help me write my essay

Sicurezza a Milano, lettera aperta al Prefetto di Milano – Francesco Paolo Tronca

Gentilissimo Signor Prefetto,

Le scrivo questa mail, sperando non venga archiviata o non letta, perché sono stanco e demoralizzato.

Ho avuto l’onore di servire come Ufficiale di complemento dei CC, 137° corso AUC e, sebbene siano passati molti anni, ricordo molto bene gli insegnamenti ricevuti alla scuola Ufficiali dei Carabinieri in via Aurelia, a Roma.

Le scrivo in quanto Lei è il rappresentante del Governo nel territorio in cui abito, Milano.

L’anno scorso, in questo periodo, sono stato scippato, mi sono entrati in casa (fortunatamente mentre stavo rientrando e quindi sono scappati senza rubare nulla), dopo pochi giorni hanno svaligiato un appartamento nella casa vicina, hanno scippato una ragazza del suo smartphone e l’hanno sbattuta per terra e sono successi diversi altri episodi di microcriminalità. (Tutti attribuibili alle stesse persone, e non Le dico quali perché voglio evitare le solite accuse di razzismo).

Sono stato al commissariato di Polizia, ho fatta la denuncia, ho fermato un’auto della polizia, ho parlato con dei poliziotti motociclisti al bar, ho parlato con dei carabinieri motociclisti, ho raccontato loro la situazione e mi hanno fatto pena e tenerezza. Stanno male loro più di noi, mi hanno detto che le, poche, auto sono sempre in intervento e devono per forza di cose dare la precedenza al pronto intervento e non hanno mezzi e uomini per portare sicurezza a tutti. So benissimo cosa significa, ricordo che sotto i mondiali di calcio del ’90 accumulai 130 ore di straordinario. (12 solo all’inaugurazione), sono consapevole delle difficoltà delle forze dell’ordine, che io amo alla follia, e sono triste per la loro rassegnazione.

So anche cha a Milano mancano circa 2000 tra carabinieri e poliziotti e so anche bene che il Ministro degli interni, Angelino Alfano, aveva fatto delle promesse mai mantenute.

Da alcuni giorni, puntuali come la morte, sono tornati, appena fa buio, verso le 17 e 30, li vediamo per strada a controllare i cancelli, i portoni, i citofoni, venerdì alle 19 mi ha telefonato mia sorella, terrorizzata, per dirmi che 3 di questi signori l’hanno seguita e le hanno anche urlato contro, ha fatto in tempo a entrare nel cancelletto e chiuderlo, poi sono arrivate altre persone e questi sono scappati a gambe levate, ieri mio padre mi ha detto che li ha rivisti e quando si sono accorti si sono prima nascosti e poi sono scappati a gambe levate.

Lo so che le statistische che pubblicate sulla microcriminalità dicono che è in calo, ma mi permetta di dubitarne fortemente per svariati motivi:

1) sono esternazioni politiche
2) la gente è stufa e non denuncia più nulla
3) la gente non si sente più protetta dallo stato (volutamente minuscolo)
4) la gente si sente presa per i fondelli

Lei ha la possibilità di parlare con il Ministro Alfano e credo anche con il Presidente del Consiglio Renzi, chieda loro, visto che non ci mandano i 2000 uomini delle forze dell’ordine, cosa dobbiamo fare, per favore.

Noi viviamo con l’antifurto perennemente attivo, anche quando siamo in casa, dormo con un bastone vicino al letto e vorrei sapere cosa dobbiamo fare.

Da ufficiale dei carabinieri della riserva, preferirei che fosse lo Stato a prendersi cura della mia sicurezza, ma se lo stato se ne frega ci permetta di utilizzare altri strumenti, lo stato può tranquillamente dire che ha fallito e che non è in grado di assicurarci la sicurezza e può delegarla a noi cittadini.

Proponga di emanare una legge in tal senso, forse capiranno che lasciare da soli i cittadini, senza la protezione delle forze dell’ordine, non è questa grande idea.

Grazie per la sua attenzione

Cordialmente

Paolo Valenti

PS: non è una minaccia, questa lettera la pubblico anche sul mio blog, paolovalenti.info, come lettera aperta.

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10 motivi per non realizzare software open source

L’open source sta vivendo, da anni, una fortuna e una crescita invidiabile, però ora vi dico perché non dovete sviluppare in open source.

1) Open source non è sinonimo di gratis.

Chiunque utilizza un software open source è convinto che debba essere gratis e ti tempesterà di richieste da realizzare in tempo zero gratis, e le pretenderà.

