Questo articolo e’ stato scritto piu’ di sei mesi orsono quindi mi raccomando verifica le informazioni contenute in quanto potrebbero essere ormai obsolete.

Disclaimer: Non è farina del mio sacco, l’ho ricevuto alla vecchia maniera, un foglio fotocopiato senza autore, se qualcuno sa chi è l’autore originale sono felicissimo di segnalarlo.

  1. Prenditi le tue responsabilità. Abbi fiducia in te stesso, confida nelle tue risorse e lanciati. Ti sentirai più sicuro, determinato, competente.
  2. Non prenderti le responsabilità degli altri. Ognuno ha il suo ruolo: tu preoccupati di svolgere il tuo meglio che puoi. Se c’è un problema che non è di tua competenza (ad esempio il mansionario o il carico di lavoro) fallo presente a chi di dovere; da quel momento sarà un problema suo. Se hai delegato dei compiti ad altri, non ci pensare più: non sono più un tuo problema.
  3. Il posto di lavoro non ha lo scopo di darti gratificazioni affettive. Il lavoro funziona in un modo molto semplice: prestazioni in cambio di soldi. Per i tuoi bisogni affettivi ci sono familiari, amici, fidanzato/a amanti …
  4. Per quanto umile e noioso sia, il tuo lavoro è una parte indispensabile di un progetto più grande.
  5. Se hai troppe cose da fare, comincia a farle. Lamentarsi non le farà diminuire. E comunque, poco è sempre meglio di niente.
  6. Datti delle priorità. Organizzare un pochino il tuo lavoro contribuirà a ridurre l’entropia dell’universo.
  7. Calma. Niente panico. Respira. Un paio di minuti in più non hanno mai ucciso nessuno. Anzi, probabilmente hanno salvato qualche vita.
  8. Hai un cervello. Ricordati di consultarlo, potrebbe esserti d’aiuto.
  9. Sei autorizzato a sbagliare. Sbaglia tutto il mondo, perchè mai non dovresti farlo anche tu?
  10. Se c’è un problema, cerca una soluzione. No, piangere non è una soluzione.
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Posted By wolly

Mi chiamo Paolo Valenti, il mio soprannome è Wolly dal quale nasce il Wolly's Weblog. Sono nato a Milano il 27 dicembre 1966 alle ore 11.45 am, Capricorno ascendente pesci. Vivo a Milano e sono felicemente sposato. Le mie passioni sono il golf, internet, la politica, la Sci-Fi, la tecnologia. Sono parte del team italiano di localizzazione e supporto di WordPress e sono l'organizzatore del WordCamp italiano, mi piace essere un Wordpress Evangelist. Il mio Curriculum lo potete trovare su Linkedin. Se volete contattarmi utilizzate la pagina "contattami", per favore non contattarmi per assistenza su WordPress, per quella rivolgiti al Forum d'assistenza.

    2 Responses to “10 regole per vivere serenamente sul posto di lavoro”

  1. Gio scrive:

    La 3 non è completamente vera, infatti da un posto dove stai “socialmente” male, scappi (ho esempi…)

    Mi rendo conto di non essermi spiegato abbastanza bene, ma se nessuno chiede, non aggiungerò altro.

  2. Gennaro scrive:

    Perdonami,ma qualcosa mi vien da puntualizzare…ovviamente è solo il mio punto di vista:

    2. Non prenderti le responsabilità degli altri. Ognuno ha il suo ruolo: tu preoccupati di svolgere il tuo meglio che puoi. Se c’è un problema che non è di tua competenza (ad esempio il mansionario o il carico di lavoro) fallo presente a chi di dovere; da quel momento sarà un problema suo. Se hai delegato dei compiti ad altri, non ci pensare più: non sono più un tuo problema.
    — se hai delegato qualcuno,la responsabilità è comunque tua,hai mandato un’altro a fare il tuo lavoro. Se fallisce o sbaglia,sei tu a dover recuperare,era una tua responsabilità e l’hai scaricata su un altro.

    3. Il posto di lavoro non ha lo scopo di darti gratificazioni affettive. Il lavoro funziona in un modo molto semplice: prestazioni in cambio di soldi. Per i tuoi bisogni affettivi ci sono familiari, amici, fidanzato/a amanti …
    —- è vero,ma se non ci si affiata sul lavoro,non lo si vive bene,e questo comprende anche gratificazioni affettive,siamo umani. Magari i nostri familiari,amici,fidanzato/a sono il caporeparto,il collega etc…

    9. Sei autorizzato a sbagliare. Sbaglia tutto il mondo, perchè mai non dovresti farlo anche tu?
    —è vero,ma sei moralmente obbligato a essere parte della soluzione (se non il fautore)… il tuo errore magari non ricade direttamente su di te,ma magari per un lavoro non andato proprio bene l’azienda è costretta a tagliare sui costi (che non ha recuperato), magari non te,ma qualcuno che ti sta vicino e magari ha bisogno più di te di quel lavoro.ognuno ha le sue responsabilità,certo, ma il lavoro è comunque interdipendenza.

    Aspetto con ansia critiche costruttive…
    Saluti!!

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