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Eluana il mio pensiero

Questo articolo ha oltre sei mesi di vita, quindi, mi raccomando, verifica le informazioni contenute in quanto potrebbero essere ormai obsolete.

Premetto che pur essendo cattolico sono d’accordo con quello che sta cercando di fare il padre di Eluana, l’anima non c’è più in quel corpo.

Ho però notato che c’è molta confusione tra i talebani dell’eutanasia in questo caso.

L’involucro che contenva Eluana funziona perfettamente senza alcun bisogno di macchinari, non si tratta di accanimento terapeutico, non è uno di quei casi dove l’organismo non piò funzionare senza macchinari e basta “staccare la spina” e il corpo si spegne. L’organismo di Eluana funziona regolarmente, non potendo muoversi ha bisogno di essere nutrito ed il problema è proprio questo, chi deciderà che una persona che non può nutrirsi da sola può essere uccisa?

Mi vengono in mente molte situazioni nelle quali ci si potrebbe trovare in condizioni analoghe, un incidente che ci mette nella situazione di non poterci nutrire da soli, una disabilità permamente e questa cosa mi preoccupa moltissimo perchè pensare che qualcun’altro potrebbe decidere di farmi morire mi spaventa e questo precedente potrebbe anche essere pericoloso in tal senso.

Su questo dovremmo discutere perchè io non voglio essere ucciso perchè non riesco ad alimentarmi e perchè non riesco a comunicare.

Ribadisco ancora che sono d’accordo con la scelta del padre di Eluana (non quella mediatica) e che non voglio accanimento teraupetico nei miei confronti.

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9 thoughts on “Eluana il mio pensiero”

  1. Quello che dici non è del tutto esatto: la nutrizione artificiale, enterale o parenterale che sia, è a tutti gli effetti una terapia, tanto è vero che devi firmare un consenso informato (se sei in coma lo firma un tuo familiare o un tutore).

    Nutrire artificialmente un paziente decerebrato (non è che non comunichi, qui manca la attività corticale) senza dubbio E’ accanimento terapeutico.

    bob

  2. Finalmente qualcuno che cerca di fare un po’ di chiarezza sull’argomento invece di esporre solo un’idea.
    Sinceramente prima di aver letto il post e qualche commento non avevo esattamente capito la situazione della povera Eluana.

    Io sull’argomento ho un’idea molto brutale e pratica: anima o non anima, mi trovassi io in quelle condizioni non vorrei certo essere mantenuto in “vita” se di vita si può parlare.

  3. Purtroppo stiamo parlando di cellule e tessuti, la persona non esiste più. La persona non ha più connessioni neuronali e tessuto cerebrale per poter pensare o anche solo percepire il dolore che è la via nervosa più primitiva che hanno anche organismi più semplici. Tutto il resto è propaganda, della peggiore, fatta sul dolore e sulla pelle delle persone che le stanno accanto.
    Ma tu vorresti vivere così per sempre?

    1. se perdessi un poco più di tempo a leggere per capire quello che c’è scritto eviteresti di fare domande così stupide visto che la risposta c’è già, però lo so che voi talebani non avete tempo ad ascoltare gli altri.

  4. Nessuno sta uccidendo nessuno. Stiamo parlando di un cadavere che viene mantenuto in vita artificialmente. Il problema è che la scienza ha fatto grandi passi in avanti mentre l’etica è rimasta indietro. Il pensiero che sostiene la non possibilità di permettere a un cadavere di iniziare i normali processi degenerativi è un pensiero medievale quindi non adatto ai progressi tecnologici e scientifici che si sono ottenuti negli ultimi cinquant’anni. Non ti preoccupare se dovessi entrare in coma verrebbero attuate tutte le misure per permetterti di ritornare alla vita, solo nel caso in cui non vi fosse più la minima possibilità di vita allora, in un paese civile dove ciò è possibile, si permetterebbe il fisiologico decadimento.

    1. Premetto che pur essendo cattolico sono d’accordo con quello che sta cercando di fare il padre di Eluana, l’anima non c’è più in quel corpo.

  5. Siamo sostanzialmente d’accordo, ma quello che mi preoccupa è che ti chiedi chi deciderà la diagnosi di un paziente. Dovrebbe essere un questione medica non politica

  6. Il mio piccolo parere è che quando non si è più in grado di usare la testa la vita è finita.
    Poi non sono nemmeno d’accordo sul fatto che qualcuno avanzi pretese pretese di “proprietà” su un corpo che alla fine non è più del suo proprietario.
    ciao

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