2) Open source e collaborazione

L’open source è nato per condividere, riutilizzare e per collaborare.

Collaborare non significa solamente scrivere codice, significa tradurre, creare tutorial, dirti grazie, ma nessuno fa niente di niente pretendono tutti un codice perfetto senza bug, gratis e lo pretendono subito.

3) Open source è la roba degli altri

Usano tutta roba open source, non hanno mai collaborato a nessun progetto, scrivono una cosetta, o un tema o quello che volete che si appoggia ad un software open source e appena scoprono che qualcuno lo ha utilizzato partono le minacce di adire le vie legali.

4) Se c’è in vendita un plugin o un tema a 30USD, meglio trovarlo crakkato e poi andare a chiedere assistenza e quando ti viene detto che l’assistenza per i temi premium viene erogata dai venditori, ti rispondono che loro non l’hanno comprato e che pretendono assistenza.

5) Mi fai questa modifica? Perché non apri un github pubblico così posso aiutarti?

Fu così che nell’arco di 10 minuti fu aperto il github pubblico, che è li ancora bello e intonso da 11 mesi.

Gli altri 5 hanno un costo, a gratis ne ho messi 5, aggiungete voi a piacere!

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Casa Milan, oggi ci sono andato ecco la mia recensione

Oggi avevo tempo libero e dato che Casa Milan è vicinissima a casa mia ed era da tempo che volevo andarci, ho preso la moto e mi sono appalesato alle porte di Casa Milan.

Per evitare a chi non piace leggere di arrivare fino in fondo vi dico subito cosa ne penso: NON andateci, ci sono cose più interessanti da fare.

Arrivo all’ingresso di Casa Milan, parcheggio la wollybike ed entro.

Dentro mi ricevono 2 persone simpatiche e gentili, lascio il casco e pago il biglietto per entrare a visitare il museo, 15 euro se non avete la carta fedeltà del Milan che vi garantisce uno sconto.

Dico al ragazzo che fino a che non ci sarà di nuova una squadra seria di tessere per andare allo stadio non se ne parla e lui ribatte che abbiamo vinto lo scudetto 3 anni fa e che poi ora c’è Pippo. Questa storiellina devono avergliela IMPARATA a tutti dato che la ripetono in continuo sintomo che dobbiamo essere in tanti a lamentarci.

Entro nel museo e capisco subito di aver buttato nel cesso 15 euro, qualche maglia qua e la, qualche paio di scarpe, dei monitor con i video che vedo su youtube e qualche pallone.

Poi si arriva all’angolo dove c’è un finto elicottero con un pavimento di foto dall’alto dell’Arena a stigmatizzare l’arrivo dell’era Berlusconiana con tanto di cavalcata delle valkirie.

Poi altri video, altre magliette e scarpe e finalmente si entra nell’unica stanza che abbia un senso, la sala dei trofei!

Ci sono tutti, manca solo la mitropa cup, e non c’è spazio per altri trofei il che può significare che non c’è nessuna intenzione di vincerne altri.

Devo dire che la sala dei trofei è imponente e forse, dico forse, una volta si possono buttare 15 euro per vederla.

Ogni trofeo, scudetto, coppa italia, supercoppa italiana, trofeo berlusconi (si, c’è anche quello), coppa delle fiere ( o latina non ricordo), coppa dei campioni, supercoppa europea e coppa intercontinetale ha il suo loculo, la sala è rotonda e puoi sederti per goderti tutto lo spettacolo del passato.

Uscito dalla sala dei trofei si arriva in un antro scuro, tipo dark room ma meno dark.

Qui il museo fa il figo tecnologico, utilizza malissimo una stupenda tecnologia, l’ologramma.

Sono rimasto incantato dalla tecnologia anche se la definizione non è ancora fantastica, ma i risultati sono incredibili penso che il futuro della TV 3d sarà presto distrutto dalla tecnologio olografica.

In pratica comincia la Barbara Berlusconi con un vestitino rosso a parlare e a dirci di quanto amano il Milan (presumo si riferisca alla sua famiglia) e di quanto i tifosi amino il Milan, poi arrivano alcuni ex campioni tipo Maldini, Baresi, Sheva, Kakà che dicono un po’ di minchiate e poi calciano e finisce con la Barbara che si prende il cuore, non metaforicamente, dei tifosi e se lo infila nel petto.

Tecnologia fantastica, realizzazione angosciante.

Uscito dalla dark room c’è un corridoio con dei monitor touch screen con un po’ di faccioni di nostri ex dove poter vedere cose loro.

