo sito, The Sailing Times.

America's Cup

America's Cup

Abbonatevi ai suoi feed per rimanere sempre aggiornati sull’America’s cup e per seguire la sua nuova avventura nel creare un punto di riferimento sul mondo della nautica imparziale e non legato ad alcun editore o inserzionista.

Disclaimer: Per correttezza di informazione il sito the sailing times l’ho realizzato io.

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Start up e incubatori, tante domande nessuna risposta

The start project

A new Silicon Valley business incubator called The Start Project has recruited a high-profile group of entrepreneurs as advisers, which it announced today on its Web site.

A San Francisco nasce un nuovo incubatore per start up “The Start Project“.

I fondatori hanno storie di successo alle spalle,

The Start Project is the brainchild of serial entrepreneurs Narendra Rocherolle of 83 Degrees, who co-founded a range of companies, and Josh Felser of Spinner and Crackle.

hanno come advisors alcuni importanti imprenditori che hanno avuto successo con le loro start-up:

Twitter co-founder Biz Stone, WordPress co-founder Matt Mullenweg, former Google (GOOG) exec and angel investor Chris Sacca, as well as Whiskey Media’s Mike Tatum and Jeffries & Co. Managing Director David Liu, have all agreed to help the company’s start-ups before and during their creation.

un fondo di investimento:

Polaris Venture Partners is also involved, lending office space in San Francisco and possible investments in whatever innovative ideas bubble up, with a first-look option.

Da noi invece si scrive e si parla di come fare un elevator pitch in 90 secondi stilisticamente perfetto, naturalmente chi scrive e parla non ha mai ricevuto un finanziamento per una start up e non ha nemmeno mai finanziato una start up di successo.

Chi in Italia potrebbe essere il Leader di un incubatore del genere?

Chi gli advisor di successo’

E chi potrebbe essere il Venture Partner?

Faccio fatica a trovare dei nomi veri, non quelli che insegnano a fare bellissimi elevator pitch, proprio quelli che hanno creato una start up di successo in Italia.

Chissà perché da noi sono tutti così attenti alla forma, all’esposizione corretta sempre e solo per questioni estetiche senza mai portare esempi concreti di successo?

via New Tech Incubator, The Start Project, Attracts High-Profile Team | Kara Swisher | BoomTown | AllThingsD.

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Voglio la pace del mondo

Voglio la pace nel mondo!

Informate il governo norvegese, così dopo Obama il Nobel per la pace lo danno al Wolly.

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Wolly’s Lifestream del 2 February

twitter (feed #1)
Dal Wollys Weblog: Wolly’s Lifestream del 1 February http://wol.li/af [wolly]
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Q:da grande vuoi fare? A:voglio comandare l’Enterprise http://formspring.me/wollytheone/q/105520268 [wolly]
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Dal Wollys Weblog: Una cosa fondamentale per ottimizzare WordPress http://wol.li/ag [wolly]
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googlereader (feed #4)
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I favorited a YouTube video — Sesso sicuro! Lo spot che non vedremo mai in Italia! [HQ] http://youtu.be/T09dCynarvo?a [wolly]
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Q:dove (e come) hai acquistato il tuo domini… A:l’ho acquistao tramite un registrant libic… http://formspring.me/wollytheone/q/105815741 [wolly]
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Q:Tu hai il piercing solo per ragioni esteti… A:Gentilissimo signor Ravasio,la ringrazia p… http://formspring.me/wollytheone/q/105894083 [wolly]
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Q:Quanto ti piace Milano? A:Moltissimo http://formspring.me/wollytheone/q/105917497 [wolly]
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Giorgio Zanetti ti ha taggato in un post.
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Oana Agrapovich can now talk with anybody in the world using instant translation. Click to see…

Una cosa fondamentale per ottimizzare WordPress

WordPressVedo in giro temi bellissimi, tutti incentrati sulla Home Page, con tonnellate di informazioni buttate nella/e sidebar e poi banalmente utilizzate così come sono anche nel singolo articolo.

Mediamente (chi più che meno) il 70% delle visite al vostro blog provengono da google e dagli altri motori di ricerca oltre che dai vari social network e queste visite puntano al singolo articolo NON alla home page, quindi l’ottimizzazione del sito viene fatto per una piccola parte di visitatori non per la maggioranza.

In pochi temi ho visto attenzione alla pagina dell’articolo singolo (normalmente single.php) perdendo quindi grande parte dell’iterazione con i lettori che non è solo il commento, e perdendo anche i benefici economici di chi inserisce pubblicità.

Il punto di partenza di ogni sviluppatore di temi dovrebbe essere single.php e l’utilizzatore del blog dovrebbe monitorare l’efficacia della soluzione ed eventualmente modificare o variare la struttura di single.php in base alla tipologia di post e dal comportamento dei lettori.

Il punto d’accesso al vostro blog/sito non è la index.php ma la single.php e su questo dovete lavorare per rendere più efficiente il vostro gingillo.

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