Calcioscommesse

Questo articolo e’ stato scritto piu’ di sei mesi orsono quindi mi raccomando verifica le informazioni contenute in quanto potrebbero essere ormai obsolete.

Di nuovo, partite vendute , partite comprate , come sempre.
Continuo a credere che l’unica soluzione sia quella di creare un campionato professionistico, in stile NBA, MLB e similari senza retrocessioni, con garanzie economiche molto salde.
Fino a che esisteranno presidenti che non rendono conto a nessuno ci troveremo sempre di fronte a queste.
Spese folli per piccole squadre senza ritorno economico o spese folli per squadre di grandi piazze ma, sempre senza ritorno economico possono portare solo al fallimento il calcio.
E allora togliamo l’idea che il calcio esiste perchè esistono anche le “piccole” e si organizzi un campionato europeo di sole grandi. Senza retrocessioni. Se poi una squadra vorrà entrare nel campionato europeo dovrà dare garanzie economiche molto forti.
Rimarranno i campionati minori, con costi minori per far crescere i vivai e forse si tornerà a parlare di sport e non di tribunali.
Purtroppo la necessità di offrire bel gioco e risultati , richiesto dai tifosi, porta i costi a lievitare e quindi mi sembra l’unica soluzione possibile.

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Posted By wolly

Mi chiamo Paolo Valenti, il mio soprannome è Wolly dal quale nasce il Wolly's Weblog. Sono nato a Milano il 27 dicembre 1966 alle ore 11.45 am, Capricorno ascendente pesci. Vivo a Milano e sono felicemente sposato. Le mie passioni sono il golf, internet, la politica, la Sci-Fi, la tecnologia. Sono parte del team italiano di localizzazione e supporto di WordPress e sono l'organizzatore del WordCamp italiano, mi piace essere un Wordpress Evangelist. Il mio Curriculum lo potete trovare su Linkedin. Se volete contattarmi utilizzate la pagina "contattami", per favore non contattarmi per assistenza su WordPress, per quella rivolgiti al Forum d'assistenza.

    2 Responses to “Calcioscommesse”

  1. yorker scrive:

    Anch’io sono attratto dal modello americano: professionismo spinto, anche arbitrale, tetto salariale, utilizzo dei mezzi tecnologici… Solo una notazione: anche in quei campionati a volte le società vanno in crisi economica, e la risolvono vendendo la squadra (la “franchigia”). E vendendola, la squadra cambia città. Per esempio pare che i Los Angeles Dodgers (baseball) diventeranno i Brooklyn Dodgers. E non so se questo verrebbe accettato, da noi.
    In Italia la cultura sportiva è molto più legata al territorio, sul modello inglese (mica per niente, il calcio ce lo hanno portato loro).
    Saluti

  2. neroman scrive:

    assolutamente d’accordo. Siamo sulla stessa linea di pensiero caro wolly!

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