Finalmente, appena prima dell’uscita, i palloni d’oro, gigantografie dei giocatori del Milan che l’hanno vinto e teche con i palloni d’oro. Non leggete alla fine le classifiche del pallone d’oro degli ’80, potreste incazzarvi a leggere 1°, 2° e 3° giocatori del Milan.

Esco dal Museo, salgo le scale e arrivo al Milan store lo giro e lo trovo povero, nulla di che sembra un normalissimo Milan point. Giro qui e li e rimango basito dalle mug che hanno dei colori improbabili, degli arancioni spenti al posto del rosso e nero.

#we are ac milanNaturalmente ero in vena di buttare soldi è ho speso 20 euro per prendermi la cover per l’iPhone che se l’avessi presa online avrei speso 15 euro.

Anche qui mi chiedono se ho la tessera fedeltà e anche qui stessa scena che ho raccontato all’inizio dal che deduco, come già detto prima, che dobbiamo essere in tanti a lamentarci e il reparto marketing del Milan ha preparato le frasettine da utilizzare come risposta.

Alla fine mi sono sentito un po’ (mica vero) in colpa quando il, gentilissimo, ragazzo del Milan store mi ha confessato di essere tifoso della Roma e che gli piacerebbe aver vinto anche solo la metà di quello che abbiamo vinto noi. Gli ho risposto che non è colpa mia :)

Esco dallo store e entro a Cucina Milanello, piccolo brutto arredato male e con roba assolutamente non invitante. Prendo un caffé e mi comunicano che costa 1 euro e 10 centesimi e quindi decido che non prenderò mai più un caffé da loro visto che il caffé a Milano costa tra 0.90 e 1 euro.

milan steua bucarest biglietto finale coppa dei campionEsco torno all’ingresso principale dove una splendida e sorridente ragazza mi restituisce il mio casco, salgo in moto e mi avvio verso casa consapevole di aver buttato via dei soldi, ma felice di aver visto la sala trofei del Milan e i palloni d’oro.

Il passato è passato, ma facciamocelo bastare.

FORZA MILAN

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Il mio modo di informarmi è cambiato radicalmente in brevissimo tempo

Leggo continuamente analisi sul giornalismo, sui giornali e sull’informazione in genere.

Sono tutte analisi spettacolari tra chi dice che i giornali sono morti e il giornalismo no tra chi ha le ricette giuste, gli epic fail.

Mi sono accorto, vabbé lo sapevo già, che il mio modo di informarmi è cambiato radicalmente e repentinamente alcuni anni fa’.

Una volta non mi perdevo un tg, leggevo sempre almeno un quotidiano, settimanali e con l’avvento del web anche giornali online.

Ora queste cose non le faccio più, non so da quanto tempo non guardo un tg e le volte che ho provato a guardarlo puzzava di stantio, di già detto di già visto. I quotidiani mi sembra che vadano bene solo per accendere il fuoco.

Nonostante tutto sono sempre informato.

Sono sempre informato perché ho diverse reti sociali che condividono le informazioni, cosa che naturalmente faccio anche io, informazioni che sono immediate, tempestive e che solo dopo vengono riprese da media mainstream e spesso vengono riprese male.

E’ vero che ci sono anche diverse bufale, ma nello stesso tempo che escono le notizie farlocche ecco uscire le analisi e smentite delle bufale.

Anche i media mainstream cadono nelle trappole solo che ci impiegano più tempo ad accorgersene segno che il vecchio lavoro del giornalista, la verifica delle fonti, non viene più svolto nel modo corretto.

Ogni mia fonte, all’interno delle mie reti sociali ha diverso livello di affidabilità, fiducia guadagnata nel tempo e tra i più affidabili non ci sono giornali ne media mainstream, c’è qualche giornalista ma non i suoi datori di lavoro.

Nonostante tutto sono informato, so cosa accade nel mondo, non tutto perché sarebbe impossibile, leggo gli approfondimenti per poter capire meglio e raramente gli approfondimenti che leggo li trovo sui media mainstream.

Cosa vuol dire tutto quello che ho scritto?

Niente, è solamente la mia situazione e non ho pretese di allargarla a tutti e nemmeno di credere che quello che scrivo abbia un minimo valore statistico.

E voi come vi informate?

 

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Spaghetti pomodoro e basilico freschi, una ricetta semplice, fresca e veloce per l’estate

D’estate la fame diminuisce e la voglia di spadellare sui fuochi bollenti sparisce del tutto, ecco quindi una ricetta veloce e gustosissima alla portata di tutti.

