Questo post è la parte 1 di 2 nella serie Storie di WordPress maltrattati
Questo articolo e’ stato scritto piu’ di sei mesi orsono quindi mi raccomando verifica le informazioni contenute in quanto potrebbero essere ormai obsolete.

Matt Mullenweg, durante il WordCamp 2008 a Milano, ha affermato che il futuro del Software sarà nell’open source e che anche MicroSoft entro 10 anni, rivedrà completamente il suo modello di Business passando all’open source.

Indipendentemente dal fatto che questa previsione si avveri, il fatto è che ormai grazie al software open source è possibile creare dei siti potenti e professionali senza dover spendere capitali in software proprietario, Drupal, Joomla e WordPress, solo per citare i più famosi, sono scaricabili e installabili senza costi e mettono a disposizione una community di sviluppatori che produce plugin e moduli per fare praticamente qualsiasi cosa.

Ho visto cose assurde mettendo le mani in installazioni di wordpress, ho visto webagency che per bloccare il cliente hanno creato funzioni inutili all’interno del core di wordpress per cambiare nome a Header.php, senza alcuna motivazione logica, solo ed esclusivamente per non permettere al cliente di aggiornare da solo, pena il blocco del sito, ho visto webagency fatturare a caro prezzo alcuni  dei plugin più noti come se fossero stati sviluppati da loro, tutto questo per gabbare il cliente.

Queste webagency sono quelle che alla fine pagheranno molto caro questo mutamento del mercato perchè non hanno capito che il Know How non è nel saper scrivere il codice ma, nel saper consigliare e seguire il cliente, nel suggerire le giuste configurazioni, nel saper modificare senza recare danni o problemi al cliente, plugin e temi, diventando di fatto non fornitori ma collaboratori del cliente. Il vero Know How è l’esperienza, la capacità di inventare e di innovare e di saper consigliare.

E’ vero che molte webagency sono in difficoltà ma è anche vero che quelle che hanno compreso la forza e la potenzialità dell’open source sono invece piene di lavoro e normalmente sono le stesse che restituiscono al mondo dell’open source, non attingendoci e basta.

La condivisione del codice diventa sempre più importante, è un bene per tutti e non è vero che non genera business e profitto, è invece vero che il continuare a voler scriver codice chiuso, alla lunga, crea insoddisfazione nei clienti che  sono costretti ad accettare supinamente tutto quello che viene dalla webagency con il risultato che alla prima occasione cambieranno tutto e soprattutto cambieranno il fornitore aguzzino.

Se un cliente sta con voi solo perchè è costretto non è un cliente, è un prigioniero e come i film ci insegnano, il compito del prigionero è quello di evadere e prima o poi ci riesce.

Fidelizzate il vostro cliente non con del codice chiuso ma, con le vostre idee, le vostre capacità le vostre intuzioni, lasciandolo libero, con software open source, vi stupirete di come difficilmente vi abbandonerà.

Ovviamente qui si parla di clienti buoni, so benissimo che sulla strada si trova il cliente che per un tema scritto ex novo vuole darvi 25 euro, oppure il cliente che risparmia sulla carta igienica, sul System Administrator e sui server e poi quando non va nulla non vuole pagarvi perchè la colpa è del codice (salvo poi cambiare server), oppure quello che il figlio del cugino del capoofficina ha installato un drupal e allora diventa il suo punto di riferimento fino a che si troverò nei guai.

Per  concludere, investite sulle persone e sulla loro testa e non sulla proprietà del codice e vendete al vostro cliente la sua libertà e la vostra testa e non crediate di poterli mettere in un penitenziario con del codice proprietario, prima o poi evaderanno.

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Posted By wolly

Mi chiamo Paolo Valenti, il mio soprannome è Wolly dal quale nasce il Wolly's Weblog. Sono nato a Milano il 27 dicembre 1966 alle ore 11.45 am, Capricorno ascendente pesci. Vivo a Milano e sono felicemente sposato. Le mie passioni sono il golf, internet, la politica, la Sci-Fi, la tecnologia. Sono parte del team italiano di localizzazione e supporto di WordPress e sono l'organizzatore del WordCamp italiano, mi piace essere un Wordpress Evangelist. Il mio Curriculum lo potete trovare su Linkedin. Se volete contattarmi utilizzate la pagina "contattami", per favore non contattarmi per assistenza su WordPress, per quella rivolgiti al Forum d'assistenza.

    2 Responses to “Web Agency, Open Source, rapporto con i clienti”

  1. Gio scrive:

    Non posso che concordare con quanto dici e ti ringrazio di averlo fatto. Per dirla tutta è proprio la situazione (prigionia) in cui mi sto trovando ora per colpa di qualcuno che fa male il proprio lavoro…

  2. Aerendir scrive:

    Sono pienamente d’accordo con quanto hai scritto. Il pensiero che più mi ha colpito e mi ha spinto a commentare e condividere sui social network è “se un cliente sta con voi solo perchè è costretto allora non è un cliente.”.

    Un’ottima analisi che condivido in pieno. E condivido anche la previsione su Microsoft che già si sta muovendo in questa direzione associando sempre più spesso il proprio nome all’open source, nel bene e nel male.

    Ottimo articolo!

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