Spaghetti con EVO, aglio, pomodori freschi (perini), basilico e parmigiano o bottarga.

Come sempre (che poi il Luca Sartoni mi cazzia), ci laviamo le manine per benino poi indossiamo una cuffietta o un cappello da cuoco (se non siete ovviamente calvi) non per fare i fighi ma per evitare che i vostri capelli zozzi finiscano nel piatto e non c’è cosa più schifosa di trovare dei capelli nel piatto in cui si mangia.

Gli ingredienti ve li ho esposti tutti.

Qualche ora prima di mangiare la pappa prendete un baslot ampio e ci sbattete dentro 2/3 spicchi di aglio schiacciati, un po’ di foglie di basilico fresco del sale e dei pomodori perini tagliati a cubetti e poi aggiungete EVO mescolate bene, dolcemente e lasciate amalgamare i sapori per qualche ora in frigorifero.

Quando è ora di mettere le gambe sotto il tavolo mettete a bollire abbondante acqua e quando comincia a fare le bolle salate e mettete gli spaghetti.

Scolate al dente e buttate gli spaghetti dentro il baslot che contiene il nostro condimento, impiattate e a scelta cospargete con abbondante parmigiano o bottarga.

Le papille gustative vi saranno grate e il vostro stomaco non peserà come una piuma da 100 chili.

Per una buona riuscita di questo piatto, utilizzate solo ingredienti freschissimi e di ottima qualità.

WOLLY DIXIT

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Startupper, alcuni consigli per non essere truffati

Qualche anno fa’ ho deciso di accettare di entrare in 2 startup con compagine societaria molto similare, differivano solo per due persone che erano in una società e non nell’altra.

Nel frattempo c’era anche la proposta di creare una terza startup, da una mia idea, con uno dei soci delle altre 2 startup e con dei soci esteri, ma non stranieri.

In tutti e 3 i casi era truffa.

Come ho fatto a capirlo?

walking dead

I truffatori escono dalle fottute pareti

Nel caso delle prime due è stato semplice, la prima prevedeva che 2 soci versassero una cospicua somma di denaro, un terzo era quello che aveva l’idea e doveva prendere per un certo numero di mesi una cifra fissa, il quarto socio era anche la persona che doveva vivere a Londra ed infine io sarei entrato immettendo lavoro. Il mio lavoro era stato valutato dagli altri soci una certa cifra molto superiore ai loro versamenti quindi io sarei entrato con una quota pari ai loro versamenti e la parte restante mi sarebbe stata liquidata durante il lavoro.

La seconda società, costituita il giorno stesso, non prevedeva versamenti di denaro, o meglio 1 sterlina.

Fatte tutte le scartoffie a Londra in studio apposito si cominciava il lavoro.

Dopo circa un mese non avevo ricevuto alcun documento della creazione della società e ai miei continui solleciti ricevevo risposte alquanto strane:

-sono dei coglioni, hanno fatto casino-

-sono dei coglioni, ora cambiamo studio-

etc. etc.

Non arrivando nemmeno i pagamenti stabiliti ho cominciato a sollecitare e la risposta era sempre, ora facciamo il bonifico.

Stanco di aspettare ho creato un foglio excel con dei semplici conti della serva, entrate ed uscite, prospetto che ho chiesto diverse volte ma mai ricevuto. Realizzato il prospetto lo giro per email a tutti e ricevo quasi in tempo reale una risposta assai piccata da uno dei due fratelli:

– come ti permetti, quelle sono cose di cui mi occupo io –

La mia risposta è stata molto semplice:

-mi permetto perché tu non fai quello che devi fare-

In seguito, in pratica, sono stato fatto fuori dalla società dai due fratelli e da quello che riceveva i pagamenti mensilmente e che poi ha fatto almeno un’altra società con i due fratelli.

Dall’altra ne sono uscito perché anche quella non partiva mai, non c’erano i documenti di creazione e non ricevevo risposte di alcun tipo.

La terza era un progetto a cui tenevo molto, che poi ho realizzato con altre persone, di cui avevo parlato ad uno dei due fratelli ed un bel giorno si è presentato da me con questi investitori esteri, ma non stranieri.

Sin da subito ho sentito puzza di bruciato, questi presentavano il fratello come punto cardine della loro struttura, mettevano a disposizione le loro infrastrutture hardware per un anno.

La mia malfidenza mi ha portato a porre più volte le stesse domande:

1) Quanto costa l’infrastruttura?

2) Cosa significa mettere a disposizione per un anno?

3) Qual è la vostra quota di partecipazione?

4) Cosa ci mettete?

Dopo qualche mese finalmente, messi alle strette, hanno risposto alle quattro domande

1) un nebuloso tot, comunque decisamente fuori mercato

2) significa che per un anno non pagate e poi pagate l’anno che non avete pagato e il resto

3) la maggioranza

4) la dilazione di pagamento di un anno

Quel giorno è partito un fanculo e la richiesta al fratello di non pensare più a me come partner di nulla.

In sintesi quali sono i suggerimenti per cercare di non essere truffati quando si apre una startup e si cercano finanziatori?

1) Se vi propongono società all’estero verificate la legislazione, verificate che non si rischi la estero vestizione (evasione delle tasse) e verificate che le società siano realmente aperte

2) Non versate soldi su conti privati e versateli solo dopo che avete verificato che anche gli investitori abbiamo fatto la loro parte

3) Pretendete sempre report della situazione della società, delle banche, richiedeti gli estratti conti in originale

4) Se non vengono rispettati gli accordi chiudere subito tutto, non sperate che qualcosa possa cambiare

5) La regola sempre più importante di tutte, nessuno regala niente, quindi valutate molto bene le vostre idee e cercate di capire se veramente valgono qualcosa.

Questo post fa’ parte di una serie di articoli che parlano di startup, trovate tutti i link in alto a destra del titolo, alcuni sono vecchi ma sempre molto attuali.

Se avete altri suggerimenti metteteli nei commenti che li aggiungo ai mei.

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Vuoi farti fare un sito internet? Ecco alcuni consigli pratici per scegliere i professionisti del web

Disclaimer: dal 2006 faccio parte del team italiano di localizzazione e supporto per WordPress, il CMS più utilizzato al mondo e offro i miei servizi professionali tramite GoodPress.

Il primo suggerimento è banalissimo, cerca dei professionisti seri, diffida di chi fa tutto, SEO, SEM, Web Designer, Sviluppo, stampa cataloghi e pulizie.

Fai conto che un buon 30% del nostro lavoro consiste nel rifare lavori già fatti da professionisti di cui sopra, il risultato è che spendi 2 volte i tuoi soldi.

Gli altri suggerimenti, pur apparendo banali agli addetti ai lavori, non sono così banali per i clienti.

1) La registrazione, il controllo e la gestione del dominio deve essere tua, NON delegare e verifica presso il registrant che sia tutto a nome tuo

2) lo spazio web deve essere sotto il tuo controllo, devi avere gli accessi sia ftp ( o sftp o ssh ) e devi avere gli accessi ai database

3) Devi avere accesso al codice e NON accettare MAI e poi mai contratti di licenza e possibilmente utilizza codice open source. (Open source significa codice aperto che ti da il diritto di modificarlo e utilizzarlo come preferisci. Esempi di CMS open source sono Joomla, Drupal e WordPress)

4) Chiedi sempre un contratto con diritti e doveri

Questi 4 punti sono fondamentali perché sono i sistemi utilizzati da professionisti poco seri per bloccarti, per controllarti e per costringerti a lavorare solo con loro. A volte questi sistemi vengono utilizzati anche come ricatti per estorcerti quattrini in maniera fantasiosa.

Recuperare il tutto, spesso, è costoso e a volte impossibile quindi riflettici molto bene prima di legarti mani e piedi dato che il rischio non è solo quello di perdere soldi, ma è quello di perdere tutto quello che hai creato nel tempo sul web.

Il mio mantra è sempre lo stesso:

– Il Cliente deve lavorare con noi perché ha piacere a lavorare con noi, non perché è costretto a farlo causa scelte capestro –

PS: i nostri contratti NON si rinnovano in automatico, alla scadenza decadono ed è il cliente a decidere se rinnovarlo o meno.

Voi avete qualche altro suggerimento da aggiungere?

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Come creare pagine, post, custom post type in automatico con WordPress

A volte nei plugin è necessario creare delle pagine, questa classe singleton che ho scritto serve proprio per questo scopo.

La classe deve essere inserita in un plugin.

 

<?php

define( WPIT_EVENTS_PAGE_VERSION_NAME , 'wpit-events-page' );
define( WPIT_EVENTS_PAGE_VERSION_NUMBER, '1.1');

class Wpit_Add_Page {

	//A static member variable representing the class instance
	private static $_instance = null;



	/**
	 * Wpit_Add_Page::__construct()
	 * Locked down the constructor, therefore the class cannot be externally instantiated
	 *
	 * @param array $args various params some overidden by default
	 *
	 * @return
	 */

	private function __construct() {

		add_action( 'init', array( $this, 'update_page_check' ) );


	}

	/**
	 * Wpit_Add_Page::__clone()
	 * Prevent any object or instance of that class to be cloned
	 *
	 * @return
	 */
	public function __clone() {
		trigger_error( "Cannot clone instance of Singleton pattern ...", E_USER_ERROR );
	}

	/**
	 * Wpit_Add_Page::__wakeup()
	 * Prevent any object or instance to be deserialized
	 *
	 * @return
	 */
	public function __wakeup() {
		trigger_error( 'Cannot deserialize instance of Singleton pattern ...', E_USER_ERROR );
	}

	/**
	 * Wpit_Add_Page::getInstance()
	 * Have a single globally accessible static method
	 *
	 * @param mixed $args
	 *
	 * @return
	 */
	public static function getInstance( $args = array() ) {
		if ( ! is_object( self::$_instance ) )
			self::$_instance = new self( $args );

		return self::$_instance;


	}

	/**
	 * add_page function.
	 *
	 * @access public
	 * @return void
	 */
	public function add_page() {

		// Do checks only in backend
		if ( is_admin() ) {

			if ( empty( $GLOBALS['wp_rewrite'] ) )
				$GLOBALS['wp_rewrite'] = new WP_Rewrite();

				require_once WPIT_EVENTS_PLUGIN_PATH . 'config/data-page-creation.php';
				global $wpdb;

				foreach ( $pages as $page ) {

				//if page exists $pagina->ID is the id of the page
				$pagina = get_page_by_path( $page['post_name'] );

				//Create the array for insert post
				$arg = array (
					'ID'			=> '',
	    			'post_title'	=> $page['post_title'],
	    			'post_name'		=> $page['post_name'],
	    			'post_content'	=> ( ! empty ( $page['post_content'] ) ? $page['post_content'] : $pagina->post_content) ,
	    			'post_type'		=> $page['post_type'],
	    			'post_status'	=> $page['post_status'],
	    			'post_author'	=> $page['post_author'],
 				);


				//if page doesn't exist I create it
				if ( empty( $pagina ) ) {
				    $post_id = wp_insert_post( $arg );
			    } else {
				    //if page exist add the page ID to the array to modify the right page
				    $arg['ID'] .= $pagina->ID;
				    $page_data = get_post( $pagina->ID );
				    $arg['post_content'] = $page_data->post_content;

				    
				    $post_id = wp_insert_post( $arg  );

			    }

			    //Verify if in data-page-creation.php exist _wp_page_template and if exist value insert it
			    if (isset ($page[ '_wp_page_template' ]) && ! empty($page[ '_wp_page_template' ])) {
				    update_post_meta ( $post_id , '_wp_page_template' ,$page['_wp_page_template'] );
			    }
			} //end foreach

			// Use a static front page
			if ( isset($front_page) && ! empty($front_page) ) {

				$frontpage = get_page_by_path( $front_page['page-slug'] );
				if ( ! empty($frontpage) ) {
					update_option( 'page_on_front', $frontpage->ID );
					update_option( 'show_on_front', 'page' );
				}
			}


			//update version of the plugin
			update_option( WPIT_EVENTS_PAGE_VERSION_NAME , WPIT_EVENTS_PAGE_VERSION_NUMBER );


			} //end if only in the admin

	}

	/**
	 * update_page_check function.
	 *
	 * @access public
	 * @return void
	 */
	public function update_page_check() {
	// Do checks only in backend
		if ( is_admin() ) {
			if ( version_compare( get_site_option( WPIT_EVENTS_PAGE_VERSION_NAME ), WPIT_EVENTS_PAGE_VERSION_NUMBER ) != 0  ) {
			$this->add_page();
			}
		} //end if only in the admin
	}

}// chiudo la classe

//istanzio la classe

$wpit_add_page = Wpit_Add_Page::getInstance();

 
Per prima cosa definiamo 2 costanti, la prima è il nome della option

define( WPIT_EVENTS_PAGE_VERSION_NAME , 'wpit-events-page' );

 
La seconda è la versione del plugin, importante perché se vengono aggiunte pagine deve essere modificata la versione per aggiungere le nuove pagine.

define( WPIT_EVENTS_PAGE_VERSION_NUMBER, '1.1');

 

I dati delle pagine da creare sono contenuti in un file esterno che io ho chiamato

data-page-creation.php

 
ma voi potete chiamarlo come volete.
Una volta creato il file (più avanti metto il tracciato) dovete dire al plugin dove si trova e come si chiama questo file.
Io ho l’abitudine di creare alcune costanti nei plugin e una di queste è quella che definisce il path del plugin

WPIT_EVENTS_PLUGIN_PATH

ed è sempre mia abitudine inserire i file di configurazione in directory ad hoc, in questo caso nella directory

config

Per dire alla classe dove trovare il file di configurazione dovete modificare la riga 83

require_once WPIT_EVENTS_PLUGIN_PATH . 'config/data-page-creation.php';

 

Quello che segue è invece il tracciato del file di configurazione

<?php

//creo l'array delle pagine

//****************************************************************************
// Array completo con tutti i dati, shortcode in post_content
// Eliminare i campi che non servono
// array(
//		'post_title' => 'Post title',
//		'post_name' => 'Post slug',
//		'post_content' => 'content',
//		'post_type' => 'page',
//		'post_status' => 'publish',
//		'post_author' => 1,
//		'_wp_page_template' => 'template.php'
// ),
//
//*****************************************************************************

$pages =  array(
	array(
		'post_title' => 'Login Register',
		'post_name' => 'login-register',
		'post_content' => '',
		'post_type' => 'page',
		'post_status' => 'publish',
		'post_author' => 1,
		'_wp_page_template' => 'login-register.php'
	),
	array(
		'post_title' => 'User Page',
		'post_name' => 'user-page',
		'post_content' => '',
		'post_type' => 'page',
		'post_status' => 'publish',
		'post_author' => 1,
		'_wp_page_template' => 'user-page.php'
	),


);

Come potete vedere ho messo solo i dati che mi interessavano e nello specifico il titolo della pagina, lo slug, il content vuoto (qui potete inserire testo e/o shortcode), il tipo di post (in questo caso una pagina), lo status, l’autore e il template di pagina.
 
Potete aggiungere tutti i campi che vi interessano, incluso inserire la pagina da utilizzare come front page, se ne avete bisogno.
 

Se avete qualche dubbio, suggerimento o miglioramento da apportare i commenti sono per voi :)

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Renzi, ha vinto Renzi!

Cominciamo con il disclaimer, che non si sa mai chi leggerà questo post. Io faccio parte del partito più grosso che c’è in Italia, il partito degli astenuti quello di quelli (bellissimo) che hanno preferito il non voto. La mia estrazione è di centro destra, il mio primo voto è stato per la DC e poi Radicale fino a circa 20 anni fa’.

Per fortuna ha vinto Renzi, ci contavo.

SI, ha vinto Renzi e anche Salvini, tutti gli altri hanno perso.

Ha perso il PD, ha perso Berlusconi, ha perso Grillo, ha perso forza italia, ha perso il movimento 5 stelle ha straperso scelta civica, il nuovo centro destra, insomma hanno perso tutti gli altri.

Se il PD e i suoi elettori invece di schifare il voto degli altri avessero evitato le primarie “truccate” che fecero vincere Bersani ora non ci troveremmo con il governo che abbiamo, non ci saremmo trovati Monti e Letta e probabilmente avremmo un governo Renzi in piedi da diversi anni e molti dei problemi in via di soluzione.

Berlusconi sarebbe da anni un capitolo chiuso e grillo un simpatico comico.

L’elettore del PD è un ottimo soldato, urla, sbraita, si emoziona per civati, cuperlo & C. ma alla fine si reca in cabina elettorale, sempre, e mette sempre la crocetta sul simbolo PD, finanche si trovasse come candidato pacciani.

Ergo, laonde per cui, potevano mettere tranquillamente il Renzi già alle ultime politiche e avremmo avuto un governo.

Certo, l’elettore del PD è incazzato nero perché sono arrivati i voti anche da chi non è antropologicamente superiore, da chi non è antropologicamente onesto, da chi non fa’ parte del PUD™ ( pensiero unico dominante ), ma alla fine si lamenterà, scriverà che Renzi è di destra o di centro, che non è del PD, che è un democristiano e che sta cercando di ricostruire la DC e poi alle prossime elezioni continuerà a mettere la crocetta sul simbolo del PD.

Quindi, in sintesi, era un non problema anni fa’, è ancor di più un non problema ora, la miopia dei vertici del PD ci è già costata tanto (Monti e Letta) vediamo stavolta di remare nella stessa direzione di Renzi che tanto gli elettori del PD la crocetta la mettono lo stesso e la loro grossa minoranza può diventare una enorme maggioranza grazie ai voti di chi schifano.

Ricordiamoci che l’alternativa è grillo e i suoi pentastellati.

Viva l’Italia, Viva Renzi e viva i voti di quelli che sono schifati dal PD.

 

UPDATE: Gramellini lo dice meglio di me.

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Full metal jacket all’italiana, continua …

scuola di fanteria e cavalleria cesano di roma

il I° battaglione

Sono passati  sei anni dal primo post sulla mia esperienza da AUC a Cesano di Roma, e ora è il momento di dare seguito a tutte le richieste di continuare nel racconto.

Vi ricordo che parlo della mia esperienza durante il 137° corso AUC (allievi ufficiali di complemento) alla  (allora) Scuola di Cavalleria e Fanteria di Cesano di Roma. Il corso durava 5 mesi e il 137 comincio il 3 ottobre 1989.

Eravamo rimasti ai primissimi giorni, quelli dove ti rasano, ti vestono e cominci a capire che sarà dura, durissima.

La mancanza di sonno sarà una costante di tutto il corso.

Le prime giornate passano tra addestramento formale, necessario per il giuramento, studio e addestramento fisico.

Finita la cena (circa alle 18) cominciano le ore di studio in aula, assonnati, digestione in corso, finestre chiuse, palpebre pesanti, pesantissime …

La vera lotta è quella contro il sonno, una lotta quotidiana che spesso perdiamo.

La cosa bella delle prime settimane è che non si fanno guardie e che il sabato e la domenica, in pratica, sono libere.

Finito lo studio c’è la libera uscita, dalle 20 alle 23. Per arrivare all’uscita della caserma di vogliono 20 minuti buoni, quindi non ci cambiamo e usciamo in divisa e ci ammassiamo tutti dalla cicciona, noto ristorantino appena fuori dai cancelli e mangiamo e beviamo.

Poi si ritorna in camerata, si fanno le pulizie e si aspetta in piedi il contrappello, il contrappello a letto è un benefit che dovremo conquistare poco alla volta.

full metal jacket

sergente

Il contrappello è qualcosa di mistico, tutti quelli che hanno fatto il militare se lo ricorderanno.

I nostri contrappelli erano leggermente (eufemismo) duri, i nostri ufficiali, esagerando, cercavano di farci capire, sulla nostra pelle, cosa significava esagerare per poi evitare di fare le stesse cose ai reparti.

la camerata

Esempio di camerata, grazie all’amico Vincenzo

La pulizia, in caserme così vecchie, con le finestre di ferro e senza riscaldamento era veramente difficile, quasi impossibile eliminare la polvere, che rientrava immediatamente ergo le punizioni erano quasi certe ogni sera. Quando, per qualche strano caso del destino, l’ufficiale trovava tutto pulito, lanciava il basco nero sul pavimento e li era dura che non si attaccasse polvere e se anche il test scientifico del lancio del basco dava esiti negativi ecco che smontava i tubi del letto e ci soffiava dentro e se anche li non riusciva a punire il capo camerata ecco uscire dalle tasche un cotton fioc e zac, dentro una prese di corrente, polvere assicurata! E’ successo però che anche le prese di corrente siano state smontate e pulite, si lo riconosco eravamo fuori di testa, e quindi il stia punito arrivava perché rideva troppo, la stanza è troppo pulita, l’uniforme aveva una macchia, oppure puzzi.

Puzza: tema ricorrente.

Per poterci lavare dovevamo scendere 2 o 3 piani di scale in accappatoio e ciabatte, uscire dalla caserma, girarci intorno e poi entrare nella zona docce e lavarci con acqua gelida, ricordo che era ottobre, novembre, dicembre, gennaio, febbraio, poi dopo esserci lavati con acqua gelida, rifare il giro al contrario per tornare in camerata e vestirci. Lo so avete già indovinato, non ci lavavamo e puzzavamo come dei caproni, ma nessuno si lamentava, puzzavamo tutti allo stesso modo.

La prima libera uscita, una domenica e me la ricordo benissimo, la passammo alla stazione e più precisamente nell’albergo diurno della stazione a farci una doccia calda e a dormire qualche ora. Per dovere di cronaca,fu anche l’unica volta perché alla fine ci si abitua a tutto e quindi rinunciare alle poche ore di libera uscita era da pazzi e quindi niente più sonno e doccia calda.

Direi che per oggi basta, ho definito alcune delle cose fondamentali per comprendere come si vivesse allora, continua …

 

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